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Come ottimizzare la HomePage del tuo sito web

Come ottimizzare la HomePage del tuo sito web

Il sito web è sicuramente uno degli aspetti più importanti da tenere in considerazione quando si avvia un’attività fotografica ed è altrettanto indubbio che tutti i professionisti ci dedicano una buona dose di tempo nella sua realizzazione. Ho deciso tuttavia di documentarmi per individuare degli aspetti che spesso vengono trascurati e che, se migliorati, possono portare ad un miglioramento incredibile dell’esperienza nel visitatore.

4 Consigli per migliorare la tua fotografia di paesaggi

4 Consigli per migliorare la tua fotografia di paesaggi

Dico sempre che la fotografia di paesaggi è una delle tecniche fotografiche che, almeno una volta, tutti i fotografi hanno praticato nella loro vita.

E, ad essere sinceri, sono anche abbastanza convinto che molti fotografi hanno amato tantissimo questo ramo della fotografia ma poi l’hanno abbandonato - o tralasciato parecchio - perché non riuscivano, o facevano davvero troppa fatica, ad ottenere qualcosa di che li soddisfasse abbastanza. Per questo motivo, in questa puntata, ho voluto riportare alcuni suggerimenti che potrebbero aiutarti a migliorare i risultati in questo campo.

GoPro Hero 7. Perché potrebbe fare al caso tuo

GoPro Hero 7. Perché potrebbe fare al caso tuo

Nella puntata di oggi voglio parlare della GoPro Hero 7 che non è forse propriamente un oggetto per uso fotografico, anzi… ha anche poca attinenza apparente considerato che si tratta di una Action Cam.

Ma ritengo che sia comunque un oggettino molto interessante per noi “fotografi”, e non sono l’unico a pensarlo.

3 Consigli per diventare professionista

Quando, da fotografi amatoriali, si decide seriamente di diventare dei fotografi professionisti, ci si rende conto velocemente che le cose sono più incasinate di quello che si pensa.

Se ancora non sei arrivato (o arrivata) a questo punto beh… te lo dico io: essere fotografi professionisti prevede la necessità di affrontare tante cose da fare,

di cui la maggioranza spesso non ha a che fare con il “fotografare”.

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Quando, da fotografi amatoriali, si decide seriamente di diventare dei fotografi professionisti, ci si rende conto velocemente che le cose sono più incasinate di quello che si pensa.

Se ancora non sei arrivato (o arrivata) a questo punto beh… te lo dico io: essere fotografi professionisti prevede la necessità di affrontare tante cose da fare, di cui la maggioranza spesso non ha a che fare con il “fotografare”.

Gestire un’attività fotografica comporta varie mansioni:

  • gestire l’aspetto marketing;

  • gestire il sito web;

  • gestire la contabilità;

Tutte attività noiose, ma non meno importanti.

E a tutto questo va anche aggiunta la necessità di rimanere aggiornati, ovvero devi trovare il tempo anche per dedicare delle ore alla tua formazione.

In questa puntata cercherò di darti 3 suggerimenti (o punti) sui cui riflettere per affrontare nel modo corretto la tua attività di fotografo dal punto di vista commerciale, piuttosto che soffermarti sugli aspetti “tecnici” della fotografia stessa.

IL MARKETING DEL PASSAPAROLA

Senza ombra di dubbio, anche se in più di una occasione ho sempre detto di non basare tutto su questo, il miglior marketing per la tua attività di fotografo sarà il passaparola.

Ottenere referenze dai clienti è una necessità assoluta perché i potenziali clienti saranno più propensi a darti una possibilità se hanno sentito parlare di te da un parente o da un amico piuttosto che vedere il tuo nome su un biglietto da visita o un’inserzione pubblicitaria su un social network.

Naturalmente, per generare un passaparola positivo significa che devi produrre splendide foto, essere un fotografo divertente con cui è facile lavorare, essere attento alle necessità dei tuo clienti, capire quando e cosa chiedere e quando non insistere ed ovviamente consegnare prodotti finiti meravigliosi in modo tempestivo.

RICHIEDERE UN FEEDBACK

La chiave per massimizzare il marketing del passaparola è la tempistica.

