Accessori

I moltiplicatori di focale

Piuttosto che comprare un 300 mm, visto l'uso che ne faccio sporadico, credi sia più economico e semplice prendere un moltiplicatore di focale?

I moltiplicatori (o duplicatori) sono degli accessori utili che in sostanza funzionano come una “lente di ingrandimento”, aumentando di fatto la focale degli obiettivi.

Per contro però hanno dei difetti da tenere in considerazione e che ne parlo in questa puntata!

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I PowerBank. Sono utili?

I Powerbank non sono tanto diverse da delle normali "batterie" ma hanno il vantaggio di potersi ricaricare e trasferire la loro carica ad una innumerevole tipologia di device. Quello che basta è che il device si possa caricare via "USB".

Tutto facile, ma come si fa con le fotocamere e computer? Solo alcune tipologie, tra cui le Sony A7III/A7RIII, hanno a disposizione questa modalità di ricarica. I MacBook si posso ricaricare via USB-C ma come si fa con i device dotati solo del carica batterie tradizionale? Beh... anche qui c'è una soluzione.

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 Photo by  Thomas Kelley  on  Unsplash

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Link ai prodotti:

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La staffa ad L è utile?

Francesco è sempre molto attivo e sfrutta a pieno il suo ruolo di contributore! Ecco la domanda che mi fa sulla staffa al "L" chiedendomi se è veramente utile o meno! Lo è certamente! A patto che tu accetti il fatto che devi usare lo standard Arca Swiss!

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 Photo by  Neil Thomas  on  Unsplash

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IN COSA CONSISTE LA STAFFA AD "L"

Guarda la foto qui sopra. Si tratta di una semplice staffa composta da sue sezioni, una orizzontale come le classiche piastre che si trovano in abbinata ai treppiedi con attacco Arca Swiss, e una verticale.

Il modello nella foto qui sopra è componibile ma generalemnte li fanno in un pezzo unico e la sezione in verticale si trova sul lato sinistro.

A COSA SERVE LA STAFFA AD "L"

È pensata sopratutto per i paesaggisti in modo che possano passare da una inquadratura orizzontale a quella verticale senza dover sconfigurare il posizionamento della testa a sfera.

COME SI ATTACCA AL TREPPIEDE?

Questo è forse l'unico vero fattore che vingola questa tipologia di accessorio. Le staffe hanno l'attacco "Arca Swiss" che di fatto è uno standard molto comodo ed utile oltre che universale.

Manfrotto ad esempio utilizza i suoi attacchi specifici che, di fatto, limitano molto la possibilità di utilizzare questo comodo accessorio.

TI SERVE?

Se fai tanta fotografia di paesaggio può tornarti veramente utile ma non è necessaria se non fati tantissima fotografia di questo tipo.

Se ti interessa vedere quanto costa CLICCA QUI.

Tracolle Fles. Il prodotto "made in Italy"

Di tracolle fotografiche, come ormai sai anche tu, ne ho provate e testate parecchie e di tutti i tipi. Ma per quale motivo mi piace testare le tracolle?

Personalmente le ritengo un accessorio fondamentale, spesso sottostimato proprio dai produttori delle stesse fotocamere che mettono a disposizione sempre e solo tracolle che hanno più la funzione di “mostrare il brand” piuttosto che rendere agevole il supporto della fotocamera.

In alternativa alle tracolle standard in dotazione con la fotocamera posso riassumerti tra i concorrenti diretti queste soluzioni:

  • le tracolle tipo “fune” come le Stroppa che ho recensito ultimamente
  • le tracolle con attacco singolo “BlackRapid”
  • le tracolle con ancore smontabili “PeakDesign”

Se le conosci sai che sono tutti prodotti con delle loro caratteristiche particolari e per questo motivo sono molto apprezzate dagli utilizzatori che le adottano e si sono ritagliate una loro nicchia di utilizzatori molto soddisfatti.

Di fatti è spesso difficile confrontarle tra loro.

Poco da fare, se non fosse per Stroppa che è Polacca, per il resto gli Americani sono troppo avanti, solo loro sanno inventarsi qualcosa di particolare.

O FORSE NO?

Beh… se ti dicessi che esiste un prodotto Italiano che potrebbe buttarsi nella mischia che penseresti?

Illusione? Mah… anche no se consideriamo he l’Italia è piuttosto conosciuta per la qualità dei prodotti come tracolle e fondine che realizza, specie in pelle, quindi cosa ci sarebbe di strano?

Ed infatti ho avuto la fortuna, ammetto… è stato piuttosto casuale la cosa, di venire a conoscenza di una realtà Italiana particolarmente interessante.

Le premesse sono:

  • realizza un prodotto di qualità nei materiali
  • realizza un prodotto originale come caratteristica tecnica e funzionale
  • realizza un prodotto estremamente versatile e diverso da quelli citati precedentemente

Il marchio del prodotto si chiama FLES e puoi vedere i loro prodotti sul loro sito ufficiale www.fles.it. Ho avuto modo di provare tutta una bella selezione di prodotti e questo è il mio punto di vista.

Prima di continuare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai prima di tutto, e gratuitamente, dei materiali per apprendere alcune tecniche fotografiche. Per secondo, riceverai settimanalmente dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PI٠»

Dichiarazione etica: il materiale mi è stato inviato per la recensione da FLES su mia richiesta. Non mi è stato chiesto di scrivere nulla sul prodotto, né è stato fornito un compenso di alcun tipo.

COSA HO PROVATO

Clicca per ingrandire

La ditta FLES mio ha fornito tutto un corredo completo di tracolle ed attacchi per mirrorless e reflex nello specifico:

  • Tracolla modello START
  • Tracolla modello FL
  • Tracolla modello ES
  • Sistema di connessione FLY
  • Sistema di connessione miniFLY

Va dato atto che le tracolle sono più pensate per il sostengo di carichi pesanti, quindi reflex ben carrozzate, piuttosto che per l’uso di leggere mirrorless con ottica compatta.

Ciò non toglie comunque che siano comunque utilizzabili in tal senso grazie proprio alla loro versatilità.

Ed è proprio la loro versatilità che le rende originali e diverse da quello che offre attualmente il mercato e di questo voglio parlare.

CARATTERISTICHE DELLA TRACOLLA

Quando pensiamo ad una tracolla immaginiamo ad un qualcosa che si mette al collo con due estremità che vanno collegate alla fotocamera; il classico tipo di tracolla fornita in dotazione.

Al massimo possiamo immaginare una tracolla con un solo attacco in stile “BlackRapid” o alla soluzione “PeakDesign” che prevede la possibilità di sganciare velocemente le estremità dalla fotocamera.

Le tracolle FLES integrano entrambi i vantaggi dei due sistemi di cui sopra ma con una aggiunta interessante: sono modulari. Questo è l’aggettivo che mi è venuto in mente appena le ho scoperte.

Quando le ho prese in mano per la prima volta e ho visto che assieme alla tracolla fornivano un manuale d’istruzione sono rimasto un attimo spiazzato (una tracolla con un manuale di istruzioni? Mai visto!).

