Fotocamere

GoPro Hero 6 Strepitosa e deludente

L’articolo di oggi è un po’ diverso dai soliti. Chi mi sta attorno sa bene quanto ami testare e provare di tutto e in questo caso ti parlo della GoPro Hero 6.

GO PRO HERO RECENSIONE?

Ad essere sinceri gli articoli sul blog dedicati alle recensioni sono veramente una minima parte rispetto al numero di strumenti, fotocamere e sopratutto apparati di cui faccio uso ogni anno.

È una cosa strana effettivamente, forse dovrei impegnarmi un po’ di più nel mettere nero su bianco le cose che provo e testo e voglio provare proprio da oggi parlandoti della GoPro Hero 6.

Dichiarazione etica: il materiale recensito è stato acquistato direttamene da Tecnica Fotografica. Non ci è stato chiesto di scrivere nulla sul prodotto, né ci è stato fornito compenso di alcun tipo. All’interno dell'articolo ci sono collegamenti di affiliazione. Se acquisti qualcosa dopo aver cliccato sul link, riceveremo una piccola commissione. Non preoccuparti: i prezzi rimangono gli stessi per te.

ASCOLTA IL PODCAST SULLA GO PRO HERO

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Il nome GoPro è ovviamente sinonimo di “Action Cam”, è la prima cosa che ti viene in mente nonostante ci siano tantissime altre case produttrici di Action Cam che producono buoni prodotti.

È un po’ come paragonarla alla “Apple”. Tanti produttori realizzano tablet ma quando si pensa al “tablet” ci viene quasi sempre in mente il prodotto di punta della Apple: l’iPAD.

Lo stesso vale per la GoPro con la Action Cam “Hero” ora alla versione 6.

GoPro
GoPro

Ed è di questo che voglio parlare oggi in questo articolo: della GoPro Hero 6, action cam che è entrata a far parte (per un pò e poi ti dico il perché) delle mie attrezzature aggiungendosi alla Hero 4 Black, Hero 5 Session ed Hero 5 Black che ho avuto negli anni scorsi.

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COSA CENTRA UNA GO PRO HERO CON LA FOTOGRAFIA

GoPro
GoPro

Prima di dare un significato al titolo di questo articolo la domanda che forse ti sei fatto è:

Cosa centra una GoPro con la fotografia?

La domanda è tutt’altro che scontata. Anzi… è perfettamente legittima.

Una Action Cam ha senso in ambito fotografico? Beh, se devo essere sincero pure io non ne ho mai trovato il nesso, però questo aveva un senso fino alla Hero 3 oppure Hero 4.

Con la GoPro Hero 5, e sopratutto la 6, le cose sono cambiate un pochino.

Le GoPro 5 e 6 (non ricordo la 4) integrano infatti delle caratteristiche interessanti ed utili per l’ambito fotografico:

  • possibilità di scattare foto in formato RAW;
  • possibilità di gestire ISO e TEMPO di scatto;
  • possibilità di gestire il tipo di esposizione;
  • possibilità di gestire le compensazioni di esposizione;
  • possibilità di gestire la temperatura colore;

Quello che manca è la possibilità di gestire l’apertura del diaframma, probabilmente per il fatto che non ha il sistema meccanico per la gestione di questo aspetto, ma se ci pensi bene sono caratteristiche che spesso mancano anche alle nelle fotocamera compatte!

Vogliamo poi parlare dei timelapse che puoi fare?

Ad ogni modo non sono tanto le funzioni in se che la rendono interessante “anche” in ambito fotografico.

È piuttosto tutto il pacchetto che la rende interessante.

La GoPro Hero è veramente una cam che ti sta nel pugno di una mano, estremamente compatta, con un angolo di campo elevatissimo che torna buona quindi per fare le classiche foto “d’effetto” ed è poi resistente agli urti ed impermeabile fino a 10 metri.

GO PRO FOTO

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Si è vero. La GoPro Hero ha un sensore microscopico ovviamente.

In fondo per poter realizzare un oggetto così piccolo bisogna per forza ricercare dei compromessi.

Ed infatti la GoPro Hero 4 non era poi così interessante per usi fotografico.

Si ok… va bene per fare le foto agli amici durante le vacanze, poi con l’introduzione del comando vocale nella Hero 5 le cose sono diventate ancora più divertenti.

Ma se si metteva alla prova con la sfida più ostica per tutte le fotocamere? Le foto notturne?

Ovviamente la storia finiva qui. Usarla in ambito “notturno” o di scarsa luce non aveva proprio senso.

Ma il primo vero salto di qualità si è visto con la Hero 5 Black (non nella “session” che è stata limitata via firmware sotto questo aspetto).

La GoPro Hero 5 effettivamente ti da modo di ottenere delle interessanti foto notturne. Intendo fare lunghe esposizioni.

L’abbinamento di un angolo di campo molto ampio (che da quindi anche una grande profondità di campo) con un’apertura di diaframma maggiore rispetto ai modelli precedenti, ti permette di ottenere delle immagini veramente interessanti.

Certo… non adatte magari a farci stampe fineart, ma guardando gli esempi che trovi nel mio articolo sul blog penso che tu possa concordare che può ritagliarsi uno spazio anche tra i fotografi.

Specie se si decide di sviluppare qualche progetto particolare. Poi sono comode perché non servono pesanti ed ingombranti treppiedi per fare foto notturne.

Ti basta un mini-treppiede magnetico della Joby per poterla attaccare praticamente ovunque per ottenere foto veramente particolari. Se poi fatte con una luna esposizione si apre un mondo.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post: Condividi e metti “mi piace” a questo articolo!

L’ULTERIORE MIGLIORAMENTO CON LA GO PRO HERO 6?

GoPro
GoPro

È qui che è avvenuta la vera cosa interessante. Con la GoPro Hero 6 la qualità migliorata ancora di più.

E non lo dico per “sentito dire”. Ho ascoltato recensioni online dove dicono che “per chi ha la Hero 5 non conviene fare il cambio” e io non sono assolutamente d’accordo. Almeno dal punto di vista fotografico.

Ho infatti avuto la fortuna di avere contemporaneamente la Hero 5 e la Hero 6 e ho fatto le foto ai medesimi contesti (passeggiate notturne col cane) con entrambe le Cam.

Ed i risultati sono stati disarmanti secondo me.

La GoPro Hero 6 ha una qualità sia ottica che di immagine generata dal sensore che è una spanna avanti rispetto alla Hero 5.

Nelle foto notturne (e lo vedi anche tu negli esempi che ti riporto nel mio articolo) c’è un salto qualitativo veramente enorme.

È noto e constato il miglioramento della gamma dinamica che permette di ottenere immagini e video di qualità più elevata ma secondo me hanno lavorato anche sulla lente perché è molto più resistente ai controluce.

Con la Hero 5 comunque bisognava stare attenti a non avere degli elementi troppo luminosi (lampioni ad esempio) che finivano per rovinare la foto.

Con la Hero 6 invece si possono fare riprese e foto senza tanti scrupoli anche se ci sono tanti elementi luminosi e forti contrasti. Resisterà molto bene.

DOVE STA IL PROBLEMA ALLORA?

Il problema, almeno… per quello che ho constatato e vissuto io, sta purtroppo in altri aspetti. Aspetti che riguardano un controllo qualità scarso o una particolare sfortuna da parte mia.

Aspetti che mi hanno portato ad avere ben 2 GoPro Hero 6 che ho, purtroppo, dovuto restituire entrambe ad Amazon che ha provveduto a rimborsarmi di tutto.

Per questo motivo prima ti ho detto che la fotocamera non fa più parte del mio correndo.