Ma aspetta… non intendo dire che devi essere veloce a consegnare il lavoro finito, anche se è una delle cose che ti ho suggerito prima.

Intendo un’altra cosa, ovvero “quando chiedere un passaparola”, ovvero quando chiedere ai tuoi clienti, che ti facciano conoscere ad amici e parenti.

È si! È proprio questa una chiave del successo: pianificare anche un “passaparola sistematico”, in modo che si sparga la voce in modo deciso e positivo.

Ma devi richiederlo nel momento giusto. 

Non puoi richiederlo troppo presto perché farlo potrebbe sembrare un atto di disperazione, l’atto di un fotografo che è con l’acqua alla gola. 

E poi… con che faccia tosta puoi richiedere un “passaparola” prima di aver completato il lavoro per loro magari?

Tuttavia, non puoi richiederlo nemmeno troppo tardi. Di certo non è una cosa molto sensata quando gli porti la fattura da pagare… in quel contesto ti garantisco che non stai tanto simpatico ai tuoi clienti, anche se hai fatto il lavoro più bello della tua vita.

Il momento migliore per chiederlo è quando hai inviato bozze al tuo cliente. A quel punto il loro livello di eccitazione sarà al livello massimo, quindi saranno anche più propensi a parlar bene di te a parenti ed amici.

Una cosa intelligente è anche quella di cogliere l’occasione per offrire sconti o bonus per lavori futuri ai tuoi clienti, come ad esempio un 20% di sconto sulle foto del loro bambino, se hanno intenzione di averne, oppure uno sconto per dei loro amici che ti portano.

CALCOLA IL TUO MERCATO DI RIFERIMENTO

Forse uno dei compiti più difficili che avrai quando deciderai di avviare un'attività di fotografia è determinare quale sarà il tuo mercato di riferimento.

Il fotografo “che fa tutto” non è mai percepito come una figura professionale specializzata.

Sarebbe un controsenso in fondo, e la stessa paola “specializzata” è sinonimo di “alta competenza in un campo specifico” e viene percepita per l’appunto in modo positivo dai potenziali clienti.

È quindi fondamentale, come detto inizialmente, che tu vada a “specializzarti” in uno specifico ramo della fotografia, possibilmente un ramo che ti appassiona e ti piace.

Tuttavia, iniziare un’attività fotografica, dove ancora nessuno ti conosce, già pubblicizzandoti come “specialista” di un determinato tipo di fotografia potrebbe essere deleterio e controproducente.

Inizialmente dovrai proporti come un fotografo versatile ed adattarti nel fare un pò di tutto in modo da:

  • farti conoscere;

  • acquisire clienti;

  • alimentare il passaparola;

  • acquisire esperienza;

Ma man mano però che la tua attività cresce e matura, vorrai concentrarti su un tipo specifico di clienti che desideri avere (o detto in altro modo… concentrarti sul tipo di fotografia che realmente ti piace fare).

Questo aspetto va altrettanto valutato in modo analitico, mentre la maggioranza dei fotografi tendono ad affrontarlo di petto, d’istinto e di cuore, con un’alta probabilità di giungere ad un insuccesso nell’arco di 2-3 anni.

Ecco un ottimo consiglio per affrontare questo aspetto in modo professionale: quando pensi a un mercato target, considera i fattori finanziari e geografici.

Approfondiamo la cosa.

Quando pensi alla tua attività come fotografo, devi fissare degli obiettivi per il tuo reddito, ovvero quanto vuoi (o devi) guadagnare per mantenere in piedi l’attività.

Deve essere una valutazione reale e raggiungibile, non puoi ovviamente mettere come obiettivo “voglio guadagnare 300k euro all’anno” perché nella tua testa vuoi acquistare una Ferrari.

Ok… ora ipotizzo che tu abbia fissato un determinato reddito, fattibile da raggiungere.

Per fare quel reddito, i tuoi clienti dovranno pagare una certa somma di denaro per i tuoi servizi.

Quindi, di conseguenza, questo ti indica chi è il tuo cliente ideale - ovvero devono essere dei clienti in grado di permettersi il costo dei tuoi servizi.

Chiaro quindi che se hai calcolato che mediamente i tuoi servizi costano “almeno” 3000 euro, ci saranno potenzialmente meno clienti disposti a sostenere queste cifre rispetto magari ad aver calcolato un costo di 500 Euro.