La confezione delle tracolle appena estratta dal pacco

LE TRACOLLE PERSONALIZZABILI

Le tracolle FLES infatti hanno la caratteristica ed idea di fondo nella possibilità di essere personalizzate ed adattate in base alle necessità.

Sono infatti composte da due elementi che si collegano tra loro tramite un sistema semplice quanto efficace. Di fatto la tua tracolla puoi comporla assemblando:

  • Una sezione centrale (che io chiamo “spallina)
  • Le estremità che si vanno a collegare alla fotocamera (chiamati cinturini).

Le “spalline”, ovvero la parte centrale di tracolla che giri attorno al collo o sulla spalla, può essere scelta in due colori:

  • nero (A-1)
  • grigio argento (A-3)

A queste ci aggiungi quelli che loro chiamano “CINTURINI”, ovvero le estremità che si collegano alla fotocamera. 

Qui si apre una rosa di possibilità, infatti puoi scegliere di avere dei:

  • cinturini neri o grigi con attacco classico (identificati nel sito come “SELF”)
  • cinturini neri o grigi con due attacchi a sgancio rapido (identificati come “ES”)
  • cinturini neri o grigi con un solo attacco a sgancio rapido (identificati come “FL”)

I KIT

Una precisazione comunque va fatta.

I modelli FL e ES vengono venduti sempre con un sistema di connessione e aggancio rapido (cinturini) mentre per la START si parte dalla semplice tracolla "nuda" alla quale si possono aggiungere tutti gli accessori che necessitano.

DOVE STA IL VANTAGGIO DEL SISTEMA

Ammetto che inizialmente ho pensato “troppo complicata questa cosa”, non tanto perché sia complicata in se ma quanto piuttosto perché conosco le persone e so che una soluzione troppo articolata fa perdere facilmente la pazienza agli acquirenti di oggi.

Tuttavia è un dubbio che passa velocemente e dovuto solo dal fatto che mi hanno mandato tutto il kit completo di varianti disponibili a catalogo e mi sono trovato un attimo spiazzato.

Ripeto… di solito ci si aspetta una tracolla in un “pezzo unico” ma qui mi è arrivata una serie di accessori da assemblare.

Ad ogni modo il bello è proprio questo: se vai sul loro sito online ti mettono a disposizione dei kit già pronti, ovvero delle soluzioni di abbinamento tradizionali, ma di fatto tu puoi comporti la tracolla (ovvero prendere i pezzi che ti servono) in modo del tutto autonomo.

I CINTURINI

Un’altra cosa interessante che ho subito apprezzato sono stati i CINTURINI.

Questi cinturini, pensati per attaccarsi facilmente con la sezione centrale che è dotata di un attacco particolare ed esclusivo, infatti sono del tutto sfruttabili come anche come cinturini da polso.

Sono infatti stati dotati di un cursore di regolazione veloce per adattarli alla larghezza del polso rendendoli di fatto molto sicuri.

Questo significa che se prendi una serie di cinturini SELF di fatto puoi sfruttarli anche come 2 cinturini da polso per due macchine fotografiche differenti. 

E se prendi i cinturini ES ti ritrovi, di fatto, anche due cinturini da polso dotati di sgancio rapido. Eccezionale.

Tutte le altre marche ti avrebbero costretto ad acquistare dei prodotti specifici!

I SISTEMI DI CONNESSIONE

Passo ora ai sistemi di connessione. Le tracolle si possono collegare direttamente alla fotocamera (specie con i cinturini SELF), ma se opti per la soluzione con cinturini FL o ES ti suggerisco di dotarti anche di un sistema di connessione.

I sistemi di connessione sono in pratica dei punti di ancoraggio idonei e pensati in modo specifico per poter collegare lo sgancio rapido in sicurezza.

Ci sono varie soluzioni disponibili:

  • miniFLY
  • FLY-Arca
  • FLY-200PL
  • FLY

Nel sito FLES trovi una spiegazione dettagliata delle caratteristiche di ogni uno di essi: 4 soluzioni diverse per ogni esigenza.

Io ti dico cosa penso di quelli che ho avuto in dotazione.

miniFLY

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Questo sistema di connessione è il più piccolo, meno ingombrante ed estremamente pratico. 

Si avvita sul filetto treppiede della fotocamera e ti permette di godere di due punti di attacco per gli sganci rapidi, ma puoi sfruttarlo anche come punto singolo se usi la tracolla con cinturino FL.

La vera “innovazione” l’ho però vista con il FLY

FLY

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Questo sistema di connessione è il più versatile in quanto integra due punti di attacco per gli sganci rapidi ma allo stesso tempo non compromette l’uso di un treppiede.

Infatti, nonostante si avviti sul filetto treppiede della fotocamera, ha queste caratteristiche:

  • è sagomato in modo tale da poter essere compatibile con le teste standard Arca-Swiss (quindi si… diventa di fatto un attacco rapido per testa Arca Swiss)
  • dispone a sua volta di una filettatura per avvitarci, eventualmente, un attacco treppiede con standard diverso (tipo Manfrotto). In questo caso però forse ti conviene valutare una delle altre due soluzioni che hanno a catalogo.

Unico difetto di questo prodotto sta nel fatto che diventa un po’ ingombrante, specie se lo usi su soluzioni compatte come mirrorless.

QUALITÀ DEI MATERIALI

Sull’aspetto qualitativo dei materiali non c’è molto da dire. Sono di alto livello.

Le parti in stoffa sono destramente resistenti e hanno pochi punti di cucitura; i cinturini con sganci rapidi sono addirittura fissati con delle borchie di notevoli dimensioni, ma allo stesso tempo eleganti, che non tralasciano a dubbi sulla solidità, affidabilità e durata nel tempo.

I punti di aggancio di tutti i sistemi di connessione sono in acciaio inox, le viti in ottone nichelato e il corpo centrale della FLY in alluminio anodizzato nero.

Insomma stiamo parlando si solidità ai massimi termini.

I PUNTI DI FORZA

Come detto prima il punto di forza di queste tracolle è la loro versatilità e possibilità di essere “assemblate” nel modo che torvi più congeniale alle tue esigenze.

Descrivere tutte le possibilità in un articolo lungo come questo è davvero difficile, la cosa che ti consigli di fare è andare subito sul sito della FLES e vedere tutte le possibilità che questo prodotto ti garantisce.

Stranamente il punto debole, se proprio devo trovarne uno, del sistema FLES è il suo stesso pregio. Una persona che non sa bene di cosa ha bisogno potrebbe trovarsi un pò in difficoltà nell’individuare cosa è a lui più congeniale.

Se ti ritrovi in questa situazione puoi fare in due modi:

  1. Contatti direttamene loro chiedendo un consiglio e ti sapranno suggerire la soluzione migliore per te.
  2. Mi scrivi e io ti darò il mio parare su cosa potrebbe fare al caso tuo.