Ripeto… magari sono stato sfortunato, ma mi è sembrato di rivivere i tempi passati quando per l’acquisto di un obiettivo Sigma dovevi già mettere in conto di fare dei possibili recessi.

Prendevi due obiettivi Sigma identici e ti potevi trovare uno con una qualità ottica “professionale” e l’altro che magari si rompeva in mano.

LA MIA VICENDA CON LA GOPRO HERO 6 E AMAZON

La mia vicenda è questa.

Ho acquistato una GoPro Hero 6 su Amazon, come al solito il mio negozio online di fiducia, che puntualmente me l’ha consegnata dopo 2 giorni.

Esteticamente identica, più costosa e con meno accessori in dotazione, ma che non mi sono mancati quando ho potuto constatare la qualità di cui ti parlavo sopra.

Bellissima! Era di fatto diventata la mia “fotocamera portatile”. Sempre nel taschino del giubbotto tanto che stavo pensando di avviare due progetti con questa cam:

  • il progetto #PH360 (che consiste nel fare 1 foto al giorno per 360 giorni) dal quale ricavare un progetto fotografico che volevo poi far vedere alla GoPro a distanza di un anno o a step intermedi (3 mesi, 6 mesi ecc…);
  • un progetto che non centra nulla col blog e la fotografia, ma piuttosto una cosa che riguarda il mondo dell’online. In quanto imprenditore online volevo fare una sorta di “diario” dove ogni giorno parlavo del mio lavoro per poi condividere i video con le persone che mi seguono sotto l’aspetto “imprenditoriale/tecnico”.

Fino a che… non ho fatto caso che lo schermo posteriore presentava un punto bianco molto fastidioso.

Controllo bene e si tratta di un pixel “bloccato”. L’ho notato quando mi sono messo a fare foto notturne al cielo e le stelle.

Quel punto bianco non si vede nelle foto e video diurne di tutti i gironi, ma di sera o in ambienti poco luminosi era veramente fastidioso quanto della polvere sul sensore.

Controllando meglio poi noto che ci sono più pixel bianchi ma meno visibili.

Volendo potevo tenerla così, non sarebbe stata la fine del mondo ed in fondo le immagini che generava non erano colpite da questo difetto. Era solo il pannello posteriore con questa caratteristica.

Ma poi ho pensato “che cavoli… i miei 509 Euro mica erano difettosi… Amazon permette il rimborso e ho pure un diritto di recesso, richiedo la sostituzione”.

Amazon sempre fenomenale appena faccio la richiesta di reso/sostituzione me ne spediscono subito una di nuova e nel frattempo io potevo continuare ad usare quella che avevo. L’importante era che la rimandassi in dietro entro 30 giorni.

Ad ogni modo… dopo un paio di gironi mi arriva il pacco con la “nuova” GoPro Hero 6.

Grande Amazon! Spacchetto tutto e cosa faccio secondo te? Controllo subito - che non mi faccia fregare come la prima volta che non ci ho fatto caso di giorno - che lo schermo sia privo di difetti.

RAGGELATO

GoPro
GoPro

Eh si… quello che ho provato è stato proprio questo. Ho pensato “oddio qui siamo difronte ad un controllo qualità imbarazzante”

Non servono parole, le foto le vedi qui anche tu. Lo schermo della “nuova GoPro Hero 6” era anche peggio della precedente in mio possesso.

Non aveva pixel bloccati ma una disomogeneità della retroilluminazione che era inguardabile. E purtroppo colpiva anche le immagini di giorno.

Inutile dire che ho subito fatto la richiesta di reso ad Amazon anche di questa ed il giorno dopo sono partite entrambe per il “Centro Resi Amazon”.

GoPro
GoPro

E io me ne sono tornato ad usare la mia GoPro Hero 5, qualitativamente inferiore, ma almeno priva di difetti.

CONCLUSIONI SULLA GO PRO HERO 6

La GoPro Hero 6 è indubbiamente un accessorio per il fotografo che ha il suo perché.

  • Non è “il massimo” come videocamera.
  • Non è nemmeno “il massimo” come fotocamera ovviamente.

Ma fa il suo lavoro in modo decisamente egregio e da degli sbocchi creativi enormi.

Certo, non si può pretendere di avere una qualità paragonabile ad una Reflex o una Mirrorless, pensare il contrario è una cosa da sciocchi e lo hai visto anche tu.

Tuttavia l’idea di affiancarla alla tua attrezzatura ha un senso e vale la pena acquistarla.

Sul prezzo possiamo aprire un dibattito enorme. Attualmente questa GoPro Hero 6 costa circa 430 Euro ed è un prezzo “alto” se paragonato a cosa puoi acquistare con questa cifra:

Tuttavia, come detto prima, non consiglio a nessuno di prendere la GoPro Hero 6 per “sostituire” una fotocamera ma piuttosto di prenderla se vuoi affiancare un apparato divertente e che ti darà tante soddisfazioni ad un corredo esistente.

Tanti online dicono che se si ha già una GoPro Hero 5 non ha senso cambiare. Io non sono d’accordo. La GoPro Hero 6 ha un livello qualitativo superiore e di tanto.

Per me è stato particolarmente “difficile” re-impacchettare tutto per restituire le fotocamere difettose ad Amazon. Pur avendo già la Hero 5.

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Ho anche pensato per un attimo di tenermi quella con i pixel bloccati perché in fondo ci potevo anche “convivere” ma poi ho pensato che non è giusto.

Spero tanto che GoPro migliori il suo processo di controllo qualitativo perché attualmente, nonostante tante soluzioni alternative he costano anche meno, nessuna è in grado di generare una tale qualità d’immagine.

Aggiungo anche un piccola frecciatina a GoPro… ho provato più volte a mettermi in contatto con loro prima di fare questo articolo e podcast, sperando di poter fare una chiacchierata, anche visto il fatto che gestisco un blog seguito da una community di oltre 60k persone, ma non mi hanno mai dato nemmeno una risposta.

Ecco… anche questo non è un buon biglietto da visita.

Siamo giunti alla fine del post. Aspetto i tuoi commenti e le tue riflessioni nei commenti…! In più, se l’articolo ti è piaciuto, ti chiedo semplicemente di cliccare “mi piace” condividere questo articolo sul tuo social network preferito!

Recensione Olympus OM-D E-M1 Mark II

Questa non è la solita recensione tecnica, perché ho scritto questo materiale, cercando di esprimere al meglio le sensazioni che ho provato dopo la svolta avvenuta nella mia carriera fotografica, quando ho deciso di provocare la sorte, rinunciando al titolo di Ambasciatore Nikon in Romania, per fare un tuffo di testa, in un mare imprevedibile e vorticoso. (Mircea Bezergheanu) Solo pochi mesi fa, mostravo tanta ignoranza, deridendo il sistema mirrorless a prescindere da chi fosse il produttore.

E-M1

A dir la verità, ero comunque attratto da un nuovo prodotto della Fuji, però le macchine del noto marchio giapponese, avevano tutte grossi problemi di autonomia, aspetto vitale per me e per il tipo di fotografia che prediligo.

Passo settimane intere fuori casa, in luoghi remoti dove non ho la possibilità di ricaricare le batterie e sinceramente, nemmeno portandomi dietro una borsa piena, non avrei risolto il problema.

Sono stato ignorante, e lo riconosco, omettendo i sforzi fatti dai produttori nell’implementare in queste macchine funzioni che non si ritrovano nelle classiche DSLR.

In qualche modo, proprio sotto il mio naso, sono passati anni e anni di evoluzione tecnologica ed il mio primo contatto serio con il sistema mirrorless è stato un bel colpo.

Non e mai troppo tardi riconoscere di aver sbagliato ….

