3 Suggerimenti su come fare dei ritratti

La fotografia di ritratti è generalmente un’osso duro per molti fotografi, sia che si tratti di un professionista, ed ovviamente anche per un principiante.

Come un qualsiasi altro tipo di tecnica fotografia richiede un po’ di pratica per iniziare ad ottenere qualcosa di interessante e valido, anche se questo non significa che NON PUOI ottenere un buon scatto al primo colpo.

Tuttavia rimane il fatto che questo tipo di fotografia, dove in fondo sei costretto/a, indipendentemente dal fatto che tu sia una persona espansiva o introversa, a creare un dialogo ed entrare in empatia con il soggetto fotografato, rende spesso le cose un poco complicate.

Per aiutarti ho raggruppato alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti, magari proprio all’inizio, a superare qualche ostacolo.

ASCOLTA LA PUNTATA PODCAST

Clicca sul player per far partire il podcast oppure:

❤️ Vuoi diventare un produttore del PodCast e scoprire tutti i vantaggi? Scopri il progetto su Patreon (clicca qui)

💬 Vuoi farmi una domanda? Contattami su Telegram cliccando qui.

SUGGERIMENTO #1: ELIMINA LA TENSIONE

Se la persona che fotografi non la conosci ed è la prima volta che entrate in contatto è assolutamente normale che non si senta particolarmente a suo agio.

Ti dico… è più probabile che sia la persona fotografata a sentirti maggiormente a disagio, anche perché è lei che sarà davanti alla fotocamera ed onestamente, salvo rari casi, probabilmente non ha la minima idea:

  • sul come mettersi;

  • sull’espressione da tenere;

  • avrò paura di essere brutto (o brutta) in foto;

  • vorrebbe essere guidata ma non ha il coraggio di chiederlo;

  • starà pensando “chi me l’ha fatto fare?”

  • terrà una posizione naturalmente “goffa”

E tutto questo “disagio” verrà riversato automaticamente anche nell’immagine finale.

Come se ne esce da questa situazione? 

La cosa da evitare è quell’imbarazzante “silenzio” e “mancanza di dialogo” che qualche volta magari si impone quando sei “costretto” a conoscere una persona e non scatta subito una naturale empatia.

In pratica è necessario imparare qualche “tecnica” per rompere il ghiaccio.

Ci sono ovviamente vari metodi e molto dipende anche dalla personalità del fotografo, tuttavia funziona molto bene il coinvolgere i soggetti in una conversazione:

  • facendo delle affermazioni positive su come sorridono,

  • facendo delle affermazioni positive su come posano naturalmente

Magari non è proprio così, ma di fatto sono tutte cose che in fondo danno un po’ di fiducia al “modello” e gli tolgono un po’ di quella tensione e dubbi iniziali.

Attento però: non devi far percepire che questo dialogo iniziale sia “forzato”, un trucco infatti è quello di “guadagnare tempo” mentre monti l’attrezzatura, sistemi i flash, controlli il computer ecc… 

Puoi fare delle domande generiche su cosa fanno nella loro vita (lavoro, studio ecc…), cosa hanno fatto lo scorso fine settimana, io ad esempio chiedo se hanno degli animali domestici (io ad esempio ho un cane - un Jack Russel - e se abbiamo questa cosa in comune è sicuro al 200% che scatta l’empatia che ci porta a parlare anche minuti sull’argomento ecc…).

Un altro suggerimento che posso darti è quello di fargli vedere, mentre stai preparando il computer, delle foto fatte magari in una sessione precedente! Foto riuscite bene, rassicurando il modello/modella sul fatto che anche lui (o lei) può apparire così.

È incredibile come un paio di minuti di chiacchiere possano veramente far rilassare le persone e aiutarle a sembrare più naturali nei loro ritratti!

SUGGERIMENTO #2: CONCENTRATI SULLO SFONDO

Ovviamente si parla di fotografia in esterni, cosa che potrebbe essere una soluzione proprio per rompere la “formalità di uno studio fotografico”.

Quando dico “concentrarti sullo sfondo” non significa che devi concentrarti letteralmente sullo sfondo ...

Ma significa che non puoi trascurare l’importanza dello sfondo nell’economia di una foto di ritratto (ne ho anche parlato in un podcast sulla composizione).