Allo stesso tempo però, aver calcolato un costo di 500 euro a servizio, significa che dovrai lavorare molto di più, e con ritmi probabilmente più stressanti e difficili da sostenere nel tempo.

Allo stesso modo, devi buttare un occhio sull’aspetto geografico. Se il tuo target di prezzo è elevato è probabile che dovrai farti conoscere a molte più persone, ma non puoi considerare o farti pubblicizzare su un’area grande quanto una regione intera perché potrebbe essere tecnicamente impossibile da sostenere.

Allo stesso tempo, se ti vuoi occupare di fotografia in abito turistico e vivi in una zona “non turistica” è ovvio che c’è qualcosa che devi sistemare.

PENSIERI FINALI

Con questi suggerimenti ti ho dato alcune indicazioni su come affrontare la creazione e sviluppo della tua attività come fotografo professionista.

Anche se questa non è una panoramica completa di ogni passo che devi compiere, questo ti porterà comunque nella giusta direzione.

Ricorda infine che avviare un'attività di fotografia è un lavoro duro e sarà una lunga strada. Non puoi pretendere di ottenere ottimi risultati nell’arco di 12 mesi, anche se sei un fotografo bravissimo.

Tuttavia, se produci foto bellissime, lavori bene con i tuoi clienti e hai una strategia a lungo termine per il successo, i risultati dovrebbero arrivare senza problemi.

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Lavorare in Team con Lightroom

Lavorare in Team con Lightroom

Continuo con la serie di PodCast dedicati ad Adobe Lightroom CC, in questo caso ti do alcune dritte su come fare un backup rapido, veloce e poco dispendioso di tempo e spazio nel Cloud ed allo stesso tempo sfruttare la tecnica per poter collaborare con altri colleghi sulla post-produzione delle stesse immagini ma usando un solo catalogo Lightroom pur lavorando da postazioni diverse.

Ottimizzare Adobe Lightroom

Adobe Lightroom funziona con la logica dei “cataloghi”, ovvero un sistema che si basta sul dare “l’impressione” di modificare le foto, quando in realtà le foto non vengono minimamente toccate e rimangono originali senza essere danneggiate.

Questo è il motivo per il quale Lightroom è uno di quei software definiti “non distruttivi” e che da maggiori garanzie. Per fare questo basa le sue modifiche su un “database” dove salva tutti i passaggi e ti “mostra” quale sarà il risultato finale. 

Questo comporta un dispendio non indifferente delle risorse di un computer, ma può essere ottimizzato il tutto! Ecco un metodo!

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Vendere fotolibri senza Partita Iva

Ma se io decido di vendere dei foto-libri posso farlo? Posso farlo passare come lavoro occasionale perché alla fine ne vendo uno ogni tanto? O è necessario aprirsi una P.IVA? Discutiamone in questo episodio.

Link citati (Giulio Gaudiano):

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Come affrontare le situazioni

Ti è mai capitato di organizzare un’uscita fotografica in un determinato posto, aver pianificato tutto dall’orario alle condizioni luminose e poi, una volta arrivato/a la, non riuscire a fare lo scatto che avevi in mente?

Non preoccuparti… è una cosa assolutamente normale, ma puoi ridurre i casi che ciò avvenga tendendo a mente 3 punti fondamentali.

::: Link al manuale citato :::

https://tecnicafotografica.com/fotografare-paesaggi-manuale

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FishEye ed il fattore di moltiplicazione

È abbastanza chiaro a tutti come funziona il fattore di moltiplicazione, come incide di fatto “nell’inquadratura” che vai a visualizzare sulla tua fotocamera e come questo incide molto sulla focale di riferimento che vai ad usare nel tuo obiettivo.

Ma con i FishEye come funziona? Perché esistono FishEye da 8mm e altri da 15mm? Cosa cambia?

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Il circolo di confusione

In questa puntata parlo del “circolo di confusione”, un concetto molto tecnico che probabilmente la maggior parte degli ascoltatori non ha nemmeno la minima idea di cosa si tratta o chi ne ha sentito parlare non ha mai capito in cosa consiste e a cosa serve.