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PREMESSA

Tutte le fotografie presenti all'interno di questa recensione, insieme alle opinioni e valutazioni sul prodotto recensito, sono il frutto del lavoro e appartengono in tutto e per tutto al fotografo romeno Mircea Bezergheanu.

Tecnicafotografica per mano del redattore Flavius Filimon, previo accordi con l’autore, non ha fatto altro che tradurre i testi cosi some sono stati redattati da quest’ultimo, senza togliere ne aggiungere niente.

Dichiarazione etica: non ci è stato chiesto di scrivere nulla sul prodotto, né ci è stato fornito compenso di alcun tipo. All’interno dell'articolo ci sono collegamenti di affiliazione. Se acquisti qualcosa dopo aver cliccato sul link, riceveremo una piccola commissione. Non preoccuparti: i prezzi rimangono gli stessi per te ma aiuterai il blog a crescere.

Premessa di Mircea Bezergheanu

Tutte le fotografie all’interno di questa recensione, sono state riprese in formato nativo ORF, quindi convertite in TIFF/JPEG usando il software PhaseOne Capture One Pro.

Per abitudine fotografo solo in Neutral senza modificare nessun parametro in macchina.

In questo caso, i colori ed il contrasto hanno meno intensità rispetto a quello che noi vediamo a occhio nudo, e di conseguenza le foto sono state lavorate a livello di contrasto e saturazione.

Ci sono tanti scatti dove non e stato bisogno di intervenire in alcun modo dopo la conversione. Se qualcuno ha qualche problema con questo … beh, sono problemi suoi!

Per la precisione, ma anche per mettere il cuore in pace a tutti quanti, ci sarà a disposizione anche un’archivio con le foto a risoluzione massima insieme ai file ORF (RAW). La lettura di questa recensione NON E’ ASSOLUTAMENTE OBBLIGATORIA!

LA STORIA

A soli 5 giorni dopo la annuncio della mia rinuncia al titolo di Ambasciatore Nikon in Romania e di conseguenza alla collaborazione con la Nikon ma anche annunciando che sono in cerca di un nuovo sistema con il quale mettere alla prova tutta la mia carriera fotografica, ho ricevuto un corredo completo Olympus.

Beh … sinceramente non ero molto contento e non gli davo molte speranze di vita nelle mie mani.

Ero ancora radicato in quella mentalità conservativa che sostiene che un sensore piccolo NON PUO essere migliore di uno più grande.

Ebbene … qui inizia lo show! Cercherò di presentarvi quello che ho trovato riguardante questi “piccoli” sensori.

Ho cercato informazioni anche in rete — come tutti — però tutto era molto schematico o copriva soltanto una piccola nicchia, in base alla specializzazione del fotografo che aveva utilizzato l’apparecchio.

Ho anche letto per intero il manuale utente … due volte.

Ho letto più materiale possibile sul sistema mirrorless e sopratutto sui due brand più importanti in questa fascia di mercato: Panasonic e Olympus.

Sono andato a cercare persino la documentazione ed i brevetti registrati in Giappone per la tecnologia che si trova all’interno di queste macchine, quindi mi sono messo a studiare.

Il tutto combinato con uscite fotografiche giornaliere che mi hanno portato ad avere, dopo circa 2–3 mesi, oltre 100.000 (si cento mila) scatti realizzati con i seguenti obiettivi:

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Questo penso che mi da il diritto di trarre qualche conclusione pertinente riguardante il sistema mirrorless sopratutto quello di Olympus.

I metodi utilizzati per testare il materiale sono stati gli stessi usati per testare i prodotti Nikon.

Questi comprendono:

  • uscite sul territorio
  • test nelle più svariate condizioni meteorologiche, partendo dalle montagne innevate con temperature sotto zero fino al caldo infernale del deserto e la polvere dei vulcani nelle isole Canarie.

Lo riconosco, ho provato a non fare paragoni tra il sistema DSLR della Nikon e quello che avevo in mano della Olympus ma non ci sono riuscito.

Ero troppo curioso di vedere e capire ciò che stavo perdendo passando da un sensore più grande ad uno più piccolo, cioè il micro 4/3.

Sbalordito dai risultati, ho capito che non stavo perdendo niente, anzi guadagnavo. Seguitemi …

LO STABILIZZATORE

La prima cosa che ho notato usando il sistema Olympus, è stato il fantastico stabilizzatore incorporato nel corpo macchina.

Riuscivo a fotografare a mano libera laddove non ero mai riuscito a fotografare con il treppiede perché il vento si portava via tutto. Treppiede e macchina fotografica. [n.d.r. le condizioni per arrivare in quel contesto non davano modo di girare con molta attrezzatura tecnica]

Sotto potete vedere scatti di 2–3 o addirittura 4 secondi realizzati a mano libera.

Qui ero a Roque Nublo, subito dopo il tramonto, con un vento infernale. Il treppiede era effettivamente un accessorio inutile.

Seguono dei scatti ripresi sopra delle rocce spazzolate costantemente da fortissime onde che muovevano il treppiede anche se mi appoggiavo sopra.

Cosi ho preferito scattare queste foto a mano libera.

Sono fate di giorno con un obiettivo 12–40mm f2.8 PRO e un filtro ND1000.

Queste sono delle riprese all’interno di una caverna, dove non c’era lo spazio per montare il treppiede e non avevo nemmeno il tempo per farlo.

Quindi, ho scattato a mano libera, appoggiandomi alle rocce.

Che sia chiaro, questo non e un vantaggio che dipende dalla dimensione del sensore.

È solo l’eccellente tecnologia IBIS (In Body Image Stabilization) che si ritrova all’interno del corpo della Olympus OM D E-M1 Mark II.

Tuttavia è avvantaggiata dalle dimensioni del sensore usando una realtà fisica a tutto vantaggio del sensore micro 4/3.

MACROFOTOGRAFIA

Sappiamo tutti che nella fotografia macro ma anche nei ritratti quando si scatta con un diaframma aperto a f/1.8 e a distanza ravvicinata, abbiamo grossi problemi per quanto riguarda la profondità di campo in quanto ridottissima.

In questo senso, se si fotografa un soggetto in modalità macro o close-up, con un sensore FF o APS-C ci si trova nella situazione che a f/8 il soggetto non è comunque tutto a fuoco ma solo una piccola parte di esso sarà nitida.

Una situazione poco gradevole che ci obbliga a due scelte:

  • Chiudere il diaframma
  • ricorrere alla tecnica chiamata FOCUS-STACKING.

Chiudere il diaframma

Nella prima e immediata soluzione ci si vede obbligati ad alzare la sensibilità ISO, quindi riducendo la gamma dinamica e rinunciando anche a un po di dettaglio fine.

Focus Stacking

Nella seconda situazione ci s’imbatte nell’impossibilità di fotografare soggetti che si muovono spostando l’attenzione sui soggetti morti o immobili scattando solo con la macchina sul treppiede e perdendo dai 10 ai 30 minuti per ogni scatto.

Ebbene, Olympus ha integrato molto bene questa funzione nel menu della fotocamera, sfruttando anche la dimensione ridotta del sensore che ci presenta già il primo vantaggio.

Una Profondità Di Campo maggiore che permette di scattare con aperture più ampie e senza alzare troppo la sensibilità ISO che riduce la gamma dinamica [n.d.r. per via del fattore di moltiplicazione].

Dunque, abbinando la maggiore PDC anche con diaframmi più aperti alla funzione Focus Stacking, si può fotografare qualsiasi soggetto mantenendolo a fuoco e senza andare in diffrazione come succede con diaframmi molto chiusi.