DIFFERENZA DALLE ALTRE MARCHE

Di FLES ho apprezzato proprio il fatto che non hanno “copiato” quello che fanno gli altri, ma hanno invece analizzato i pregi e punti di forza di quello che si trova in commercio per poi studiare e creare un prodotto ottimizzato e di estrema qualità.

CONCLUSIONI

Vogliamo poi parlare di prezzi? Beh… non anticipo nulla. 

Di solito quando si parla di prodotti “artigianali”, infatti FLES sembra più un prodotto artigianale che un prodotto di consumo, ci si prepara a spese elevatissime.

Nella realtà i prezzi di questa soluzione è molto interessante ed onesta, anche considerando quanto detto sui cinturini: sono stati studiati e puoi sfruttarli anche come cinturini da polso, quindi di fatto non sei costretto ad acquistare una pluralità di accessori come fanno generalmente le altre case produttrici.

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Filtro ND. Analisi completa

Ma quanto è neutro un FILTRO ND nella fotografia? Iniziare un articolo con questa domanda è una provocazione oppure c’è una verità di fondo che sfugge anche ai fotografi un po’ più esperti? In questo articolo voglio fare un’analisi più approfondita sui filtri neutri visto che sono un accessorio molto utile ed interessante per chi fa fotografia.

Prima di continuare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai prima di tutto, e gratuitamente, dei materiali per apprendere alcune tecniche fotografiche. Per secondo, riceverai settimanalmente dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »

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COSA SONO I FILTRI

Filtro ND
Filtro ND

Prima di iniziare, è meglio capire cosa sono i filtri.

Vengono definiti filtri nella fotografia, tutti gli oggetti posizionati davanti all’obiettivo della macchina fotografica attraverso i quali viene modificata la quantità, qualità e colore della luce che va a colpire il sensore.

Questi possono essere avvitati alla filettatura predisposta per i filtri, attraverso gli Holder per i filtri a lastra o semplicemente tenendo il filtro in mano e posizionandolo davanti alla lente frontale.

Certi obiettivi particolari sono già predisposti o richiedono di montare i filtri sul retro dell’obiettivo!

Ad esempio un particolare filtro ND 65000 che toglie ben 16 stop di luce, da montare sul retro dell’obiettivo attraverso una modifica non distruttiva dell’attacco, prodotto dalla azienda statunitense Aurora Aperture.

Una lastra di vetro colorato, il fondo di un bicchiere, un pezzo di carta, una foglia, tutti questi oggetti possono agire da filtro per la luce e per ottenere effetti particolari.

In questo articolo però, vorrei soffermarmi su una tipologia di filtri molto utile ma anche molto in voga in questo periodo. Il FILTRO ND (Densità Neutra).

TIPI DI FILTRO ND

Come tutti gli altri filtri, anche gli ND si dividono in più categorie. Le prime due dividono i filtri in base al loro comportamento.

  • Filtri ND riflettivi,
  • Filtri ND assorbenti,

I FILTRI ND RIFLETTIVI

I filtri ND riflettivi come lo dice il nome, riflettono la luce, riducendo in questo modo, la quantità che raggiunge il sensore.

Sono costruiti sempre con il vetro, ma la differenza sta nel fatto che questi hanno un lato coperto da un finissimo strato metallico che appunto, riflette gran parte della luce.

Di solito viene utilizzato acciaio inconel che ha la qualità di essere neutro per un larghissimo spettro di lunghezze d’onda.

Lo svantaggio di questi filtri sta nel fatto che il rivestimento tende a ossidarsi nel tempo riducendo cosi la qualità immagine.

Questa tipologia di filtri poi trovarla in ambito astronomico, magari per studi rivolti all’analisi del sole attraverso l’uso di telescopi dedicati.

I FILTRI ND ASSORBENTI

I filtri ND assorbenti, al contrario dei filtri riflettivi, assorbono la luce.

Questi filtri sono caratterizzati da una colorazione scura, più o meno intensa a seconda della loro capacità di bloccare la luce.

L’applicazione di questa colorazione scura (nera) avviene attraverso un processo fisico-chimico.

Nel mondo della fotografia vengono prediletti i filtri ND assorbenti in quanto hanno un costo di produzione minore e resistono meglio alle intemperie.

Per questo motivo continuerò a parlare soltanto di questa tipologia: i filtri ND assorbenti.

COSA SONO I FILTRI ND (NEUTRAL DENSITY)?

Filtro ND
Filtro ND

Effettivamente i filtri ND non sono altro che pezzi di vetro annerito o resina ottica sempre di colorazione scura, da posizionare davanti all’obiettivo.

Questi, riducendo l’intensità della luce che arriva al sensore, permettono di allungare i tempi di esposizione per ottenere effetti particolarmente interessanti nella fotografia di paesaggio soprattutto, ma non solo.

Funzionano un po come i tuoi occhiali da sole.

Sono chiamati filtri a densità neutra non per la densità fisica del materiale ma perché riducono in uguale misura, tutte le lunghezze d’onda della luce che arriva al sensore, quindi la riproduzione dei colori rimane intonsa (invariata). Almeno in teoria!

Le tipologie più diffuse sul mercato sono (per quanto riguarda il formato):

  • i filtri circolari,
  • i filtri a lastra,

Mentre per quanto riguarda le caratteristiche utili per la composizione fotografica sono:

  • i filtri ND (Densità neutra)
  • i filtro GND (Densità neutra digradante)
  • i filtri VND (Densità neutra variabile)

LA FORMA DEL FILTRO ND

Ci sono i filtri a lastra, pezzi squadrati di vetro che hanno bisogno di un supporto chiamato Holder per tenerli attaccati davanti alla lente frontale dell’obiettivo e poi ci sono i molto più diffusi filtri circolari dotati di una cornice spesso in metallo, filettata per poter essere avvitati sul obiettivo.

FILTRO ND CIRCOLARE

Per quanto riguarda le dimensioni, i filtri circolari hanno le dimensioni più svariate partendo dai 39mm di diametro e arrivando fino a 100mm.

Il vantaggio di questi filtri è che puoi prenderne uno di “grande” ed adattarlo ad obiettivi più piccoli senza tanti problemi, sfruttando gli anelli di riduzione.

Ovviamente c’è un limite a tutto: se metti un filtro da 77mm su un obiettivo con attacco filtro da 49mm attraverso l’uso degli adattatori, alla fine ti ritrovi della vignettatura nello scatto finale.

Questo succede perché la serie di anelli adattatori fungono da “cono/parluce” davanti all’obiettivo stesso.

FILTRO ND A LASTRA

I filtri a lastra invece, si trovano in lastre da 80mm, 100mm, 150mm, 165mm, 185mm e rarissimi 200mm.

Questi non hanno vincoli particolari, infatti un filtro da 100mm può essere utilizzato senza problemi anche su un obiettivo con attacco filtro da 49mm.

Basta solo avere l’adattatore corretto per l’polder.

TIPI DI FILTRO ND

Ora vediamo la tipologia e comportamento dei filtri ND.