Qui te lo spiego nel modo più semplice possibile.

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Condividere le foto con Smash

Smash è uno strumento molto utile per il fotografo. Fa sostanzialmente la stessa cosa di WeTransfer, ma la fa meglio e ti da molte opzioni in più già dalla versione gratuita!

Io non ci guadagno nulla dal segnalarti questo tool, l’ho provato e l’ho trovato utile! Dimmi cosa ne pensi!

Link: https://fromsmash.com

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Concorsi e Diari per crescere fotograficamente

Giovanni già in altre occasioni non ha mancato di sfruttare il suo status di “produttore”, ovvero farmi delle domande tecniche e ragionate su come vivere la fotografia nel modo “giusto” (sempre che esista un modo “giusto”). In questa chiacchierata parliamo di concorsi fotografici, diari e di come questi possono farti crescere fotograficamente.

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Perché salvare in RAW+JPEG?

Le fotocamere moderne attuali ti permettono di salvare le immagini in formato RAW e JPEG (o JPG) contemporaneamente. Ma a cosa serve questa possibilità? Esclusivamente per avere la doppia copia? Per avere dei file subito condivisibili? O c’è altro dietro? E poi che farsene di questi file? Salvare solo i JPG o salvare solo i RAW?

In questa puntata il mio punto di vista sulla base della mia esperienza.

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Le licenze Creative Commons servono?

Le licenze creative commons sono una soluzione molto interessante per gestire il copyright delle immagini che pubblichi online, ma alla fine sono veramente utili? Sono realmente delle "licenze" che ti danno una mano a proteggere le tue immagini?

Beh... se adotti le licenze con l'intento di "proteggere" le tue immagini stai sbagliando approccio! :D

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 Photo by  Andres Umana  on  Unsplash

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Fotografare in vacanza in tutta Privacy

Quando sei in vacanza hai la tendenza a fotografare di tutto per poi, una volta arrivato/a a casa, pubblicare di tutto e di più sul tuo social network preferito.

Ma sei sicuro/a di poter fare la cosa senza ledere i diritti di privacy di qualche altra persona? Come si fa a capire se "fotografare in una piazza pubblica" significa che posso fotografare chi voglio oppure no?

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Istogramma in fotografia. Cos’è e a cosa serve

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Istogramma in fotografia questo sconosciuto… Bene o male un po’ tutti ci siamo chiesti almeno una volta a che serve quel grafico che si trova nella fotocamera e sopratutto bello in vista in ogni software di postproduzione, da Photoshop a Lightroom. Si tratta probabilmente dell’unico strumento in assoluto più importante per poter valutare in modo oggettivo se la foto è stata realizzata correttamente o meno.

Niente aspetti artistici, licenze poetiche o altre mille scuse che il fotografo “che non sa bene che cosa sta facendo” può tirare in ballo. L’istogramma è un dato oggettivo. Vediamolo nel dettaglio.

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Verso la fine dell’articolo troverai anche un video, spero interessante, che ho realizzato!
Istogramma
Istogramma

ISTOGRAMMA IN FOTOGRAFIA: COSA FA

Alla base di tutto bisogna che tu comprenda che cosa fa l’istogramma. Prima ti ho detto che si tratta in assoluto dell’unico strumento che è in grado di dirti in modo oggettivo se una foto è stata realizzata correttamente o meno ed infatti tramite l’istogramma puoi capire (specie se leggi tutto questo articolo) se la foto che hai appena fatto è:

  • sovraesposta
  • sottoesposta
  • ha delle ombre troppo chiuse
  • ha delle luci bruciate

In altre parole puoi capire se l’immagine è: correttamente esposta.

COME SI LEGGE L’ISTOGRAMMA

Il grafico dell’istogramma rappresenta come sono distribuiti i pixel dell’immagine sulla base della loro luminosità, ma per imparare a leggerlo nel modo corretto procediamo per punti: seguirmi nel ragionamento.

