La prospettiva nella composizione

La prospettiva nella composizione

Quando si parla della prospettiva si intende in sostanza il “punto di vista” dalla quale fai la foto. Per farti un esempio, se scatti stando in piedi nella posizione normale avvicinando la fotocamera ai tuoi occhi (o posizionandola davanti a te all’altezza degli occhi se scatti usando il liveview) si dice che stai scattando dalla prospettiva dell’occhio umano.

3 Suggerimenti su come fare dei ritratti

3 Suggerimenti su come fare dei ritratti

La fotografia di ritratti è generalmente un’osso duro per molti fotografi, sia che si tratti di un professionista, ed ovviamente anche per un principiante. Come un qualsiasi altro tipo di tecnica fotografia richiede un po’ di pratica per iniziare ad ottenere qualcosa di interessante e valido, tuttavia rimane il fatto che questo tipo di fotografia, dove in fondo sei costretto/a, indipendentemente dal fatto che tu sia una persona espansiva o introversa, a creare un dialogo ed entrare in empatia con il soggetto fotografato, rende spesso le cose un poco complicate.

Lati ed angoli nella composizione

Lati ed angoli nella composizione

Un altro vincolo della composizione è dato dai lati ed angoli del nostro fotogramma. Quando guardi attraverso il mirino della fotocamera vedi infatti un’area rettangolare (e in qualche caso quadrata se hai la fortuna di scattare con una medio-formato quadrata) ed in questo contesto, oltre al formato, entrano in gioco anche gli angoli ed i lati che condizionano la composizione.

Flickr si evolve. E a quacluno non piace

Flickr si evolve. E a quacluno non piace

Flickr che è oggettivamente la community fotografica (o meglio “social fotografico”) più “vecchio” e seguito al mondo, ha subito in questi giorni il suo upgrade più importante da quando esiste: sarà gratuito solo in parte e per usufruire di tutte le sue funzionalità si dovrà sottoscrivere un piano a pagamento mensile. E questo ha fatto scaturire una vera e propria indignazione da parte dei tutti i loro utenti.

GoPro Hero 7. Perché potrebbe fare al caso tuo

GoPro Hero 7. Perché potrebbe fare al caso tuo

Nella puntata di oggi voglio parlare della GoPro Hero 7 che non è forse propriamente un oggetto per uso fotografico, anzi… ha anche poca attinenza apparente considerato che si tratta di una Action Cam.

Ma ritengo che sia comunque un oggettino molto interessante per noi “fotografi”, e non sono l’unico a pensarlo.

Come impostare un'attività fotografica in 5 passi

Come impostare un'attività fotografica in 5 passi

Mi ricordo molto bene quando ho deciso di diventare un fotografo professionista, che in Italia consiste nel farsi una P.iva come fotografo alla fine. Questa lista di controllo ha lo scopo di darti alcuni spunti semplici e veloci sui cui lavorare che ti aiuteranno ad affrontare la questione in modo più preparato.

3 Consigli per diventare professionista

Quando, da fotografi amatoriali, si decide seriamente di diventare dei fotografi professionisti, ci si rende conto velocemente che le cose sono più incasinate di quello che si pensa.

Se ancora non sei arrivato (o arrivata) a questo punto beh… te lo dico io: essere fotografi professionisti prevede la necessità di affrontare tante cose da fare,

di cui la maggioranza spesso non ha a che fare con il “fotografare”.

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Quando, da fotografi amatoriali, si decide seriamente di diventare dei fotografi professionisti, ci si rende conto velocemente che le cose sono più incasinate di quello che si pensa.

Se ancora non sei arrivato (o arrivata) a questo punto beh… te lo dico io: essere fotografi professionisti prevede la necessità di affrontare tante cose da fare, di cui la maggioranza spesso non ha a che fare con il “fotografare”.

Gestire un’attività fotografica comporta varie mansioni:

  • gestire l’aspetto marketing;

  • gestire il sito web;

  • gestire la contabilità;

Tutte attività noiose, ma non meno importanti.

E a tutto questo va anche aggiunta la necessità di rimanere aggiornati, ovvero devi trovare il tempo anche per dedicare delle ore alla tua formazione.