Ci sono:

  • Filtro ND standard (ND)
  • Filtro ND graduati (GND)
  • Filtro ND variabili (VND)

I FILTRI ND STANDARD

I filtri ND standard, semplicemente chiamati ND, sono di colore scuro uniforme su tutta la superficie.

Tu devi solo scegliere la tipologia di “densità” (ovvero quanto scuri li vuoi).

Questi assorbono la luce su tutto il fotogramma, si trovano sia a lastra che circolari e puoi sovrapporli uno con l’altro.

I FILTRI ND GRADUATI

Filtro ND
Filtro ND

I filtri ND graduati sono filtri che presentano solo metà della superficie scura, l’altra metà essendo priva di colorazione, si presenta come un semplice pezzo di vetro.

Tra la zona scura e quella totalmente trasparente la fusione può essere più o meno netta, infatti esistono per questo varie tipologie di filtro GND.

Questa loro particolarità li rende molto utili nella fotografia paesaggistica, quando si cerca di catturare l’intera gamma dinamica di una scena, in un singolo scatto.

Solitamente questa tipologia di filtri viene impiegata per scurire la zona più chiara dell’inquadratura, come per esempio il cielo.

I filtri ND graduati si suddividono nelle stesse categorie dei filtri ND standard per quanto riguarda la forma. Variano però in base alla tipologia di “transizione” di cui hai bisogno: per questo ci sono i filtri con l’area di transizione sfumata, e quelli con la zona di transizione netta.

FILTRI GND A TRANSIZIONE NETTA

In base al paesaggio da fotografare si può scegliere uno dei due tipi.

Ad esempio per un paesaggio marino, con l’orizzonte dritto e pulito, puoi usare un filtro graduato netto, dove la transizione e brusca senza una parte sfumata.

FILTRI GND A TRANSIZIONE SFUMATA

Al contrario, un paesaggio collinare, o con una linea dell’orizzonte irregolare, impone l’utilizzo dei filtri ND graduati sfumati.

FILTRI NEUTRI A DENSITÀ VARIABILE (VND)

Questa tipologia di filtri si trovano soltanto nel formato circolare da avvitare alla lente frontale.

Questa particolare tipologia di filtro per sua natura non può essere prodotta nel formato a lastra in quanto, per ottenere un grado superiore di densità, sono composti da due vetri che ruotano uno sull’altro.

Il funzionamento di questa tipologia di filtri è simile al comportamento di due filtri polarizzatori sovrapposti.

Non a caso una “tecnica” per crearsi un filtro ND Variabile “casereccio” è proprio quello di sfruttare due obiettivi Polarizzatori da posizionare uno davanti all’altro.

I filtri ND variabili per quanto siano comodi e convenienti sono poco diffusi.

La colpa della poca diffusione sta nel fatto che la maggior parte di questi filtri creano un’orrendo difetto nelle immagini quando si supera una certa soglia di densità.

Nell’immagine comparirà una specie di vignettatura centrale a forma di croce che renderà l’immagine inutilizzabile o, in altri casi, presentano una “non uniformità” nello smorzamento della luminosità.

 I MARCHI PIÙ CONOSCIUTI

Filtro ND
Filtro ND

A questo punto sicuramente ti chiederai: “Ok, ho capito che tipo e dimensione di filtro mi serve, ma cosa scegliere tra tutti i marchi presenti sul mercato?”

Una domanda legittima che ogni fotografo si è fatto almeno una volta nella carriera, me compreso.

E visto che ho avuto la fortuna di provarne un po’, ho fatto un piccolo elenco che potrebbe esserti d’aiuto.

  • NISI
  • TIFFEN
  • B+W
  • LEE
  • FORMATT – HITECH
  • HOYA
  • HAIDA

Tutti queste marche sono piuttosto buone. Però questo non basta.

Filtro ND
Filtro ND

SCEGLIERE LA DENSITÀ GIUSTA PER TE

Oltre a capire che dimensione e tipo di filtro ti può servire, dovresti ragionare anche alla densità che ti può tornare utile.

Avere un set con tutte le densità non è impossibile ma questo significa che impazzirai nel trovare la combinazione adatta allo scopo.

Infatti i filtri ND possono essere anche “sovrapposti” per sommarne le proprietà.

FILTRI ND A RIDOTTA DENSITÀ

Alcune densità lasciano passare più luce consentendoti di usare tempi di esposizione più brevi, pari a qualche centesimo di secondo.

Questi sono molto amati dai ritrattisti che devono usare aperture molto ampie che richiedono molto spesso tempi di esposizione sopra 1/8000s.

FILTRI ND AD ELEVATA DENSITÀ

Infine, quelli più scuri, tipo ND1000 sono molto amati dai paesaggisti perché possono arrivare a fare esposizioni lunghe sopra i 60 secondi anche in pieno giorno.

QUALE SCEGLIERE

I produttori dei filtri, non se per masochismo o per semplice voglia di rendere sempre le cose più complesse di quelle che sono, non adottano tutti lo stesso “standard” per indicare il grado di densità.

Per questo motivo ti riporto una tabella - che fa parte dei contenuti del manuale dedicato sulle Esposizioni Lunghe con filtri neutri - che ti può tornare utile a capire come i filtri neutri determinano i tempi da utilizzare:

Filtro ND
Filtro ND

COME E QUANDO USARE I FILTRI ND?

Filtro ND
Filtro ND

Potrebbe sembrare una domanda scontata e di facile risposta, ma anche con i filtri ND ci sono delle linee guida da seguire.

Esempio: l’utilizzo dei filtri con sorgenti di luce posizionate ad angoli molto acuti rispetto al piano della fotocamera.

In questo caso, i filtri che in pratica sono un pezzo di vetro in più d’avanti all’obiettivo, potrebbero creare dei difetti come riflessi indesiderati, pesanti flare o aberrazioni cromatiche.

Nel caso dei filtri ND il più grande problema e rappresentato dai riflessi.

Per questo motivo io ti raccomando di cercare sempre i filtri che riportano la dicitura COATED: cioè hanno un rivestimento anti riflesso.

Certo, sono consapevole che questi filtri costano di più e magari il tuo budget non e all’altezza pertanto ecco una soluzione: in questi casi prova a mascherare con le mani o il corpo la parte da dove arrivano i raggi di luce, in modo che la luce non vada a colpire direttamente la superficie del filtro.

RIGUARDO A SOVRAPORRE I FILTRI

So che adesso pensi: “Ma se io compro un paio di filtri meno densi, posso sovrapporli per ottenerne uno più forte?”

La risposta e SI! I filtri ND si possono sovrapporre, simulando cosi l’effetto di un filtro più forte.

Devi tener presente che la potenza dei filtri non si moltiplica ma si somma.

In poche parole, se mettiamo uno sopra l’altro due filtri, uno che toglie 2 stop ed un’altro che toglie 4 stop, il risultato non sarà una riduzione della luce di 8 stop ma di soli 6 stop.

Se sovrapponiamo un filtro da 1 stop con uno da 2 stop, avremo una riduzione della luce di 3 stop, e via dicendo. Tutto chiaro?

