5 Errori che il fotografo professionista dovrebbe evitare

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Un’anomalia della fotografia sta nel fatto che diventare fotografo professionista è alla portata di tutti. Non travisare quanto ho appena detto, non significa infatti che diventare e fare il fotografo professionista sia una cosa semplice, ma è innegabile il fatto che l’inserimento in questo ambiente sia meno complesso del mettersi a fare l’idraulico o l’elettricista.

Non è tuttavia scopo di questo articolo parlare di come si diventa un fotografo professionista, ma piuttosto voglio elencarti alcune cose di cui dovresti fare molta attenzione se hai una qualche intenzione ad affrontare questa strada professionale.

Si tratta di 5 suggerimenti, o meglio errori, che devi assolutamente evitare secondo il mio modesto punto di vista.

Magari non ti servirà ora come ora per dare una svolta alla tua professione, ma forse in futuro potresti trovare questi miei suggerimenti utili ed interessanti.

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PUNTO 1: FOTOGRAFO PROFESSIONISTA SENZA ASSICURAZIONE

fotografo professionista
fotografo professionista

È molto strano perché la maggioranza dei fotografi professionisti che conosco non hanno assicurato la propria attrezzatura fotografica.

Spesso il fotografo professionista diventa tale aprendosi la partita iva e include nella sua strumentazione di lavoro le fotocamere, obiettivi ecc… che precedentemente facevano parte del suo corredo di fotografo amatoriale e “dimentica” che ora sono in realtà strumenti di lavoro fondamentali per la sua attività economica.

Prova ad immaginarti se per un qualche evento sfortunato (furto o incendio ad esempio) tu perdi totalmente la tua attrezzatura. Come puoi continuare a fare il tuo lavoro?

Se fino a questo punto ti sembra una cosa abbastanza logica e che avresti fatto anche tu, ben più importante è il fatto che dovresti considerare un’assicurazione che non sia necessaria per i danni “alla tua attrezzatura” ma quanto piuttosto ai danni che TU potresti causare agli altri,.

Non ridere. È una realtà che, purtroppo, si verifica più volte di quelle che puoi immaginare.

Si tratta di tutte quelle casistiche dove per un qualche motivo un imprevisto da parte tua causi un danno al cliente e gli esempi sono molteplici senza richiamare i più assurdi:

  • la scheda di memoria con le foto di un matrimonio si danneggia;
  • vieni derubato dell’attrezzatura fotografica appena finito o durante il servizio fotografico;
  • durante il viaggio viene perso il tuo bagaglio.

In questi casi potrebbe non essere sufficiente un “scusa per l’inconveniente” e trovarti con una causa legale impiantata.

L’assicurazione professionale è una cosa che devi assolutamente considerare se vuoi affrontare l’attività come fotografo professionista in modo sereno.

PS: se sei un cliente chiedi a tua volta che il fotografo al quale ti affidi sia coperto da un’assicurazione. Non ti ridarà il ricordo del “matrimonio”, ma vivrai più sereno e col risarcimento ti puoi fare un bel viaggio negli USA.

PUNTO 2: TRASCURA IL MARKETING E SOCIAL NETWORK

fotografo professionista
fotografo professionista

Che ti piacciano o meno i social network ed il web, se vuoi diventare un fotografo professionista nel 2016 devi investire del tempo nella cura dei tuoi (potenziali) clienti.

Dove sta la maggioranza delle persone oggi come oggi?

Non lo dico io, ma le statistiche: stanno nei social network (con Facebook che in Italia la fa da padrone).

Vuoi diventare un fotografo professionista che si dedica ai matrimoni? Devi essere nei social perché le coppie moderne sono li che si trovano e solo tramite i social possono venire a conoscenza di te ed i tuoi servizi.

Vuoi diventare un fotografo professionista che si dedica alla fotografia commerciale? Devi essere nei social perché agli occhi delle aziende tu devi essere un fotografo che realizza foto che piacciono alla gente.

Le aziende vendono prodotti grazie alla qualità del prodotto ma prima ancora grazie all’impatto che le immagini del prodotto hanno sulle persone e sensazioni che trasmettono. Se sei un fotografo professionista che sa catturare l’attenzione della gente con le sue immagini allora anche l’azienda sarà più propensa ad affidarti il lavoro.

Come si cura questo aspetto? Devi essere presente:

  • con una pagina Facebook (non profilo, ma pagina in modo da evitare le penalizzazioni);
  • postando almeno un intervento con foto (meglio un video!) al giorno;
  • gestendo un blog dove sveli i retroscena dei tuoi servizi;

Ma sopratutto devi essere costante. Tutti ormai hanno una pagina Facebook, ma pochi la coltivano e sanno farla sbocciare.

La maggioranza posta e scrive in modo sporadico, quando hanno tempo o si ricordano. Se fai anche tu così allora sappi che sei sulla strada buona per fare quello che “non devi fare”.

Allora come ti sembra questo articolo? Ti piace? Perché non lo condividi con i tuoi amici o sul tuo social network preferito? Aiuterai sia il blog a crescere e potresti suggerire qualcosa di interessante a chi ti sta attorno!