Dal punto di vista tecnico:

  • il modello è il punto fulcro dell’immagine;

  • lo sfondo dovrebbe essere la cosa che gli osservatori guardano appena dopo aver osservato il ritratto. 

Un ritratto su sfondo bianco non sempre è un buon ritratto, ma allo stesso tempo non deve essere eccessivamente “complesso”.

In altre parole:

  • Da un lato, vuoi uno sfondo complementare che migliori lo scatto, come dei colori, trame, forme e così via.

  • D'altro, non vuoi che lo sfondo sia troppo interessante, altrimenti potrebbe distogliere l'attenzione degli osservatori e prevalere sul soggetto fotografato.

Questa tips vale anche per i video se ci penso bene! Tempo fa avevo fatto un video dove sullo sfondo avevo una TV che trasmetteva delle immagini… beh… ammetto che effettivamente distraeva perché a volte si tendeva a guardare la TV sullo fondo… Oppure ero io noioso nel video (e non lo escludo).

Trovare un equilibrio tra l’avere uno sfondo interessante, ma non troppo interessante, in alcuni casi potrebbe essere molto difficile!

Cosa posso consigliarti di pratico?

Quando cerchi uno sfondo, cerca un parco o fatti ospitare da un amico con un bel giardino curato, ideale sarebbe poter avere anche delle siepi.

Gli ambienti naturali come i giardini di solito hanno una varietà di bei colori, trame interessanti con ombre che danno consistenza allo sfondo, ma non sono mai così dettagliati da distogliere l'attenzione dalla persona fotografata.

Ovvio che in questo contesto si parla di fotografia fatta in primavera o estate, ma anche l’autunno (adeguatamente vestiti) offre incredibili opportunità nelle esterne.

SUGGERIMENTO #3: DAI QUALCOSA DA FARE AL MODELLO/A

Non so se hai già avuto modo di fotografare delle persone o hai assistito a shooting fotografici con modelli “non abituati” ad essere fotografati.

Se ci fai caso, o provi a far memoria locale di tali situazioni, puoi notare che in genere le persone, oltre a far percepire il loro disagio di fronte all'obiettivo, almeno inizialmente, di solito non sanno dove mettere le mani!

Davanti, dietro, in tasca, appoggiate in modo innaturale sulle gambe ecc… non sanno dove cacchio metterle!!!!

Inoltre, se fotografi una persona senza fare un ritratto stretto o esclusivo al viso, ma piuttosto lo fai leggermente ampio, se le mani sono messe in modo innaturale, sembrano goffe e danneggiano l’immagine finale.

Devi assolutamente evitare questa situazione. Io posso darti alcuni consigli che sono:

  • dagli qualcosa da tenere in mano (mi viene in mente un cubo di rubick ad esempio, o un pupazzo, o un libro). Ovviamente deve essere attinente alla fotografia perché è diverso dare in mano un pupazzo ad un bimbo che devi fotografare rispetto al dare un pupazzo ad un imprenditore che vuole rinnovare la sua immagine.

  • Puoi fargli fare qualcosa con le sue mani, ad esempio fare delle foto con le mani in alto, rivolte vs. La fotocamera o facendo dei gesti particolari (ovviamente se hanno senso nelle foto che devi fare, oppure puoi fargli fare alcuni scatti così per “rilassarli” e rompere il ghiaccio con alcuni scatti iniziali divertenti).

  • Puoi anche dargli delle attrezzature fotografiche da tenere in mano, come un treppiede o una macchina fotografica che non usi, ma devi sempre star attento che sia attinente con la foto che vai a fare (salvo che non rientri nel fotogramma e quindi di fatto serva esclusivamente per rompere la rigidità del corpo trasmessa dal modello che non sa cosa fare con le proprie mani).

Ovviamente ci sono tantissime altre soluzioni, idee e tecniche che puoi adottare. 

Questo è solo un mio punto di vista/consiglio e non è nemmeno necessario che tu vada ad applicarli alla lettera.

Tuttavia, se ti tornano utili nel tuo prossimo shooting, beh… fammelo sapere e dammi un feedback-


Se i miei podcast ti piacciono ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai ogni settimana una mail con il riepilogo delle puntate, video ed articoli pubblicati! Per secondo troverai nelle prime mail dei materiali gratuiti da scaricare!. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »

// Active Campaign