La corretta sovrapposizione dei filtri ND è questa:

  • il primo ad essere avvitato/fissato al obiettivo deve essere quello più scuro,
  • poi quello più chiaro,
  • e sopra di esso quello ancora più chiaro e via cosi.

Certo questa è una situazione ipotetica in quanto molto spesso (sopratutto sui grandangoli), montando due filtri davanti alla lente frontale verra fuori una forte vignettatura.

MEGLIO QUELLI IN VETRO OTTICO O RESINA?

Filtro ND
Filtro ND

Se individuare il filtro giusto tra le diverse densità, marchi e formati dei filtri non fosse abbastanza, ora c’è anche il dilemma del materiale:

  • Vetro ottico o resina?
  • Quale dei due materiali rende al meglio?
  • Quale dei due materiali offre la nitidezza più alta e meno dominanti di colore?
  • Quale materiale è più resistente?

Tutte domande che non ti fanno più dormire la notte.

Secondo la mia esperienza sul campo non esiste niente di meglio dei filtri in vetro ma va dato atto che i filtri in resina hanno ormai raggiunto una qualità ottica pari a quella del vetro.

Il vantaggio dei filtri in resina sta sul fatto che sono mediamente più resistenti agli sforzi meccanici e sbalzi di temperatura.

Attenzione però… quando si parla di filtri in resina devi stare attento a non pensare che significhi “spendere poco” o “spendere meno”.

I filtri “buoni” in resina costano comunque tanto, spesso anche più di quelli in vetro perché dietro la loro realizzazione c’è uno sviluppo molto più complesso.

Infatti si trovano purtroppo tanti kit di filtri in resina online che sono alettanti per il fatto che costano poco, ma di fatto hanno realmente una qualità di livello veramente basso.

Dalle dominanti magenta (non bloccano la radiazione infrarossa) e riduzione della nitidezza (indice di scarsa qualità), i filtri in resina più economici ti portano spesso a perdere ore di lavoro in post produzione per “riparare” la foto.

Non devi prenderli in considerazione, nemmeno per gioco.

LA TECNICA FOTOGRAFICA

Se ti interessa approfondire l’argomento, soprattutto per quanto riguarda la tecnica fotografica, puoi sfruttare l’occasione per acquistare il manuale (attualmente in offerta): Esposizioni lunghe con filtri Neutri.

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Tracolle Stroppa. L’alternativa efficace e di classe

Ogni giorno ricevo moltissime richieste di consigli, ma pochissime per quanto riguarda le tracolle, nonostante siano un accessorio che io ritengo fondamentale per fare fotografia. In questo articolo voglio parlarti delle tracolle Stroppa. Dichiarazione etica: il materiale ci è stato inviato per la recensione direttamente dal produttore. Non ci è stato chiesto di scrivere nulla sul prodotto, né ci è stato fornito compenso di alcun tipo o indicazioni particolari. Hanno chiesto esclusivamente un nostro parere sulla qualità del prodotto testandolo e valutandolo con obiettività.

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PERCHÉ LE TRACOLLE SONO IMPORTANTI

Sembra una domanda banale ma quello che riscontro è che, generalmente, le persone danno poca importanza alle tracolle da abbinare alle proprie fotocamere.

Solo certi specialisti di settore, o fotografi “navigati”, con il tempo si rendono conto di quanto sia importante questo accessorio.

Spesso si accende, nella testa del fotografo, la “lampadina” sull’importanza della tracolla quando incontrano un collega/amico che ne ha una di particolare.

Ecco… proprio su questo punto si potrebbe parlare per ore.

Di tracolle differenti da quegli “obbrobri” che ti danno in dotazione (tranne Leica che ti dà in dotazione tracolle di qualità e dal costo molto elevato, in perfetta linea con il target di utenti ai quali si rivolgono, in fondo) ce ne sono a bizzeffe.

Trovi:

  • tracolle in pelle di vari spessori e larghezze (di classe ed eleganti),
  • tracolle che sono una semplice fettuccia di stoffa,
  • tracolle monospalla (tipo quelle brevettate “BlackRapid"),
  • tracolle con attacchi rapidi (tipo quelle Peak Design),
  • tracolle in “fune/spago”.

Capisci bene anche tu che è veramente complesso individuare quella che fa per te tra tutte le possibili varianti in commercio e solo chi è in posizione fortunata come la mia ha, magari, modo di testarne parecchie per individuare quella più adatta.

Io ad esempio ho tracolle BlackRapid, Peak Design, in pelle fornite con la LeicaQ, quelle classiche. Ora ho avuto modo di provare per un bel mese tre modelli di tracolle by Stroppa.

Le tracolle Stroppa rientrano in quelle indicate nell’ultimo punto, ovvero ricavate da materiali che sembrano dei pezzi di fune/spago.

Non ti dirò che queste tracolle sono le migliori del mondo, perché in fondo non esistono le tracolle “migliori” ma solo quelle più adatte a te.

In questo articolo andrò a spiegarti cosa ho trovato di interessante in queste tracolle e cosa non mi ha convinto e cercherò di essere il più obiettivo possibile nel darti un consiglio per l’acquisto.

Andrò a confrontarle anche con altre tracolle di cui sono in possesso, in modo che se ne possiedi qualcuna anche tu, potrai avere un riscontro tangibile di quello che dico.

LE PARTICOLARITÀ DELLE TRACOLLE STROPPA

Stroppa mi ha mandato 3 tipologie di tracolla, che rispecchiano la loro attuale produzione, opportunamente scelte da me:

  • il modello Flex
  • il modello Duo
  • il modello Active

Sono tre tipologie di tracolla con caratteristiche ben mirate, che ti illustrerò nello specifico nei prossimi paragrafi, e con degli aspetti comuni di cui ti parlo subito.

LE CARATTERISTICHE UGUALI

La particolarità che le accomuna è, per l’appunto, il fatto che sono in sostanza dei pezzi di materiale simile ad una fune con, alle estremità, anelli in acciaio analoghi a quelli che trovi nei portachiavi, necessari per attaccarle agli agganci delle fotocamere.

Le estremità sono state realizzate con degli inserti in cuoio molto spessi e cuciti in modo che l’anello possa essere ben fisso e sostenere il peso e gli sfregamenti per tanto tempo, senza mai consumarsi o rompersi.

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Hanno anche inserito un appendice in pelle che va a proteggere il bordo della fotocamera dallo sfregamento, quasi inevitabile, che avrebbe con l’anello in acciaio.

Questa appendice è fissa e cucita assieme agli inserti in cuoio, quindi non si può togliere.

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Questa soluzione del bavero in pelle che protegge il bordo della fotocamera è veramente un tocco di classe che non si trova in molte tracolle.

Ho “rovinato” parecchie fotocamere negli anni passati proprio per la mancanza di questa “piccola soluzione”.

Ricordo ancora la mia Canon 5D con la vernice tutta scheggiata, scrostata e rovinata in prossimità degli attacchi della tracolla. Il tutto dovuto alla mancanza di una semplice protezione.