L’integrazione di questa tecnologia mi ha permesso di fotografare soggetti vivi che si muovevano lentamente o soggetti mossi dal vento.

La percentuale di riuscite era di circa 6 su 10.

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IL FOCUS STACKING OLYMPUS

Nel focus stacking la macchina esegue una successione di scatti a raffica — impostabili da 2 a 199— spostando il punto di messa a fuoco dopo ogni scatto.

Il tutto avviene generalmente in un tempo al di sotto di un secondo e lo stabilizzatore integrato fa si che gli scatti sono abbastanza allineati.

Successivamente avviene la fase due del processo con due varianti:

  • la prima richiede il salvataggio delle foto per un’ulteriore editing con Photoshop o diversi altri software dedicati al focus stacking. In questo caso si possono scattare fino a 199 ORF cioè RAW alla massima risoluzione per ogni esposizione.
  • Nella seconda situazione si può decidere di lasciare alla macchina il compito di unire tutti gli scatti ottenendo in circa 15–20 secondi un file JPEG a risoluzione massima. L’unico neo di questa modalità e che nella composizione della foto finale verranno utilizzati soltanto 9 scatti. I file ORF che compongono la foto finale verranno anch’essi salvati sulla scheda di memoria, nel caso in cui si desidera di lavorarli ulteriormente con il computer.

Personalmente sono completamente soddisfatto dal risultato ottenuto lasciando tutto alla macchina.

Nelle foto sottostanti sono i risultati del focus stacking in macchina, con i primi mostrando lo stesso soggetto fotografato con e senza la funzione focus stacking attiva.

Un’altra sequenza di scatti senza la funzione Focus Stacking attiva.

Altri scatti realizzati con la funzione Focus stacking attiva.

Un’altra sequenza di scatti senza la funzione Focus Stacking attiva.

In fine uno scatto forse impossibile da realizzare con una DSLR tradizionale usando il focus stacking.

La mia affermazione si basa sul fatto che avrei dovuto piazzare il treppiede — in questo caso ho scattato a mano libera — mentre l’insetto era vivo, in leggero movimento, e dopo circa 3–4 secondi ha spiccato il volo.

Anche il tempo avrebbe lavorato contro di me in quanto, per tutti i 9 scatti, ci sarebbero voluti circa 15 minuti.

Ancora una volta, la prova che questo sistema mi offriva degli “attrezzi” che non avrei avuto in un DSLR, con il conseguente fallimento nell’ottenimento uno scatto del genere:

Devo precisare però che la funzione focus stacking con l’unione degli scatti direttamente in macchina può essere attivata soltanto in accoppiata con un numero limitato di obiettivi Olympus della gamma PRO e obiettivi Macro.

Questi obiettivi hanno nel processore interno un’algoritmo che permette di spostare il piano focale in modo indipendente, lasciando libero il processore della macchina fotografica per effettuare lo sviluppo ed unire gli scatti realizzati.

La macchina fotografica riconoscerà l’obiettivo e, leggendo la memoria interna di quest’ultimo, userà lo schema registrato specifico per ogni obiettivo.

Ho anche scoperto che uno degli obiettivi nella mia lista dei desideri, nel quale avrei voluto avere questa funzione integrata, non era nella lista di quelli compatibili con la funzione. Mi riferisco al Olympus 25mm f/1.2.

La foto sottostante è l’esempio perfetto per mostrarvi il lavori dove avrei utilizzato la funzione focus stacking con l’obiettivo 25mm f/1.2, obiettivo non macro.

Questo è un ritratto ripreso di semi-profilo, cioè a 45 gradi. Scattando con il mio nuovo sistema e la funzione focus stacking avrei avuto tutti e due gli occhi a fuoco. Semplice ed efficace!

Con questa immagine riporto in vista un’altro concetto fisico malinteso da chi usa le macchine a pieno formato. Questo sbaglio lo facevo anch’io per essere sincero:

“Credevo fosse impossibile avere una ridotta profondità di campo con un bel bokeh usando un sensore piccolo fin quando ho messo le mani sul micro 4/3 Olympus”

La teoria dice cosi e non sbaglia: sensore più piccolo = PDC più grande.

Però ho osservato che non è poi così evidente ma sopratutto risolve l’eterno problema riscontrato con il formato 36mm, quando scattavo ritratti con inquadratura stretta, tipo testa e spalle, usando un diaframma molto aperto.

Parlo della difficoltà estrema nell’avere tutti e due gli occhi a fuoco.

Non era solo la colpa dei miei micro movimenti ma bastava anche un leggerissimo movimento del soggetto per dire addio ad uno dei occhi a fuoco.

E dobbiamo tener presente che scattavo a f/1.4 perché se avessi osato fare il “tamarro” scattando per esempio con un 85mm a f1.2, la foto sarebbe stata compromessa in partenza vista la PDC di soli 3–4 millimetri.

Per questo motivo, con il formato 36mm, dovevo chiudere per forza a f/2.2… f/2.8… persino a f/3.5 quando facevo questo tipo di ritratti, nonostante avessi montato un obiettivo f1.4 o f1.2 sulla macchina. È fisica!

Il sistema micro 4/3 invece mi ha offerto la possibilità di scattare a f/1.2 anche dalla minima distanza di messa a fuoco del obiettivo.

Tutto combinato con la funzione focus stacking, i limiti nella composizione sono spariti.

La seguente lista contiene obiettivi identificati da me che supportano l’attivazione della funzione FOCUS STACKING con l’unione degli scatti IN CAMERA.

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IL VANTAGGIO ISO ED APERTURA

Un’altra rivelazione scattando ritratti e macro con il micro 4/3 è stata quella che, avendo una maggiore PDC, potevo di conseguenza usare una sensibilità ISO inferiore quando scattavo con poca luce.

Questo perché io faccio ritratti in qualsiasi condizione di luce senza mai usare il flash.

Lo stesso concetto viene applicato anche nella fotografia Wild-life.

Ipotizzando che il mio soggetto si trovi nel bosco e voglio fotografarlo da vicino:

  • mi trovo nella situazione di dover alzare gli ISO oltre 1600
  • la PDC ridotta mi obbliga a chiudere il diaframma di uno o due stop
  • Tutto questo mi fa alzare di ancora di più la sensibilità arrivando a 3200 o 6400 ISO.

Seguono 2 scatti realizzati con la Nikon D800 e Nikon D5, rispettivamente con il teleobiettivo Nikkor 600mm f4 e 300mm f4, per mostrarvi quanto ridotta era la PDC, mettendomi nell’impossibilità di avere tutta la testa a fuoco.

Avevo soltanto pochi millimetri a f/7.1, sia col 600mm che con il 300mm.

Aggiungo una foto a ISO 1600, scattata con la Olympus OM D M1 MkII, con una focale equivalente a 300mm ma con il diaframma a f/2.8.

Se avessi scattato con una macchina Full Frame avrei dovuto scattare intorno ai 6400 ISO per avere la stessa esposizione ma non con la stessa pulizia e gamma dinamica.

Avrei avuto un’immagine con la stessa qualità da tutti i punti di vista scattando con la D5 … ma non tutti si permettono una Nikon D5!

CLICCA SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

Per quanto riguarda il dettaglio nelle fotografie realizzate con il sistema Olympus micro 4/3, ecco una carrellata di scatti eseguiti nel range ISO 200 — ISO 5000.

Fate voi!

ISO 250

ISO 1600

ISO 200

ISO 640

ISO 5000

SCATTI IN NOTTURNA

Visto che si parla di dettaglio a ISO alti ecco a voi qualche scatto notturno a 3200–6400 ISO.

A queste sensibilità credevo di avere grossi problemi. Mi sono subito tranquillizzato dopo i primi scatti.