In questa puntata cercherò di darti 3 suggerimenti (o punti) sui cui riflettere per affrontare nel modo corretto la tua attività di fotografo dal punto di vista commerciale, piuttosto che soffermarti sugli aspetti “tecnici” della fotografia stessa.

IL MARKETING DEL PASSAPAROLA

Senza ombra di dubbio, anche se in più di una occasione ho sempre detto di non basare tutto su questo, il miglior marketing per la tua attività di fotografo sarà il passaparola.

Ottenere referenze dai clienti è una necessità assoluta perché i potenziali clienti saranno più propensi a darti una possibilità se hanno sentito parlare di te da un parente o da un amico piuttosto che vedere il tuo nome su un biglietto da visita o un’inserzione pubblicitaria su un social network.

Naturalmente, per generare un passaparola positivo significa che devi produrre splendide foto, essere un fotografo divertente con cui è facile lavorare, essere attento alle necessità dei tuo clienti, capire quando e cosa chiedere e quando non insistere ed ovviamente consegnare prodotti finiti meravigliosi in modo tempestivo.

RICHIEDERE UN FEEDBACK

La chiave per massimizzare il marketing del passaparola è la tempistica.

Ma aspetta… non intendo dire che devi essere veloce a consegnare il lavoro finito, anche se è una delle cose che ti ho suggerito prima.

Intendo un’altra cosa, ovvero “quando chiedere un passaparola”, ovvero quando chiedere ai tuoi clienti, che ti facciano conoscere ad amici e parenti.

È si! È proprio questa una chiave del successo: pianificare anche un “passaparola sistematico”, in modo che si sparga la voce in modo deciso e positivo.

Ma devi richiederlo nel momento giusto. 

Non puoi richiederlo troppo presto perché farlo potrebbe sembrare un atto di disperazione, l’atto di un fotografo che è con l’acqua alla gola. 

E poi… con che faccia tosta puoi richiedere un “passaparola” prima di aver completato il lavoro per loro magari?

Tuttavia, non puoi richiederlo nemmeno troppo tardi. Di certo non è una cosa molto sensata quando gli porti la fattura da pagare… in quel contesto ti garantisco che non stai tanto simpatico ai tuoi clienti, anche se hai fatto il lavoro più bello della tua vita.

Il momento migliore per chiederlo è quando hai inviato bozze al tuo cliente. A quel punto il loro livello di eccitazione sarà al livello massimo, quindi saranno anche più propensi a parlar bene di te a parenti ed amici.

Una cosa intelligente è anche quella di cogliere l’occasione per offrire sconti o bonus per lavori futuri ai tuoi clienti, come ad esempio un 20% di sconto sulle foto del loro bambino, se hanno intenzione di averne, oppure uno sconto per dei loro amici che ti portano.

CALCOLA IL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO

Forse uno dei compiti più difficili che avrai quando deciderai di avviare un'attività di fotografia è determinare quale sarà il tuo mercato di riferimento.

Il fotografo “che fa tutto” non è mai percepito come una figura professionale specializzata.

Sarebbe un controsenso in fondo, e la stessa paola “specializzata” è sinonimo di “alta competenza in un campo specifico” e viene percepita per l’appunto in modo positivo dai potenziali clienti.

È quindi fondamentale, come detto inizialmente, che tu vada a “specializzarti” in uno specifico ramo della fotografia, possibilmente un ramo che ti appassiona e ti piace.

Tuttavia, iniziare un’attività fotografica, dove ancora nessuno ti conosce, già pubblicizzandoti come “specialista” di un determinato tipo di fotografia potrebbe essere deleterio e controproducente.

Inizialmente dovrai proporti come un fotografo versatile ed adattarti nel fare un pò di tutto in modo da:

  • farti conoscere;

  • acquisire clienti;

  • alimentare il passaparola;

  • acquisire esperienza;

Ma man mano però che la tua attività cresce e matura, vorrai concentrarti su un tipo specifico di clienti che desideri avere (o detto in altro modo… concentrarti sul tipo di fotografia che realmente ti piace fare).

Questo aspetto va altrettanto valutato in modo analitico, mentre la maggioranza dei fotografi tendono ad affrontarlo di petto, d’istinto e di cuore, con un’alta probabilità di giungere ad un insuccesso nell’arco di 2-3 anni.