Purtroppo sono piccoli elementi ai quali all’inizio, se non sei esperto e non hai già vissuto il danno in qualche tua fotocamera precedente, non ci pensi. Acquisti la tua bella tracolla nuova e via… ti accorgi solo dopo qualche giorno che ha rovinato la vernice della fotocamera.

Credimi… non è piacevole.

In questo caso però, con tutte le tracolle Stroppa, saresti perfettamente a posto e non rischieresti di far danni.

LA COMODITÀ DEI POCHI MODELLI STROPPA

Un’altra cosa che ho apprezzato moltissimo appena entrato nel sito web Stroppa, che tra le altre cose non vende solo tracolle ma anche accessori, è stata la presenza di soli 3 modelli disponibili.

Spesso quando vai in un qualche sito web di produttori di tracolle, trovi decine di modelli e rischi di non capirci più nulla dopo un'ora di valutazione. Questo per me è frustrante.

Prendi ad esempio il sito web della BlackRapid: trovi 12 tipologie di tracolla, senza considerare le fettucce per tenere le fotocamere attaccate al polso.

Troppi modelli significa troppa difficoltà nel capire quale sia il più adatto a te.

Stroppa invece ha 3 modelli ben specifici, differenti tra loro sulla base di caratteristiche ben chiare e spiegate in poche righe.

Tu devi solo decidere di che lunghezza le vuoi (e anche in questo senso hanno adottato una soluzione veramente semplice per farti capire la lunghezza della tracolla, di cui ti parlerò tra poco).

Ecco nel dettaglio i tre modelli che ho provato:

LA TRACOLLA FLEX BY STROPPA

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Nel loro sito la descrivono come:

Morbida e facile da piegare ma è quasi impossibile romperla. Essendo pratica e resistente, è una scelta perfetta per coloro che apprezzano la funzionalità degli accessori e hanno un approccio minimalista alla vita. Disponibile nei colori nero, rosso e verde mimetico.

La descrizione è perfetta. Di solito “più robusta” è la tracolla e “più rigida” si presenta nell’uso.

Questo modello è per l’appunto un compromesso tra “morbidezza” e senso di “robustezza” oltre ad essere molto elegante. Per questo motivo è la tracolla che ho abbinato alla mia LeicaQ.

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Al tatto sembra una “fune da scalatore” che puoi trovare in tanti negozi specializzati di sport; quindi è tonda e caratterizzata da un’anima, poi rivestita, ma subito ti rendi conto che sono molto diverse.

La superficie è morbida e abbastanza liscia.

Comoda da tenere anche appoggiata direttamente sulla pelle e quindi si può utilizzare anche d’estate senza nessun problema.

LA TRACOLLA DUO BY STROPPA

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Nel loro sito la descrivono come:

La sua intrecciatura densa conferisce una forza potente mentre il materiale morbido dà una sensazione calda e confortevole. Combinando la morbidezza del materiale e la resistenza, si adatta a un fotografo che ha l'abitudine di impressionare gli altri. È la scelta migliore per una persona che desidera distinguersi. Disponibile in due colori: Bianco & Nero o Blu Navy.

A parte la considerazione sul tipo di fotografo per il quale è pensata, che può essere condivisibile o meno, di fatto si presenta esattamente come nella descrizione:

  • Sensazione di robustezza estrema.
  • Più rigida del modello “Flex”, è composta da un’anima rigida, poi rivestita, che le dà una conformazione tonda esattamente come il modello precedente.
  • La superficie è meno liscia del modello “Flex” e dà l’impressione di toccare la superficie di un panno in micro-fibra. La leggera peluria superficiale, appena percettibile, dà esattamente una sensazione di “calore”.
Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Questa tracolla non l’ho tenuta in considerazione per questa stagione calda (sto scrivendo l’articolo in un caldo giorno di fine Maggio) perché ho paura che possa farmi sudare.

LA TRACOLLA ACTIVE BY STROPPA

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Nel loro sito la descrivono come:

Questa tracolla è dura. Puoi maltrattarla come ti pare. È una scelta perfetta per i fotografi più esperti che trascorrono tutto il loro tempo negli ambienti più difficili. È disponibile in qualsiasi colore purché sia nero.

Anche in questo caso la battuta finale è molto divertente, ma per il resto rispecchia esattamente le sue caratteristiche.

È molto diversa dalle prime due, ed infatti se non ricordo male è l’ultima che hanno introdotto.

  • Al tatto la superficie è esattamente la stessa del modello “Flex”, quindi con un’intrecciatura liscia, ma con la differenza che “non è imbottita”.
  • Non ha, in pratica, un’anima rigida come i primi due modelli e di fatto non è tonda come sembra in foto, bensì piuttosto “piatta”.

O meglio… non va confusa con una tracolla a fettuccia, ma si tratta proprio di un rivestimento senza nulla al suo interno, quindi vuoto.

Questa sua caratteristica la rende:

  • estremamente morbida;
  • adatta sia come tracolla ma anche per essere avvolta attorno a un polso proprio per il fatto che è estremamente flessibile;

Dà un senso di minore resistenza, ma sul sito la indicano proprio come la tracolla ideale per chi deve “fare il lavoro duro” quindi sono solamente impressioni sbagliate, date forse dal fatto che ho avuto modo di confrontarle con gli altri due modelli.

Questa tracolla è stata abbinata alla mia Olympus EM1 Mark II che utilizzo per i “lavori duri”. Non che la LeicaQ non sia in grado di farli, ma la Olympus preferisco usarla proprio in tutti quei contesti dove non voglio avere la paura di “rovinare” una macchina da 4000 Euro. :D

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LA MIA ESPERIENZA CON LE TRACOLLE STROPPA

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Dopo un mesetto passato a usare le tracolle STROPPA sono rimasto impressionato principalmente da questi aspetti:

  • qualità costruttiva. Sono prodotti di ottima fattura e mi sento di dire che probabilmente hanno una qualità sopra la media al prezzo cui sono vendute.
  • sono molto eleganti. La Flex e sopratutto la Duo sono i due modelli che balzano subito all’occhio quando andate in giro. Non a caso sulla LeicaQ versione “Titanium Grey” è stata messa in dotazione una tracolla che, a guardarla bene, sembra proprio una “Stroppa”.

Non hanno tuttavia solo aspetti positivi anche se va fatta una premessa: questa tipologia di tracolla ovviamente è agli antipodi rispetto a una BalckRapid o Peak Design.

Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Questi sono gli aspetti negativi che ho riscontrato:

  • L’anello in acciaio, vista anche la protezione in pelle prevista per evitare che i bordi delle fotocamere possano rovinarsi, è difficile da innestare sugli attacchi della fotocamera. Dovrebbero fare come in Fuji, dove danno in dotazione un piccolo attrezzo che aiuta ad “agganciare” la tracolla ai supporti nella fotocamera.
  • Non hanno considerato che certi modelli di fotocamera, ad esempio la LeicaQ, possano essere dotati di fondine protettive. La mia è per l’appunto dotata di una fondina in pelle originale Leica, già provvista di protezione in prossimità dei supporti fotocamera per evitare che eventuali agganci possano rovinare la vernice della fotocamera. Il fatto che non si possano togliere dalle tracolle Stroppa le appendici in pelle, comporta di fatto la situazione che si “sovrappongano” rendendo un po’ rigido tutto lo snodo.
  • Le tracolle Stroppa sono fatte per essere messe su e mai tolte. In certi casi, invece, dovrebbe essere studiata una soluzione, specie per il modello “Active”, che permetta di toglierla e metterla più velocemente, tipo una soluzione in stile PeakDesign, con i loro attacchi rapidi.
Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

CONCLUSIONI

Te la consiglio? Il verdetto è del tutto positivo per quanto mi riguarda.

Uso le tracolle Stroppa sulla mia LeicaQ e nella Olympus EM1 Mark II (clicca qui per leggere la recensione), quindi se le uso, pur disponendo di tracolle PeakDesign e BlackRapid un motivo c’è.

  • Se cerchi un prodotto elegante, moderno e bello da sentire in mano o al collo, allora non ci sono dubbi. La varietà di colori e soluzioni, nonostante siano solo 3, è più che sufficiente per individuare il modello giusto per te.
  • Se invece cerchi un prodotto per fare del lavoro duro devi fare una valutazione personale: la versione Active sicuramente è adatta allo scopo ma non ha attacchi rapidi come potrebbe avere, invece una BlackRapid o meglio ancora il sistema PeakDesign.

Tuttavia, la stessa caratteristica potrebbe essere il suo pregio: quando stai facendo del lavoro duro, potresti contare su una tracolla che “non si stacca manco cascasse il mondo” o che renda “difficile sganciarla” in tutti i contesti (a differenza delle PeakDesign che, volendo, sganci con una mano sola).

DOVE ACQUISTARLE

Le tracolle Stroppa puoi acquistarle nel loro store ufficiale ad un prezzo che va dalle 30 alle 33 Euro circa, quindi a un prezzo buono e alla portata di tutti.

Devi solo scegliere il modello e la lunghezza a te più congeniali:

Clicca qui per andare al loro store

Ah… quasi dimenticavo. Come si fa a determinare la lunghezza giusta della tracolla? In fondo non sono tracolle “regolabili”.

Beh… Stroppa ha trovato la soluzione in modo semplice:

  • ha fotografato la stessa modella che indossa una fotocamera con tutte le lunghezze disponibili della tracolla. Viene anche indicata l’altezza della modella, giusto per farti capire (e si tratta di una ragazza di altezza media).
Tracolla Stroppa
Tracolla Stroppa

Questo ti dà modo di capire, molto rapidamente, quanto in basso o in alto ti ritrovi la fotocamera.

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Tavoletta grafica: Guida all’acquisto

L’uso della tavoletta grafica in fotografia è un argomento spesso poco trattato eppure si tratta di uno strumento quasi “irrinunciabile” per chi smanetta con i più comuni software di post-produzione. Allora perché non fare un articolo dove analizzare questo fantastico strumento?

In questa guida cercherò di spiegarti le caratteristiche principali della tavoletta grafica e quella che ti si addice di più in base ai tuoi bisogni.

Prima, però, bisogna capire cos’è questa “tavoletta grafica” e per quale motivo può sostituire in modo migliorativo l’abituale “mouse”.

Prima di continuare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai prima di tutto, e gratuitamente, dei materiali per apprendere alcune tecniche fotografiche. Per secondo, riceverai settimanalmente dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »

COS’È LA TAVOLETTA GRAFICA

Tavoletta grafica

Sono dei fogli virtuali tramite i quali è possibile trasferire sullo schermo del monitor tutto ciò che viene disegnato sulla superficie dell’aerea di lavoro di questo “foglio”, tramite l’uso dell’elettromagnetismo.

Messa in altro modo puoi immaginare che lo schermo del tuo computer (monitor) sia proiettato sulla tavoletta grafica; quindi in pratica con la penna vai a interagire con il monitor.

Di fatto ci sono anche delle tavolette grafiche che sono del tutto e per tutto dei monitor ma te ne parlerò più avanti in questo articolo.

PERCHÉ SCEGLIERE UNA TAVOLETTA GRAFICA

Tavoletta grafica

Tu, ma pure io, all’inizio ti sarai chiesto in modo un po’ scettico:

“A cosa potrebbe servirmi una tavoletta grafica se ho a disposizione un computer con un ottimo mouse?”

In effetti questi fogli virtuali ti permettono di essere ancora più veloce e preciso nella fase di post produzione in quanto, grazie alla qualità del sistema nel percepire il tipo di tratto che fai (pressione, durata, intensità ecc…), ti consentono di fare delle selezioni migliori di quelle che puoi fare con il miglior mouse in commercio e quindi di poter ritoccare la foto in maniera ancora più dettagliata.

Grazie al fatto che ormai le tavolette sono molto sensibili alla pressione che viene esercitata su di esse dalla penna (possono esserci fino a 1024 livelli di pressione differenti riconosciuti dalle tavolette), i computer, in combinazione con il software grafico, sono in grado di interpretare tale pressione in modo da variare dinamicamente l’intensità del colore e lo spessore della linea e tanti altri fattori.

Per questi motivi se sei un fotografo professionista, o anche un principiante che vuole implementare la qualità delle sue foto, te ne consiglio vivamente l’acquisto.

COME SCEGLIERE LA MIGLIORE TAVOLETTA GRAFICA

Tavoletta grafica

Faccio una premessa: ovviamente molto dipende dagli obbiettivi e risultati che vuoi ottenere, quindi devi sempre valutare la mia opinione in parte influenzata dalle mie necessità e preferenze, nonostante la mia volontà di essere il più oggettivo possibile.

Successivamente cercherò anche di indicarti, in base al tuo lavoro, quale sarebbe la tavoletta grafica che più ti si addice.

PER INIZIARE

Più in generale, la scelta della tavoletta grafica tra le varie opzioni si basa soprattutto su:

  • Utilizzo: cioè la tua esperienza in questo settore.
  • Caratteristiche costruttive: cioè la dimensione dello schermo per permetterti di portarla sempre con te.
  • Il tuo Budget (prezzo): se sei disposto a pagare intorno ai 100€ o tra 100-200€ o una fascia di prezzo ancora più alta.
  • Caratteristiche tecniche: ad esempio la risoluzione nella tavoletta grafica indica la precisione della tavoletta nel trasformare in tempo reale i movimenti della penna in spostamenti del cursore sullo schermo del pc: essa è, quindi, fondamentale per la buona riuscita e per i dettagli di disegni e ritocchi. La risoluzione della tavoletta grafica si misura in LPI, cioè linee per pollice, oppure in DPI, ossia punti per pollice (ne parlo in questo articolo): più il valore della risoluzione è alto, più la tavoletta sarà precisa. Una buona risoluzione per una tavoletta grafica di medio utilizzo è 2000 LPI.