Un altro vantaggio molto valido è stato un’obiettivo unico e particolare. Si tratta di un fish-eye della Olympus con un diaframma massimo di f/1.8, obiettivo che nessun’altra casa produce. E unico sul mercato!

Per quanto affermato fatemi spiegare facendo un paragone con il sistema Nikon più precisamente con la Nikon D810.

Con la Nikon D810 in abbinamento al fish-eye Nikkor, che tra l’altro ha un diaframma massimo di f/2.8, per fotografare la Via Lattea sono obbligato a chiudere fino a f/4 per avere un po di dettaglio nella foto in quanto il fish-eye Nikkor è molto morbido a f/2.8 in particolare ai bordi e angoli dell’inquadratura.

Invece, fotografando con la Olympus, il loro fish-eye mi permette di impostare il diaframma a f/1.8 guadagnando cosi circa 2–3 stop di luce.

Questo si traduce in ISO più bassi. Praticamente in una situazione dove con la Olympus OM D E-M1 MkII scatto a ISO 1600 dovrei impostare ISO 6400 sulla Nikon per avere risultati simili.

Ad ogni modo il fish-eye della Nikon ha uno schema ottico di ormai 25 anni e non può competere con il fish-eye Olympus, nemmeno chiuso a f5.6.

Ho sentito che la Nikon ha lanciato una versione nuova del fish-eye ma più buio, quindi … niente da perdere.

Ecco uno scatto a ISO 6400, fatto con la Olympus, nel buio totale in una notte senza la luna. Il diaframma dell’obiettivo è a f/1.8.

Ora, lascio a voi i calcoli per capire a che valore dovrei salire con la Nikon D810 ed il nuovo obiettivo Nikkor fish-eye, che offre soltanto un f4 su FF. Per caso oltre 25000 ISO? … A me risulta questo.

Quindi, un’altra volta mi sono chiesto:

dov’è il vantaggio di una FF nella vita reale, in campo? Lo so in studio è migliore non lo contesto. Ma io non fotografo in studio… pam, pam!

Dimenticavo … Ecco uno scatto a ISO 6400, a mano libera, in una grotta.

C’è di tutto: gamma dinamica e anche cromatica, esattamente come in qualsiasi altro apparecchio fotografico moderno.

Questo e stato soltanto un test eseguito per curiosità.

Sempre di notte e non solo — utili anche per la fotografia nello studio — possiamo scegliere tra due funzioni implementate in modo eccellente.

LA FUNZIONE LIVE COMPOSITE

Con la prima — Live Comp — si possono fare esposizioni fino a 3 ore facendo Light Painting o Star trails.

E, cosa molto interessante, non c’è più quella noiosa riduzione per il rumore sulle lunghe esposizioni che richiede un’altra esposizione “a vuoto” con la durata uguale a quella di prima. In questo caso sarebbero state 3 ore.

Olympus ha implementato un altro tipo di riduzione rumore sulle lunghe esposizioni, più efficiente e molto più corta, che fa uno scatto a vuoto di circa 60 secondi prima ed un’altro scatto di 60 secondi, sempre a vuoto, dopo l’esposizione.

Finalmente liberi da quell’attesa spaccamaroni, dove non si faceva niente, con la macchina che consumava la batteria in quando si esponeva per niente, perdendo il resto della notte soltanto… aspettando.

I miei test hanno rilevato una durata della batteria di circa 4 ore per un’esposizione continua e il doppio dell’autonomia aggiungendo il grip/booster. Più che sufficiente direi!

Per questa tecnica bisogna fare attenzione che il primo scatto abbia l’esposizione corretta.

Il resto dei scatti si limita ad aggiungere soltanto gli elementi luminosi sopra l’esposizione base.

Inoltre… durante la fase di scatto si può osservare la costruzione degli star trails direttamente sul display della fotocamera.

LA FUNZIONE LIVE TIME

Con la seconda funzione — Live Time — si possono fare scatti di 60 secondi sommati in sequenza ed il numero di scatti viene dato dal valore degli ISO.

Più e alta la sensibilità e minore sarà il numero di scatti necessari per l’esposizione.

Da 8 scatti a ISO 1600 fino a 24 scattando a ISO 200.

Quindi abbiamo approssimativamente mezz’ora di esposizione multipla dove la luce si accumula con il rumore andando sempre a calare.

Possiamo semplicemente vedere sul display come la scena inquadrata s’illumina con l’istogramma che si sposta. Interrompendo l’esposizione quando ci conviene!

Devo spiegarvi che Olympus OM D M1 MkII è l’unica fotocamera che ti permette di avere un’anteprima della Via Lattea sul display consentendo di inquadrare e comporre anche nella notte più buia?

Cosa che con le altre fotocamere tradizionali era molto difficile con un mirino praticamente nero sforzandomi nel fare test su test per centrare l’inquadratura.

Ecco una foto realizzata in una notte senza luna, a ISO 200!!!

È stata la prima volta dove sono riuscito ad avere un dettaglio nell’erba presente nel primo piano con in più il colore.

Questo piccolo sensore umiliava tutte le altre fotocamere che si ritenevano “di un certo livello”, che io stesso lodavo fino ad un certo punto.

Tutto questo solo perché gli ingegneri della Olympus sono riusciti ad implementare in modo geniale queste funzioni, dimostrando che capiscono molto bene come si lavora con la luce.

Certo… ci sono anche cose da rimproverare ma le facciamo alla fine perché c’è una lista…

Altri scatti notturni o al tramonto, con esposizioni fino a 60 secondi.

La nuova Olympus OM D E-M1 MkII permette di impostare direttamente dal menu, esposizioni fino a 60 secondi, a differenza dei 30 secondi della maggior parte delle DSLR.

Passiamo ora alla presentazione di alcuni scatti che possono aiutare ad valutare la capacità del sensore di riprodurre scene con un elevatissimo contrasto, permettendo di valutare anche la gamma dinamica.

Per finire, pubblico una foto realizzata in una situazione impossibile.

Avevo fotografato la luna all’80% della luminosità quando questa era vicina alla Via Lattea sulla volta celeste.

Mi aspettavo un risultato molto diverso. Invece, quello che e uscito, mi ha lasciato a bocca aperta.

Notte… controluce… e ho beccato sia la Via Lattea che il dettaglio nelle colline. Si amico mio, questo significa essere figo!

La scena non e artistica ma fa quanto tre trattati sull’esposizione e gamma dinamica.

E se non ve l’avevo ancora detto … notte, controluce, Via Lattea, la Luna, colline … tutto in uno singolo scatto … alla faccia del nemico. :)

Da quel momento in poi ho piena fiducia in questo attrezzo perché ha dimostrato che PUO!

ALBA E TRAMONTO

E visto che abbiamo parlato tanto di notturne ecco qualche alba, giusto per poter valutare ancora meglio la gamma dinamica di questa macchina…

Passiamo ora ad un’altro capitolo — il Ritratto.

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IL RITRATTO

Pensavo che la faccenda sarebbe stata “così-così” perché il sensore più piccolo avrebbe dato un bokeh più debole, invece la realtà e stata molto più dolce.

Pare che gli obiettivi della Olympus sono realizzati tenendo conto di questo handicap del sensore.

Ma dopo tanti ritratti fatti con la Olympus OM D E-M1 MkII ho capito che posso compensare con la tecnica ciò che stavo perdendo per via delle leggi della fisica.

Ora sto aspettando gli obiettivi con apertura massima di f1.2 … Sara da divertirsi!!!

Nel frattempo ho valutato la riproduzione del colore e la texture della pelle scoprendo che gli ingegneri della Olympus utilizzano un metodo molto ingegnoso per rendere i loro prodotti speciali.