Com’è strutturato l’istogramma in fotografia

Prendi come esempio l’istogramma di esempio che ti riporto qui sotto. Per comodità ti consiglio di dividerlo in 3 parti:

istogramma in fotografia
istogramma in fotografia
  • Il settore di sinistra rappresenta le ombre e toni scuri, pertanto se una tua foto presenta una concentrazione maggiore di grafico in quella parte significa che la maggioranza dei pixel che compongono la tua immagine sono “scuri”.
  • Il settore di destra rappresenta le luci e toni chiari, pertanto se la tua foto presenta una concentrazione maggiore di grafico in quella parte significa che la maggioranza dei pixel che compongono la tua immagine sono “luminosi”.
  • La parte centrale ovviamente rappresenta la via di mezzo, pertanto se la tua foto presenta una concentrazione maggiore di grafico in quella parte significa che la maggioranza di pixel della tua immagine sono in una tonalità media, ne troppo chiari e nemmeno troppo scuri.

Note: la quantità di pixel si sviluppa in “altezza” nell’istogramma, quindi se arriva a toccare e sforare il limite non ti devi preoccupare.

istogramma_2
istogramma_2

Come si comporta l’istogramma in fotografia

Quando tu realizzi una foto la tua fotocamera digitale genera automaticamente un istogramma e te lo mostra; molte fotocamere digitali moderne inoltre sono in grado di mostrarti in anteprima l’istogramma fotografico durante il LiveView o nel mirino elettronico (come nelle mirrorless. Se voi approfondire l’argomento sulle mirrorless clicca qui.).

Il metodo più facile per farti capire come si comporta è quello di portare degli esempi pratici.

Come avrai modo di notare, questo articolo è bello lunghetto; inoltre, imparare questi concetti, rielaborarli e cercare di renderli semplici da capire, ha richiesto molto sudore e fatica da parte mia. Quindi ti chiedo in cambio di dare un semplice “click” del mouse per me. A te non costa nulla e lui farà salti di gioia. Condividi questo articolo!

IMMAGINE SOTTOESPOSTA

foto sottoesposta
foto sottoesposta

L’immagine sopra è evidentemente sottoesposta, infatti a primo impatto ti rendi subito conto che è molto scura. Se guardi l’istogramma vedi che la curva (ovvero quantità di pixel) è maggiormente concentrata nel settore sinistro del grafico.

IMMAGINE SOVRAESPOSTA

foto sovraesposta
foto sovraesposta

Al contrario di prima, l’immagine sopra è evidentemente sovraesposta, infatti è veramente troppo chiara. Se guardi l’istogramma vedi che la curva (ovvero quantità di pixel) è maggiormente concentrata nel settore destro del grafico.

IMMAGINE BILANCIATA

toni medi
toni medi

L’immagine che ti riporto sopra è definita tecnicamente “bilanciata” (o neutra). Se guardi l’istogramma vedi che la curva è distribuita bene o male nel mezzo del grafico e per questo motivo è considerata (specie dai fotografi da forum): correttamente esposta.

Ti è tutto chiaro ora? Hai capito come funziona? Sinistra = scura, destra = chiara? Complimenti! Ora sai come si legge un istogramma in fotografia.

Ma come? Tutto qui?! Potrei dirti di si, ma non posso far a meno di prendere atto ed in considerazione di tutte le cose che hai sentito dire spesso nei forum o peggio in qualche corso di fotografia. L’inizio di questa sezione non l’ho intitolato “COME SI LEGGE L’ISTOGRAMMA” a caso; proprio perché l’istogramma non va semplicemente letto. Va sopratutto interpretato, e questa purtroppo è una cosa che molti non sanno fare come la differenza tra una persona che sa leggere una poesia ed una che sa coglierne il significato che l’autore voleva darne.

IL MITO DELL’ISTOGRAMMA CON LA CURVA AL CENTRO

bilanciato
bilanciato

Se ti sei messo a discutere con qualche fotografo da forum probabilmente ti sarà anche capitato di imbatterti nella questione dell’analisi dell’istogramma e, come illustrato poco sopra con gli esempi, qualcuno se ne sarà uscito con l’affermazione che la foto correttamente esposta non deve avere una predominanza della curva ne verso destra e ne verso sinistra, ma “deve essere una curva ben distribuita al centro”.

Questo è prima di tutto un falso mito. Difficilmente otterrai, ma probabilmente non serve che te lo dica io e te ne sei accorto anche tu guardando gli istogrammi delle tue ultime foto, delle immagini dove l’istogramma risulta distribuito per bene al centro. Per la maggioranza delle foto che otterrai l’istogramma sarà frastagliato quanto una cresta alpina della Marmolada!