Altro elemento importante è la qualità del pennino, esso si può dividere in:

  • “senza batteria”, che ti permette di ricaricarlo direttamente tramite la tavoletta grafica utilizzando la risonanza elettromagnetica;
  • “con batteria” che spesso ha una forma un po’ più grande.

Ora cercherò, come detto precedentemente, di consigliarti il modello di tavoletta grafica adatto a te.

I TIPI DI TAVOLETTA GRAFICA

Ne esistono principalmente 3 tipi. Guardiamoli insieme:

TAVOLETTE GRAFICHE BASE

Tavoletta grafica

Come dice il nome, ovviamente, questa tavoletta è dedicata a chi non è un professionista nel settore ma che pretende di avere comunque per le mani uno strumento più comodo, preciso ed efficace di un mouse di fascia alta.

La sua dimensione di solito si aggira sul formato A4(il classico foglio che trovi nelle fotocopiatrici o la facciata di un quaderno, per capirci).

Il suo prezzo può oscillare tra i 50 e i 150€, quindi molto basso per un accessorio così importante.

Verso la fine di questo articolo ti porterò comunque dei suggerimenti utili per fare l'acquisto mirato.

Ovviamente la qualità, ad un prezzo così basso, non può essere la migliore, ma se non sei un professionista “sfegatato” è più che sufficiente per fare della buona post-produzione. Sicuramente meglio di quella che fai col mouse.

CONSIDERAZIONI

Vantaggi: costano poco, sono facili da trasportare, la qualità di alcuni modelli è comunque buona, sono un buon modo per iniziare.

Svantaggi: materiali spesso non al top, alcuni modelli sono di scarsissima qualità e funzionano così così, non sopportano un ritmo di lavoro intenso, tanto che già dopo un anno di utilizzo dimostrano tutti i segni d’uso e consumo.

TAVOLETTE GRAFICHE PRO

Tavoletta grafica

La sua dimensione si aggira tra i formati A3 e A5.

Questi modelli spesso supportano anche la modalità wireless, quindi sono molto comodi da portare in giro. Il prezzo può variare dai 60 ai 300€.

CONSIDERAZIONI

Vantaggi: hanno un costo abbastanza decente per essere uno strumento così all’avanguardia, facilmente trasportabili.

La qualità di alcuni modelli è eccellente, sono ottimi strumenti di lavoro per un Pro della post produzione, garantiscono ottime prestazioni.

Svantaggi: alcuni modelli di ignota produzione cinese (con tutto il rispetto…) non garantiscono le prestazioni che promettono, il difetto più comune è la mancanza della corrispondenza precisa mano-occhio, cioè la mano lavora in una posizione che non coincide con quella che l’occhio guarda.

TAVOLETTA GRAFICA CON DISPLAY SENSIBILE

Tavoletta grafica

È il modello più costoso e più professionale, infatti è consigliato a chi lavora molto nell’ambito pubblicitario e ha a che fare con lunghe post-produzioni.

Il suo prezzo va dai 300 ai 3000€. Per quanto riguarda la sua dimensione: supera i 10 pollici fino ai 13 pollici.

CONSIDERAZIONI

  • Vantaggi: altissima qualità, facile da usare, minore stress e fatica nel lavoro, maggiore velocità e precisione nel lavoro
  • Svantaggi: i prezzi sono molto alti, le dimensioni e i collegamenti non consentono una buona trasportabilità del prodotto. Sono strumenti pensati per usi stabili in uffici e postazioni creative.

LE MIGLIORI MARCHE

Ora invece passerò a proporti quali sono, secondo me, le migliori marche a cui fare riferimento per l’acquisto della tua tavoletta grafica in base anche, ovviamente, alle tue competenze.

Tieni anche in considerazione che i modelli che ti propongo sono disponibili "ora", ma potresti trovare online anche il modello nuovo, appena aggiornato (che si individua per qualche numero nella sigla di differenza), oppure il modello appena precedente che - magari - è stato rinnovato solo nell'estetica e praticamente nulla nelle caratteristiche tecniche.

Tavoletta grafica

LA MIGLIORE PER I PRINCIPIANTI

Wacom CTH-490

Per chi vuole davvero cominciare a disegnare e creare sul serio, il prodotto migliore è la Wacom CTH-490. Il foglio misura 152 x 94 mm e la comoda penna ergonomica funziona senza batterie.

La penna dà la possibilità di usare 1024 livelli di regolazione della pressione e due tasti funzione, mentre quattro tasti ExpressKey presenti sulla tavoletta possono essere programmati con i vostri comandi preferiti, per velocizzare il lavoro e non interrompere il flusso creativo.

Con l’acquisto separato del kit wireless di Wacom è possibile collegare la tavoletta al computer anche senza cavo.

Compatibile con sistemi Windows e Mac.

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Attenzione: potresti trovare tavolette CTH-490 seguite da sigle come AK-S, CK, DW oppure DB-S… sono sostanzialmente la stessa tavoletta fornita in colori diversi o con software in dotazione specifici per certi usi (disegno, fotografia ecc…). Si tratta di software che in genere non vai mai ad usare, quindi io mi preoccuperei di guardare il prezzo e puntare su quella dal rapporto migliore.

LA MIGLIORE PER RAPPORTO QUALITÀ-PREZZO

Wacom CTH-690

Per chi ha più esperienza nel settore al di là dei limiti di una tavoletta da principianti, un ottimo step up dalla prima tavoletta che garantisca qualità e prestazioni al giusto prezzo è la Wacom CTH-690.

Il foglio, di 216 x 134 mm, permette maggiore libertà di movimento, e la penna è dotata di un’estremità per cancellare, oltre che a 1024 livelli di regolazione della pressione.

La grande comodità di questa tavoletta sta anche nella funzione multitouch: è infatti possibile usare non solo la penna, ma anche le proprie dita, per zoommare, spostare e rimpicciolire aree di disegno, come se la tavoletta fosse un grande trackpad.

Collegabile anche senza cavo con l’acquisto a parte del kit wireless Wacom.

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Come per il modello precedente, anche in questo caso troverai online varie versioni con sigle differenti.

 LA MIGLIORE PER I PIÙ ESPERTI

Wacom PTH-651

Se siete graphic designer o fotografi professionisti, il prodotto migliore che posso proporti è la Wacom PTH-651.

Il foglio da 216 x 134 mm permette i gesti più ampi e sicuri, e la superficie multitouch consente l’uso delle dita come su un trackpad, per ingrandire, spostare, ruotare l’immagine a piacimento.

La penna ergonomica senza pile offre 2048 livelli di pressione e interpreta correttamente anche l’inclinazione rispetto alla tavoletta.

Utilizzabile sia wireless, sia con cavo USB, sulla tavoletta è presente un selettore ad anello touch programmabile e otto tasti ExpressKey da abbinare alle funzioni preferite.

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Anche in questo caso troverai alcune versioni di questo modello con sigla differente in base, sopratutto, all’estetica.

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