Mi chiedevo come hanno fatto a scoprire quel effetto magico, trovato fin`ora soltanto nel Nikkor 105mm f/1.4.

Ebbene hanno lavorato sulla l’MTF realizzando uno schema ottico ottimizzato per la riproduzione dei toni della pelle.

Precisamente i dettagli più grossi sono riprodotti molto bene e molto definiti mentre la texture della pelle, tipo i pori e le piccole imperfezioni sono più morbidi.

In questo modo l’obiettivo risulta molto nitido generalmente, però morbido a livello cromatico, di micro-contrasto e dettaglio fine della pelle.

Tanto di capello!

Mi chiedevo anche per il bokeh come mai è cosi bello e ho scoperto:

  • Il passaggio da nitido/definito a sfocato è molto brusco sfruttando una progressione algoritmica molto bene studiata ed implementata.

Ecco un’esempio seguito da un crop al 100%.

CLICCA SULL’IMMAGINE PER INGRANDIRLA

Aggiungo alcuni scatti dove ho osservato attentamente il bokeh.

Sono foto scattate nella folla, con distanze veramente ridottissime tra il soggetto e le persone che lo circondavano.

Soltanto in questa occasione mi sono accorto della progressività del bokeh.

Cosi ho iniziato a studiare la documentazione dei brevetti degli obiettivi e gli MTF sulla base di quanto riuscito a trovare in rete.

Comunque si può vedere che ho la possibilità di separare il soggetto dallo sfondo persino quando questo si trova immerso nella folla con altri soggetti molto vicini.

La profondità di campo ha un passaggio molto netto da nitido a sfocato ma è abbastanza incidente da permettermi di avere tutti e due gli occhi del soggetto all’interno della zona nitida.

Si raggiunge cosi un’equilibrio eccellente tra la zona nitida e lo sfocato.

E dovrei ancora sognare una FF?

LA FOTOGRAFIA DI PAESAGGI

E cosi siamo passati alla fotografia paesaggistica e qui avevo a disposizione un’altra funzione rivoluzionaria implementata dal produttore.

LA FUNZIONE HI-RES

Con la funzione Hi-Res ho la possibilità di ottenere file RAW da 80 MPix e 50 MPix in formato JPEG.

Questo e possibile spostando il sensore da 20 megapixel in otto posizioni differenti durante l’esposizione facendo praticamente 8 esposizioni poi combinate in camera generando cosi un file nativo da 80 megapixel.

Non si tratta di interpolazione perché i pixel sono reali quando viene effettuata la ripresa.

Sempre con la funzione Hi-Res attivata riesco anche a guadagnare circa 1,5 stop per quanto riguarda il rumore digitale.

Cioè questo è minore negli scatti dove ho usato Hi-Res rispetto agli scatti normali. Ho fatto questa osservazione fotografando di notte con la funzione Hi-Res attiva.

La sensibilità ISO massima alla quale si può ancora attivare la funzione Hi-Res è 1600 ISO con un diaframma massimo di f/8. Sinceramente qui non vedo alcuna limitazione.

In più con Hi-Res attiva impostando tempi di esposizione diversi nelle otto esposizioni dello stesso scatto si va in pratica a simulare l’effetto di un filtro neutro digradante anche se è comunque leggermente diverso.

I seguenti scatti sono stati realizzati sia con un filtro ND che con la funzione Hi-Res.

Altri paesaggi, Hi-Res disattivata.

FOTO IN STUDIO

Si va avanti, entrando nello studio, dove il livello di riproduzione del dettaglio fine ha superato tutte le mie aspettative.

Tanto di capello anche in questo caso. È veramente un piacere lavorare nello studio con la Olympus OM-D E-M1 Mark II.

Ne parlerò di come si possono sfruttare le funzioni Live Comp usando sorgenti di luce banalissimi, come un telefonino o una torcia a LED. Questo però sarà in un’altro articolo.

LA FUNZIONE PROCAP

Un’altra funzione che non riesco a trovare cosi bene inserita in nessun’altra fotocamera — c’è l’hanno alcune compatte ma fa veramente pena — e la funzione ProCap.

Veramente … da sogno!

Questa funzione mi ha dato la possibilità, per la prima volta nella vita, di riprendere arcieri mentre lanciano le frecce o il fuoco uscendo dalla canna del fucile, tutto già dai primi scatti.

Semplicemente perché quando metto la macchina d’avanti agli occhi e premo il pulsante di scatto a metà:

  • la macchina inizia a scattare usando l’otturatore elettronico
  • registrando le foto nel buffer, ma senza scriverle nella memory card.

La velocità di scatto e allucinante! 60 scatti al secondo a risoluzione massima!!!! E posso scattare sia RAW che RAW+JPEG. Questo rileva e conferma la presenza di due processori “quad core” in funzione.

Tornando alla nostra discussione, la macchina scatta e mantiene nel buffer i sessanta scatti, continuando a scattare anche dopo aver premuto completamente il pulsante di scatto finche quest’ultimo viene rilasciato.

Ma e alla fine di questo processo che accade la magia.

Dopo aver finito la sequenza di scatto nella memory card vengono registrati, oltre agli scatti ripresi normalmente, anche 14 scatti ripresi prima di aver premuto completamente il pulsante di scatto. Pam, pam!

In questo modo anche se io avevo perso l’attimo/il movimento/lo sparo ho la possibilità di ritrovare nei 14 scatti precedenti anche la foto che “pensavo” di riprendere.

Guardate…

La stessa funzione usata con successo anche nel wild life

La raffica continua per qualche secondo, fino a quando il buffer e pieno, poi cala a 9.5 frame al secondo fino al riempimento della scheda di memoria.

E visto che si parlava di wild life, passiamo al prossimo capitolo.

LA FOTOGRAFIA WILD-LIFE

Questa e stata l’occasione ideale per testare l’efficacia del autofocus

Ho usato anche soggetti umani per testare l’autofocus

Ho usato anche soggetti umani per testare l’autofocus

LE CRITICHE

E cosi ho costatato che la velocità di focalizzazione è veramente eccezionale ma il sistema di gestione dello stesso e l’algoritmo della focalizzazione non sono proprio all’altezza. L’implementazione e molto semplicistica, nonostante sembri qualcosa di sofisticato.

AUTOFOCUS

Rimprovero anche la mancanza un punto autofocus master quando scelgo di mettere a fuoco usando un gruppo di punti autofocus.

La macchina sceglierà da sola il punto sul quale farà la focalizzazione iniziale, cosa che mi crea grossi problemi quando devo fotografare un’animale posto a 45 gradi rispetto al piano focale.

L’apparecchio non sa qual’è la testa o la coda e cosi focalizza usando il primo punto che trova la zona più contrastata. Questo mi obbliga ad usare un solo punto AF per avere la certezza che la zona nitida sarà la dove voglio io.

Per ora il menu mi da la possibilità di scegliere tutti i punti AF (eccessivi) o solo alcuni (troppo pochi) il che rende estremamente difficile tenere a fuoco un’uccello in volo rapido specialmente quando lo sfondo non e pulito e non e indicato attivare tutti i punti AF.

Anche la dimensione dei punti AF è troppo grande. In più dopo aver scattato, andando a rivedere la foto su display, non posso veder evidenziato il punto di messa a fuoco scelto.

IL MIRINO

Sempre al capitolo rimproveri … la qualità del mirino. Ci sono state situazioni quando non mi veniva di premere il pulsante di scatto perché quello che vedevo attraverso il mirino sembrava brutto, quindi non valeva la pena scattare.