Ecco un ottimo consiglio per affrontare questo aspetto in modo professionale: quando pensi a un mercato target, considera i fattori finanziari e geografici.

Approfondiamo la cosa.

Quando pensi alla tua attività come fotografo, devi fissare degli obiettivi per il tuo reddito, ovvero quanto vuoi (o devi) guadagnare per mantenere in piedi l’attività.

Deve essere una valutazione reale e raggiungibile, non puoi ovviamente mettere come obiettivo “voglio guadagnare 300k euro all’anno” perché nella tua testa vuoi acquistare una Ferrari.

Ok… ora ipotizzo che tu abbia fissato un determinato reddito, fattibile da raggiungere.

Per fare quel reddito, i tuoi clienti dovranno pagare una certa somma di denaro per i tuoi servizi.

Quindi, di conseguenza, questo ti indica chi è il tuo cliente ideale - ovvero devono essere dei clienti in grado di permettersi il costo dei tuoi servizi.

Chiaro quindi che se hai calcolato che mediamente i tuoi servizi costano “almeno” 3000 euro, ci saranno potenzialmente meno clienti disposti a sostenere queste cifre rispetto magari ad aver calcolato un costo di 500 Euro.

Allo stesso tempo però, aver calcolato un costo di 500 euro a servizio, significa che dovrai lavorare molto di più, e con ritmi probabilmente più stressanti e difficili da sostenere nel tempo.

Allo stesso modo, devi buttare un occhio sull’aspetto geografico. Se il tuo target di prezzo è elevato è probabile che dovrai farti conoscere a molte più persone, ma non puoi considerare o farti pubblicizzare su un’area grande quanto una regione intera perché potrebbe essere tecnicamente impossibile da sostenere.

Allo stesso tempo, se ti vuoi occupare di fotografia in abito turistico e vivi in una zona “non turistica” è ovvio che c’è qualcosa che devi sistemare.

PENSIERI FINALI

Con questi suggerimenti ti ho dato alcune indicazioni su come affrontare la creazione e sviluppo della tua attività come fotografo professionista.

Anche se questa non è una panoramica completa di ogni passo che devi compiere, questo ti porterà comunque nella giusta direzione.

Ricorda infine che avviare un'attività di fotografia è un lavoro duro e sarà una lunga strada. Non puoi pretendere di ottenere ottimi risultati nell’arco di 12 mesi, anche se sei un fotografo bravissimo.

Tuttavia, se produci foto bellissime, lavori bene con i tuoi clienti e hai una strategia a lungo termine per il successo, i risultati dovrebbero arrivare senza problemi.

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Lavorare in Team con Lightroom

Lavorare in Team con Lightroom

Continuo con la serie di PodCast dedicati ad Adobe Lightroom CC, in questo caso ti do alcune dritte su come fare un backup rapido, veloce e poco dispendioso di tempo e spazio nel Cloud ed allo stesso tempo sfruttare la tecnica per poter collaborare con altri colleghi sulla post-produzione delle stesse immagini ma usando un solo catalogo Lightroom pur lavorando da postazioni diverse.

I fotografi degli eventi sportivi

Scommetto che anche tu quando guardi in TV qualche evento sportivo butti un occhio a quei fotografi fortunati che hanno modo di stare così vicini agli artisti o personaggi famosi, magari anche per scambiarci qualche parola.

E poi avrai sicuramente dato un occhio su come fotografano. Fabio si è incuriosito su questo modo di fotografare e mi chiede un parere! Ecco il mio punto di vista.

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 Photo by  Dimon Blr  on  Unsplash

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PERCHÈ SCATTANO SENZA GUARDARE IL MIRINO

Spesso negli eventi di questo tipo ci sono molti fotografi presenti e, come insegniamo sempre nei nostri corsi e workshop, se non si fa attenzione a tutto quello che ti succede attorno c’è il rischio di farsi male, rompere l’attrezzatura o rovinare la foto che sta realizzando un altro fotografo.

Considerato che in genere, se si è molto vicini, si tende ad usare un obiettivo grandangolare oppure un obiettivo che magari permette comunque di avere un angolo di campo abbastanza ampio, evitare di guardare nel mirino preferendo la tecnica di “scattare ad occhio” può essere una soluzione più intelligente.