In parole povere devi buttarti alle spalle il concetto, vecchio ed antiquato figlio della fotografia teorica, della lettura dell’istogramma, imparando piuttosto ad interpretarlo.

COME SI INTERPRETA UN ISTOGRAMMA FOTOGRAFICO

Quando ti metti a fotografare, sopratutto se stai fotografando in digitale, devi tenere in considerazione due punti fulcro:

  1. la differenza tra il punto più scuro ed il punto più chiaro dell’immagine potrebbe superare (e di gran lunga) i limiti della tua fotocamera.
  2. ci sono scene che per loro stessa natura propenderanno per una predominanza di pixel scuri, ed altre dove la foto ha una predominanza di pixel molto luminosi;

OPS… che ho detto nel punto 1? Limiti della fotocamera? E che sono?

Ebbene si. La tua fotocamera non è in grado di visualizzare correttamente e allo stesso momento un determinato range di tonalità luminose quanto l’occhio umano. Si parla di Gamma Dinamica.

Affronterò la questione della gamma dinamica con un articolo dedicato perché necessità un approfondimento, ma per ora mi interessa che tu comprenda che l’istogramma in tale situazione è uno strumento fondamentale per capire se la scena che stai cercando di fotografare sfora i limiti della fotocamera digitale, dandoti modo pertanto di intervenire nel modo più idoneo per assecondare la situazione.

Ma come si capisce questa cosa?

Premetto subito che vuole un po’ di pratica e devi armarti di un po’ di pazienza. All’inizio farai un po’ fatica ad interpretare l’istogramma, ma è come quando si impara ad usare le forchette da piccoli o le bacchette al ristorante cinese! Passata la paura iniziale poi tutto è semplice. Per capire se stai sforando i limiti del sensore hai due modi complementari:

Primo metodo: osservare l’istogramma e fare attenzione che la curva del grafico non sembri schiacciarsi in modo eccessivo sul bordo sinistro o destro del fotogramma. Nell’immagine qui sotto l’istogramma ti fa capire con certezza che la foto ha delle zone d’ombra troppo marcate perché l’istogramma non è semplicemente “spostato verso sinistra”, ma si spiaccica letteralmente sul bordo sinistro dei limiti dell’istogramma! È a questo che devi far attenzione e notare quando scatti la foto.

Istogramma sottoesposto
Istogramma sottoesposto

Prendiamo un esempio opposto, ovvero una foto che presenta delle zone molto chiare come questa qui sotto. Qui l’immagine può apparirti anche buona a primo impatto, ma se guardi l’istogramma in fotografia noti che la curva è troppo schiacciata sul bordo destro. Questa cosa sta ad indicare, in modo inequivocabile, che la foto presenta delle are sovraesposte.

Istogramma sovraesposta
Istogramma sovraesposta

Se hai qualche dubbio puoi adottare anche il secondo metodo: abilitare nella fotocamera l’avvertimento di sovra-sotto-esposizione, ovvero quel strumento che ti avverte con dei lampeggi o colori accesi se ci sono aree nella foto troppo chiare o troppo scure.

Prendendo sempre come esempio le stesse foto di prima, ecco come verrebbe visualizzato l’avvertimento per le are sottoesposte della scena. In questo caso sono evidenziate in blu, ma potrebbero avere anche altri colori o lampeggiare da intermittenza (dipende dalla tua fotocamera):

Istogramma sottoesposto
Istogramma sottoesposto

Ed ora lo stesso esempio con la foto “sovraesposta” dove vale lo stesso principio. L’avvertimento è di un rosso bello intenso!

Istogramma sovraesposta
Istogramma sovraesposta

Io uso una via di mezzo. Mi affido solo all’istogramma in fase di scatto, ma ho abilitato la funzionalità di avvertimento nella mia fotocamera solo nella modalità “visualizzazione foto”. In questo modo non mi trovo elementi di disturbo in fase di scatto, ma posso farmi aiutare quando visualizzo le foto dallo schermo lcd della fotocamera.