PUNTO 3: SEI TROPPO ATTENTO ALL’ATTREZZATURA

fotografo professionista
fotografo professionista

Secondo te al cliente interessa il risultato o il fatto che tu utilizzi delle attrezzature di ultima generazione?

Io credo che al cliente interessi il risultato finale.

La maggioranza di noi però si auto convince che per essere più professionali, ed ottenere risultati migliori, servano le attrezzature più nuove e costose.

Dal punto di vista della fotocamera tutti noi in fondo siamo consapevoli, anche se non sei un fotografo professionista, che tra una fotocamera di alto livello e una “entry level” la differenza qualitativa dell’immagine a sensore è praticamente nulla. Sono altri gli aspetti che le fanno differenziare.

Se poi parliamo di obiettivi allora la cosa diventa ancora più drammatica perché, con la scusa di essere un fotografo professionista, si spendono un sacco di soldi nell’acquisto di ottiche più assurde ed inusuali.

Nella realtà tu, in quanto fotografo professionista, sei in grado di fare — volendo — un servizio di altissimo livello anche con una sola focale.

Disporre di più obiettivi è indubbiamente una comodità e sistema che ti permette di essere più versatile, ma è veramente breve il passo che divide l’utilità dalla fissazione a tal punto da far degenerare l’economia del tuo business.

PUNTO 4: NON CONSIDERARE TUTTE LE SPESE

fotografo professionista
fotografo professionista

Questo è secondo me uno dei principali fattori che affossa l’attività di un fotografo professionista.

La maggioranza dei fotografi professionisti sono diventati tali non per necessità, ma perché hanno voluto trasformare un loro hobby/passione nel loro lavoro.

E questo è bellissimo se però hai la lucidità nel capire che ora si tratta di business. La tua attività non è più un hobby ma deve fare i conti con costi e ricavi.

Se dal lato dei ricavi la cosa è abbastanza semplice: il cliente ti paga per un tuo servizio e a te manco par vero che ti diano 500 Euro per 1 giorno di lavoro quando da dipendente dovevi lavorarne 30 per averne 1000. Dall’altro — lato costi — è un bagno di sangue.

La maggioranza dei fotografi professionisti appena avviati:

  • non considera l’ammortamento delle attrezzature fotografiche(ovvero il fatto che ogni 1 o 2 anni dovrai rinnovare la tua attrezzatura fotografica e che pertanto devi diluire tale costo per ogni servizio e lavoro che farai);
  • non considera il tempo di post-produzione delle immagini. Quindi 1 giorno di lavoro non è 1 giorno di lavoro, ma sono altri 7 giorni di completamento (dato un po’ spannometrico… dipende dall’entità del lavoro);
  • non considera le spese viaggio. Sai cosa sono i costi chilometrici? Sono delle tabelle che l’ACI rilascia pubblicamente e che, su base statistica, di dice quanto ti costa per ogni km muovere la tua automobile. Ecco allora che magari per fare il servizio fotografico a 70 km (che sono 140 andata e ritorno) usare l’auto ti costa 50 Euro + i costi del casello autostradale.
  • non considera le spese di gestione, Iva e tasse. Se non sei un commercialista allora dovrai pagarne uno che faccia la contabilità per te. L’INPS ti chiede delle tasse da pagare per far fronte al tuo pensionamento nonostante tu non creda di poterla ottenere. Se incassi 500 devi sapere che circa 90 li dovresti accantonare e dare all’erario in quanto sono IVA.
  • non considera le spese per l’aggiornamento professionale. Il fatto che tu ti sia aperto partita iva e sia a tutti gli effetti (fiscalmente) un fotografo professionista, non significa che sei un fotografo completo. Dovrai sempre considerare di spendere delle cifre per essere aggiornato, frequentare workshop, corsi online ecc…

Senza addentrarmi troppo nello specifico… tu ti sei fatto una tabella in excel per capire come sei messo con gli incassi e le spese? Sei consapevole di quando raggiungerai perlomeno il break even point (detto anche punto di pareggio?).

PUNTO 5: PERDERE LA PASSIONE COME FOTOGRAFO

fotografo professionista
fotografo professionista

Anche questa è una gran brutta bestia nonostante sia facile da evitare.

Prova a pensarci: quand’è che ti è capitato di perdere la passione per un hobby?

Io posso azzardare che hai perso la passione per un hobby quando è diventato noioso, ovvero quando hai cominciato a dover fare delle cose “perché dovevano essere fatte” piuttosto che “perché ti piaceva farle”.

E purtroppo è quello che succede a tanti fotografi professionisti. Si mettono in proprio e si aprono la P.iva come fotografi professionisti perché si immaginano di fare i servizi fotografici sulle dolomiti e all’interno dei boschi, ma poi sono “costretti” a darsi martellate sulle dita con i matrimoni, cerimonie, preti e genitori isterici perché sono l’unica vera fonte di guadagno con la fotografia (secondo loro…).

Il mio consiglio spassionato è solo uno in questo caso: fa come quando eri un fotografo solo appassionato. Prenditi dei giorni solo per te e vattene in montagna a fare quei servizi fotografici che tanto ti ispiravano!

Non devi mai dimenticare cosa ti piaceva della fotografia e quanto ti faceva sentire libero.

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