LA QUESTIONE DELLA CORRETTA ESPOSIZIONE

In realtà si tratta di un problema minore, infatti:

  • se si utilizza il flash di base significa che la fotocamera è già impostata secondo i parametri di luminosità/compensazione del flash. In altre parole la fotocamera difficilmente può sbagliare l’esposizione della fotografia.

  • se non si utilizza il flash di base devi considerare che le moderne fotocamere sono estremamente performanti nella corretta determinazione dell’esposizione, per questo motivo di solito i fotografi non hanno gravi problemi. Va anche considerato che le moderne fotocamere sfornano file molto “lavorabili”, ovvero nel caso in cui le immagini siano un po’ sottoesposte possono essere recuperato con una “correzione automatica” senza problemi.

RAW O JPEG?

Ho visto fotografi in questi contesti usare il formato RAW, ma in realtà trovo sia veramente penalizzante come formato.

Il formato RAW presuppone la necessità di dedicare del tempo alla post-pruduzione (sviluppo) dello stesso, mentre i fotografi che operano in questo contesto di solito hanno la necessità di ottenere velocemente le foto da dare alle testate giornalistiche oppure da inviare alle varie web magazine.

La scelta ideale è quella di scattare in JPEG (o in RAW + JPG), che comunque ti garantisce un minimo margine di post-produzione, sicuramente non abbastanza per stravolgere una foto, ma decisamente sufficiente per ottimizzarla.

CONSIDERAZIONE SULLA QUALITÀ

Non va dimenticato che in genere i fotografi che partecipano come “inviati” a questi eventi, pubblicheranno le foto in contesti dove la qualità non deve essere poi così ricercata, ma piuttosto si cerca l’aspetto “documentale” della stessa.

Ecco allora che se una immagine deve finire in un blog o testata giornalistica online per essere vista in uno smartphone o allegata ad un articolo, viene meno questa necessità di qualità che in genere ricerca sempre il fotografo amatoriale.

Ovviamente la quesitone è ancora più ovvia se si considera che certe immagini devono finire magari in un giornale stampato.


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Ottimizzare Adobe Lightroom

Adobe Lightroom funziona con la logica dei “cataloghi”, ovvero un sistema che si basta sul dare “l’impressione” di modificare le foto, quando in realtà le foto non vengono minimamente toccate e rimangono originali senza essere danneggiate.

Questo è il motivo per il quale Lightroom è uno di quei software definiti “non distruttivi” e che da maggiori garanzie. Per fare questo basa le sue modifiche su un “database” dove salva tutti i passaggi e ti “mostra” quale sarà il risultato finale. 

Questo comporta un dispendio non indifferente delle risorse di un computer, ma può essere ottimizzato il tutto! Ecco un metodo!

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Fotografare con la nebbia

Ma con la nebbia è possibile fotografare? Cosa può darti la “nebbia” in ambito fotografico? Cosa può darti un “muro completamente bianco”.

Per tante persone la “nebbia” il mattino o la sera diventa la scusa buona per evitare di uscire a fotografare e starsene belli comodi al caldo seduti sul divano. Io non la penso così e ne parlo in questa puntata!

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La Luminanza

Tempo fa in un episodio ho parlato della differenza tra “saturazione” e “vividezza” e la cosa, nella sua semplicità, è piaciuta tantissimo agli ascoltatori che ora mi chiedono un’altra bella sfida: spiegare cos’è la “luminanza” e come si rapporta con il “tono” e la “saturazione”.

Non ne stai più capendo nulla? Ascolta la puntata!

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Vendere fotolibri senza Partita Iva

Ma se io decido di vendere dei foto-libri posso farlo? Posso farlo passare come lavoro occasionale perché alla fine ne vendo uno ogni tanto? O è necessario aprirsi una P.IVA? Discutiamone in questo episodio.

Link citati (Giulio Gaudiano):

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Considerazioni sulla fotografia

Questa puntata è molto interessante secondo me, perché mi ha dato l’opportunità di analizzare nello specifico alcuni argomenti che spesso vengono trascurati.

Una chiacchierata virtuale con Monica che mi parla di talento, capacità tecnica e senso della post-produzione. 

E tu che ne pensi?

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