Ma cosa posso fare quando mi trovo difronte a queste situazioni? Beh… puoi intervenire cambiando le impostazioni di scatto affinché l’esposizione sia un po’ più luminosa:

istogramma corretto
istogramma corretto

Oppure puoi intervenire per fare in modo che l’immagine sia un po’ meno luminosa:

istogramma corretto
istogramma corretto

Il punto 2: le caratteristiche dell’immagine

Il secondo fulcro sul quale si poggia l’interpretazione dell’istogramma in fotografia è quello di avere la consapevolezza che molte scene avranno per forza di cose un istogramma in fotografia sbilanciato.

Ecco alcuni esempi più comuni che ti rendono più semplice il concetto:

foto sottoesposta
foto sottoesposta

La foto sopra (foto 7) è apparentemente sottoesposta, ma in realtà si tratta dell’esposizione corretta per questo tipo di scena. Tentare di correggere l’immagine, schiarendola, avrebbe rovinato e snaturato il risultato finale.

foto sovraesposta
foto sovraesposta

Questo è l’esempio opposto (foto 8). Una scena del genere ti darà sempre e comunque un’istogramma schiacciato in modo deciso verso destra, ma è una caratteristica luminosa assolutamente normale in quel contesto. Questa immagine non va corretta cercando di recuperare le zone chiare.

Hai notato una cosa?

Non so se ci hai fatto caso, ma i due istogrammi allegati e mostrati nelle ultime due foto (foto 7 e 8) hanno una caratteristica comune: sono entrambi ben spostati verso uno dei due lati, a ridosso dei bordi, ma nessuno dei due tocca il bordo… Nella foto 8 è abbastanza chiaro, mentre nelle foto 7 bisogna fare un po’ di attenzione per notarlo.

Questa è una capacità di osservazione che devi affinare molto in fase di scatto. Se vedi che l’istogramma è spostato molto verso un lato, devi essere molto attento nel capire se va a sbattere sul bordo schiacciandosi a ridosso di esso, o se semplicemente si avvicina molto.

Questo fa la differenza tra una foto recuperabile o meno in post-produzione (specie se non usi scattare col formato rawcome spiegato in questo mio articolo)

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COMPRENDERE I LIMITI

istogramma in fotografia
istogramma in fotografia

Per finire, ti porto un esempio di una situazione nella quale ti troverai a fotografare in più di una occasione nella tua vita, ovvero quelle scene dove ci sono nello stesso momento delle zone molto chiare e molto scure (foto 9). In questo caso l’istogramma fotografico è ben lontano dalla curva al centro tanto amata dai fotografi dei forum, ma si presenta sia una curva che sbatte sul bordo sinistro e sia una curva a ridosso del bordo destro.

Sei difronte al tipica situazione dove hai raggiunto i limiti della gamma dinamica della tua fotocamera e non puoi fare una regolazione ne in un verso (schiarendo) e nemmeno nell’altro (scurendo). Che fare?

istogramma in fotografia
istogramma in fotografia

Opzione A: schiarisci la foto e te ne freghi del resto. La foto 10 è il risultato di questo intervento; hai recuperato il dettaglio nelle zone d’ombra ma perdi completamente il dettaglio nelle zone luminose.

Opzione B: scurisci la foto e te ne freghi del resto. La foto 11 è il risultato di questo intervento dove riesci a recuperare il dettaglio della superficie della neve, ma perdi tutto il resto.

istogramma in fotografia
istogramma in fotografia

Esiste però una terza opzione molto pratica: scattare in formato raw. In questo articolo puoi proprio approfondire l’argomento vedendo un video dove ho utilizzato proprio questa immagine di esempio, e potrai anche scaricare il file RAW per fare i tuoi test! Vai all’articolo “8 motivi per i quali dovresti scattare in raw”.

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Quale applicazione per la firma sulle foto?

La questione della firma sulle foto è già stata trattata e credo sia ormai chiaro che la firma non va usata per "proteggere la foto" ma piuttosto per far sapere - a chi potrebbe esserne interessato- chi è l'autore della foto.

Fatta questa doverosa premessa... quali sono gli strumenti idonei per applicare le firme sulle foto? Eccone una panoramica!

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 Photo by  Helloquence  on  Unsplash

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