Invece appena toglievo l’occhio dal mirino mi si presentava davanti un paesaggio da sogno… Meno male che nella fotografia wild-life non c’è neanche quel lag fastidioso.

Per ora considero il mirino soltanto uno strumento aggiuntivo che mi aiuta nell’inquadratura e basta. Non lo uso per nient’altro.

L’AVVIO DELLA FOTOCAMERA

All’accensione della fotocamera c’è un lag — tempo morto —troppo lungo.

Io con la Nikon potevo fotografare dopo circa mezzo secondo dall’identificazione del soggetto essendo l’apparecchio sostanzialmente sempre acceso. Ora, me lo posso dimenticare… purtroppo.

IL BATTERYGRIP

Un’altro malcontento — il booster/batterygrip non ha la funzione di ricarica delle batterie attraverso la porta USB.

Sony invece ha implementato questa funzione con successo.

IL SISTEMA FLASH

Un’altro aspetto negativo e la mancanza dei flash TTL dedicati. L’unica soluzione offerta da ProFoto mi sembra molto cara… troppo cara.

Il lampeggiatore di casa, Olympus 900, ha un lag inaspettatamente lungo quando in modalità TTL però si muove bene in manuale.

AUTONOMIA

La Olympus OM -D E-M1 MkII è una sorpresa nella durata della batteria.

Dopo aver fotografato una modella sulle dune, dopo la visualizzazione di vari file e registrando anche un paio di filmati in 4K, la batteria si è fermata quando il numero d scatti con una sola ricarica segnava 3078 scatti.

Non parlo del WildLife, perché in questo genere è difficile fare una statistica sul consumo della batteria. Potresti scaricare una batteria soltanto tenendo premuto il pulsante di scatto, aspettando che l’uccello spicchi il volo. Il battery grip con la batteria aggiuntiva e d’obbligo in questo caso.

CONCLUSIONI

Tutto sommato ora ho a disposizione un’attrezzo professionale che mi permette di fare tutto quello che so fare, senza farmi sentire limitato da nessun punto di vista.

La macchina fotografica non è altro che un’attrezzo, tutto ciò che è importate si trova dietro al mirino.

Oggi Olympus offre un sistema maturo, con circa 200 obiettivi, se prendiamo in considerazione anche i produttori di terze parti, che coprono focali da 7mm a 840mm e con esemplari che vantano aperture anche di f/0,95.

Ho anche adocchiato un Voightlander Nocton 10,5mm f/0,95 per fare fotografia notturna, abbinandolo ad un’altro obiettivo Olympus. Il fish-eye 8mm f/1,8, che vanta una qualità ottica sorprendente.

Le ottiche professionali hanno prezzi più economici di circa la metà, o addirittura un terzo, rispetto alla controparte Canon/Nikon con una qualità ottica che supera gli obiettivi Canon/Nikon ed offrendo fino a 74 l/m rispetto allo standard Canon/Nikon di 45 l/m.

Abbiamo cosi una definizione molto più alta capace di risolvere l’alta densità di pixel dei sensori micro 4/3.

Questo si traduce in dettaglio estremamente ricco. Vedi la texture degli obiettivi fotografati, presenti nella sezione macro, di questa recensione.

Olympus offre gratuitamente anche un software prodotto dalla casa per la trasformazione dei file ORF in TIFF o JPEG, però è molto lento e ogni tanto si blocca.

Personalmente ho scelto di utilizzare un programma prodotto da Phase One che offre una soluzione professionale estremamente potente per la conversione dei file.

E veramente sopra Adobe Lightroom, software che non raccomando per niente.

Sembra che Lightroom non riesca in alcun modo a convertire in modo efficiente i file ORF in file TIFF.

SCOPRI QUANTO COSTA

Si tratta ovviamente di una fotocamera di primissimo livello e top di gamma, quindi non aspettarti un prezzo sotto i 3000 Euro… Ma anche no!

Il bello di questa Mirrorless è che ha un prezzo che mediamente trovi nelle Reflex semi-professionali, con molte meno funzioni e tecnologicamente meno avanzate.

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Obiettivo fotografico o fotocamera. Quale cambiare prima?

Oppure in quale dei due investire prima i propri soldi? Beh… non è così scontato. Se vai in un qualsiasi circolo fotografico o parli con qualsiasi appassionato di fotografia di questo aspetto è probabile che ti dia la più scontata delle risposte:

Non ci sono dubbi! Investi nell’obiettivo!

Io voglio, con questo articolo, affrontare un punto di vista diverso ed in parte “sfatare” questo luogo comune.

Ascolta il podcast:

Dalle mie parti — sono Veneto per chi non lo sa — si usa dire:

“El sajo no’l sa gnente, l’inteigente el sa poco, l’ignorante el sa tant, el mona el sa tut!”

(Il saggio non sa nulla, l’intelligente sa poco, l’ignorante sa tanto, l’imbecille sa tutto).

Ok, premessa un po’ divertente ma il succo del discorso è che spesso ci si focalizza in luoghi comuni — buoni magari un tempo — ma estremamente inadatti ed inadeguati all’evolversi e situazione attuale del mondo della fotografia.

Ed è questa la cosa che tante persone tralasciano: un’analisi attenta di come stanno attualmente cose

E smettiamola pure anche con le solite frasi fatte che spesso ricevo come:

“se non sei un professionista non serve avere un corpo macchina moderno ma anzi, puoi usare obiettivi vintage e mettere a fuoco manualmente”.

Perché scusa? Una persona deve essere professionista per voler un corpo macchina efficiente, moderno ed estremamente tecnologico?

O deve sentirsi un detrattore della “vera fotografia” se vuole coniugare la passione per la fotografia con quello della tecnologia?

Prima di continuare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai prima di tutto, e gratuitamente, dei materiali per apprendere alcune tecniche fotografiche. Per secondo, riceverai settimanalmente dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »

Obiettivo o Fotocamera
Obiettivo o Fotocamera

OBSOLESCENZA. CAPIAMO IL SIGNIFICATO DEL TERMINE

Avrai spesso sentito dire o parlare — in altri ambiti che non sono fotografici come quello automobilistico — di “obsolescenza” o di “automobile obsoleta”.

In modo specifico questo è il significato (Dizionario):

In economia, la perdita di valore e di efficienza economica subita da un bene (capitale o di consumo) per effetto della comparsa sul mercato di un bene (macchinario oppure prodotto) tecnicamente più perfezionato e più competitivo, o anche, più semplicemente, a causa della sua usura.

Magari in ambito informatico è più facile da capire: un computer di 10 anni fa non riesce minimamente a competere in velocità di calcolo con un computer moderno e per questo motivo viene definito “obsoleto”.

In fotografia le cose non stanno tanto diversamente, specie se guardiamo le fotocamere digitali moderne che — di fatto — racchiudono nei loro firmware ed hardware delle caratteristiche che si avvicinano molto agli aspetti informatici.

Anche gli obiettivi, man mano che diventano più evoluti, stanno integrando dei componenti elettronici che vanno oltre al semplice “motore autofocus ad ultrasuoni” ma mantengono ancora una predominanza dell’aspetto “materiale” (qualità delle lenti e schema ottico).

OBSOLESCENZA. OBIETTIVI VS CORPI MACCHINA

La questione riguarda proprio la differenza tra l’influenza dell’elettronica negli obiettivi rispetto ai corpi macchina prodotti negli ultimi 10 anni.

Un buon obiettivo di qualità prodotto nel 1997 non ti darà una qualità d’immagine tanto diversa da quella di un medesimo obiettivo prodotto nel 2017.

