4 Consigli per migliorare la tua fotografia di paesaggi

Dico sempre che la fotografia di paesaggi è una delle tecniche fotografiche che, almeno una volta, tutti i fotografi hanno praticato nella loro vita.

E, ad essere sinceri, sono anche abbastanza convinto che molti fotografi hanno amato tantissimo questo ramo della fotografia ma poi l’hanno abbandonato - o tralasciato parecchio - perché non riuscivano, o facevano davvero troppa fatica, ad ottenere qualcosa di che li soddisfasse abbastanza.

Per questo motivo, in questa puntata, ho voluto riportare alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a migliorare i risultati in questo campo.

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  Il vulcano sullo sfondo a sinistra guida l’osservatore nella lettura vs. destra con l’apice sul soggetto principale.

Il vulcano sullo sfondo a sinistra guida l’osservatore nella lettura vs. destra con l’apice sul soggetto principale.

SUGGERIMENTO #1: COMPONI COME SCRIVI

Di questa cosa ne ho già parlato nella rubrica dedicata alla composizione. In quel contesto dicevo che la nostra capacità di lettura delle immagini è strettamente legata al nostro modo di leggere e scrivere i testi.

In molte lingue, specie occidentali, la lettura (e scrittura) avviene da sinistra a destra.

Per questo motivo una soluzione vincente è quella di usare una composizione fotografica che segua la logica di lettura da sinistra verso destra (vedi foto sopra).

Questa soluzione, quando raggiunge lo scopo, rende veramente più sempre e naturale l’interpretazione dell’immagine da parte dell’osservatore e di conseguenza risulta più interessante.

Messa in questo modo sembra semplice da fare, ma non è così… devi comunque allenarti parecchio per padroneggiare questa tecnica di composizione.

Tuttavia, se sei in grado di piazzare il soggetto principale sella parte sinistra dello stacco e poi, tramite delle line guida, portare l’occhio dell’osservatore verso la parte destra dell’immagine dove farai in modo di catturare un elemento complementare, allora avrai sicuramente ottenuto un’immagine vincente.

SUGGERIMENTO #2: MENO È MEGLIO

Guardando in giro cosa offrono la maggior-parte dei fotografi che si dedicano al paesaggio, si trovano prevalentemente foto “complesse”, ovvero con veramente tante (e troppe) cose all’interno del fotogramma.

Se per molti questo è un “esercizio di stile” o “dimostrazione di una grande capacità tecnica”, nella maggioranza dei casi tutto questo crea solo troppa confusione.

In questo contesto, senza nulla togliere alla bravura e capacità tecniche di questi fotografi, di fatto la foto vincente e più apprezza dal pubblico sta cominciando ad essere la foto “minimal”, ovvero foto semplice e priva di “troppi elementi”. 

Come fossimo giunti ad una saturazione dei messaggi visivi che il cervello è in grado di assorbire, si apprezzano sempre più le foto che - al contrario - ricercano la semplicità e pulizia compositiva.

Questo è il mio consiglio: se ti trovi in un contesto paesaggistico da fotografare e ti trovi a dover (poter) gestire troppi elementi nello stesso fotogramma, allora fermati un attimo… e ricerca la semplicità.

SUGGERIMENTO #3: AGGIUNGI UN PÒ DI COLORE

Forse te ne sei già accorto (o accorta) anche tu! Le immagini colorate, e cromaticamente contrastate, di solito ottengono maggiori apprezzamenti da chi le osserva.

Questo è un “trucco magico” che devi tenere sempre a mente perché può essere, a tutti gli effetti, la soluzione a molti dei tuoi problemi quando non riesci a tirare fuori un ragno dal buco da una determinata situazione.

E se vuoi proprio raggiungere il livello supersayan della fotografia, allora non dovresti mai dimenticare quali sono i colori complementari.

I colori complementari sono i colori “opposti” ad uno determinato che hai scelto e generalmente stanno bene quando abbinati. 

SUGGERIMENTO #4: CENTRA IL SOGGETTO

Ma come?! In un qualunque corso di fotografia ti hanno insegnato - e pure io te l’ho sempre detto - che un modo per rendere le immagini più interessanti è quello di “decentrare” i soggetti o elementi io ora ti sto dicendo di fare l’esatto contrario?

E in realtà decentrare gli elementi o soggetti effettivamente funziona, non è che ora ci siamo inventati le cose.

Tuttavia, in determinate situazioni, infrangere questa “regola” è proprio la scelta migliore che puoi fare.

Ho sempre detto, in più di una occasione, che la fotografia - in quanto arte - non può avere “regole”. 

Ma ho anche detto che c’è una bella differenza tra chi “non rispetta le regole in modo consapevole” e chi invece non le rispetta solo perché non le ha mai studiate o perché non le conosce proprio.

Infatti se da un lato “le regole non esistono in fotografia”, dall’altro non si può fare a meno di “seguire delle regole” per imparare e comprendere quello che stiamo facendo.

Questa composizione, minimalista, spesso è molto efficace.

SUGGERIMENTO BONUS: SFRUTTA I FILTRI

Questo è un aspetto più tecnico e probabilmente sarà anche quello più comprensibile e gettonato di questa puntata, ovvero il “trucco tecnico” per migliorare le tue immagini senza tanta fatica.

Il tutto consiste nel sfruttare i filtri fotografici che, alla fine, si possono ricondurre in due tipologie:

  • il filtro polarizzatore

  • il filtro neutro

Il FILTRO POLARIZZATORE ovviamente è il filtro paesaggistico per “eccellenza” in quanto ti permette di aumentare il contrasto del cielo, specie se con delle nuvole “spot” presenti, rendendolo di fatto visivamente di un blu più intenso ed eliminando eventuali minimi “effetti foschia” che si notano specialmente nella fotografia in montagna.

Inoltre il filtro polarizzatore ti torna comodo se hai delle superfici “riflettenti” (non metalliche) nella tua composizione. Questo filtro, con la giusta calibrazione, ti permette di eliminare buona parte dei riflessi che ad esempio ti da una superficie di un lago o torrente ottenendo così delle immagini più contrastate e nitide.

IL FILTRO NEUTRO, nelle sue varianti a densità uniforme o digradante, è altrettanto utile per dare quella carica in più alle tue immagini senza dover necessariamente passare per ore di post-produzione attraverso photoshop o affinity foto.

A proposito… se sei interessato ad Affinity Photo io ho realizzato un corso completo su questo straordinario software che, ad un costo “una tantum” di circa 50 euro, ti permette di ottenere uno strumento che a tutti gli effetti ha poco da invidiare, almeno per l’aspetto fotografico, al più noto Adobe Photoshop.

Ma tornando a noi, i filtri neutri dandoti la possibilità di fare delle esposizioni lunghe magari mentre fotografi un ruscello o un mare, oppure di smorzare la luminosità del cielo (nel caso dei filtri neutri digradanti), sono sicuramente una pratica molto rapida per creare foto d’impatto e facilmente lavorabili in post-produzione senza tanta fatica.


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