A distanza di 20 anni se vai a fare delle analisi approfondite noterai che le grandi innovazioni ed evoluzioni negli obiettivi riguarda principalmente l’inserimento di stabilizzatori d’immagine (che magari hanno portato allo stravolgimento dello schema ottico) ma che non ha — senza considerare la stabilizzazione ovviamente — portato miglioramenti tangibili sotto l’aspetto risolutivo (Olympus a parte che ha realizzato obiettivi con capacità risolutive sopra la media).

Anzi, ad essere sinceri, ci sono molti casi e test che hanno dimostrato come lo stabilizzatore ottico inserito all’interno degli obiettivi moderni hanno portato ad una leggera perdita qualitativa, se pur minima e del tutto compensata dal grande vantaggio dello stabilizzatore.

Completamente diversa è la storia per quanto riguarda i corpi macchina.

Una reflex del 2003 (Canon 300D) ora sarebbe “improponibile” con i suoi 6.3 megapixel!

Per essere semplici e chiari:

  • gli obiettivi hanno sentito poco l’effetto dell’obsolescenza.
  • i corpi macchina hanno risentito dell’obsolescenza alla stregua di un computer.

Ma quindi? Conviene cambiare corpo macchina piuttosto che cambiare l’obiettivo?

Obiettivo o Fotocamera
Obiettivo o Fotocamera

IL PUNTO: CAMBIO OBIETTIVO O CORPO MACCHINA?

Volutamente non voglio prendere una posizione su questo aspetto perché voglio portarti a fare un ragionamento che ti permetta di capire — da solo (o da sola) — se ti conviene cambiare uno o l’altro.

Un tempo le fotocamera svolgevano tutto sommato un ruolo marginale: erano dei semplici contenitori di un “rullo fotografico analogico” dove veniva impressa l’immagine.

I rullini fotografici tutto sommato erano sempre quelli, prodotti con la stessa formula da decenni e con caratteristiche standardizzate nel corso degli anni.

Per questo motivo “tutta la qualità” era data — sotto l’aspetto tecnico — dall’obiettivo.

Oggi le cose stanno diversamente.

Un corpo macchina digitale controlla:

  • la gamma dinamica
  • l’esposizione
  • la messa a fuoco
  • la misurazione esposimetrica

Un corpo macchina digitale è inoltre responsabile e determina:

  • la risoluzione (e dimensione) delle immagini scattate
  • la velocità di registrazione delle immagini su scheda di memoria
  • la qualità “video” (perché fanno anche video)
  • la qualità dell’immagine (effetto moiré)
  • la resistenza al rumore

Di seguito voglio fare una piccola rassegna su delle caratteristiche importanti da tenere in considerazione per capire cosa ti conviene fare e si basta tutto sul tipo di fotografia che “tendenzialmente” fai o vorresti fare.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post: condividi e metti “mi piace” a questo articolo!

FOTOGRAFIA DI RITRATTO

modalità di scatto
modalità di scatto

Se ti piace fare fotografia di ritratto oppure vuoi approfondire questo aspetto, allora gli aspetti che ti tornano più utili sono:

  • un buon autofocus
  • un numero maggiore di punti di messa a fuoco

Già partendo da questi primi due punti tendenzialmente un corpo macchina moderno ti porterebbe maggiori benefici rispetto all’uso di uno più vecchio, usato ed obsoleto.

Allo stesso modo però torna comodo un corpo macchina più moderno per poter disporre di:

  • gamma dinamica maggiore
  • gamma ISO più elevata e di qualità maggiore
  • possibilità di scattare con tempi di scatto oltre 1/10000 di secondo (per creare un ottimo bokeh in pieno giorno).

Gli obiettivi nei ritratti…

Certamente anche gli obiettivi hanno un ruolo determinante nella fotografia di ritratto — specie nella gestione dello sfocato — ma in questo contesto ritengo che spendendo veramente poco (esempio un 50mm f/1.8) puoi avere per le mani già un obiettivo interessante per questo scopo.

Quindi, in questo contesto, forse ti conviene dare una quota di budget maggiore al corpo macchina sacrificando magari l’obiettivo ripiegando su uno di più economico (oppure usando con intelligenza quello di cui già disponi come spiego nel mio manuale sul bokeh — clicca qui per vederlo).

STREET PHOTOGRAPHY

Esposimetro
Esposimetro

In questo ambito forse ci sei arrivato da solo senza che io ti anticipi nulla.

Se hai già fatto street sai bene come il corpo macchina sia determinante ma in modo diverso da quello che ti aspetti di sentire.

In questo ambito fotografico in genere hai la necessità di:

  • un corpo macchina compatto, ridotto all’osso e discreto ma estremamente versatile
  • autofocus preciso, rapido e senza intoppi
  • schermo LCD basculante per poter vedere cosa stai fotografando tenendo in alto, in basso o per passare inosservato alla faccia delle persone inquadrate
  • esposimetro preciso
  • sistema di scatto poco rumoroso o totalmente silenzioso

Ed ovviamente non mancano gli elementi basilari della fotografia di ritratto quindi:

  • gamma dinamica
  • poter usare ISO elevati (visto che si scatta a mano libera)

Poco da fare… se queste sono le premesse allora secondo me le fotocamere ideali per te sono le MIRRORLESS.

Il problema è che attualmente le mirrorless sono ancora piuttosto costose visto che sono ancora nella fase di affermazione sul mercato.

In questo contesto è quasi naturale dover dedicare la quota maggiore del budget sull’acquisto del corpo macchina.

Ciò non toglie che da sempre si sia fatta street-photography anche con le reflex, quindi prendi sempre queste indicazioni come un concetto di massima applicato alla situazione attuale del mondo della fotografia.

Gli obiettivi nella street photography…

In questo contesto — senza peli sulla lingua — ti dico che l’obiettivo in dotazione (il classico 18–55) è più che valido per fare street photography.

LA FOTOGRAFIA DI PAESAGGI

profondità di campo
profondità di campo

In questo contesto fotografico è l’obiettivo secondo me che fa da padrone.

Se fai fotografia di paesaggi è probabile che la tua attenzione ricada su:

  • un angolo di ripresa molto ampio per catturare tutti gli spazi
  • ricerca di una deformazione “minima” data dall’obiettivo
  • una ridotta presenza di aberrazione cromatica
  • una vignettatura minima o assente

Se poi hai idea di fare delle stampe di grandi dimensioni, piuttosto che disporre di tanti megapixel, ti devi preoccupare:

  • della capacità risolutiva dell’obiettivo

Tanti tralasciamo questo aspetto

Avere una fotocamera con 36 megapixel ma abbinarla ad un obiettivo di “scarsa” qualità, ti porta ad ottenere delle immagini che potrebbero essere disastrose perché il sensore ti permette di ottenere immagini così dettagliate che mette in evidenza in modo più tangibile i limiti fisici (risolutezza) dell’obiettivo economico.

I corpi macchina nella fotografia di paesaggi…

Tutto sommato è evidente come le caratteristiche di un obiettivo siano fondamentali sulla riuscita dell’immagine e per questo forse ti conviene desinare il budget maggiore su quest’ultimo.

Un qualsiasi corpo macchina “moderno”, a patto che non ne prendi uno di 20 anni fa, sarà adeguato allo scopo.

CONCLUSIONI

Ovviamente i dibattiti su questo argomento potrebbero andare avanti per molto tempo, per questo motivo avevo già anticipato la questione con un mio podcast al riguardo (clicca qui per ascoltarlo).

Il brutto — o bello — sta nel fatto che già dal podcast ho ricevuto un paio di mail veramente… tristi…

Persone che, ci è mancato poco, mi hanno quasi offeso perché non ho detto che:

“l’obiettivo è sempre la scelta migliore sul quale investire”

Ma prova ad indovinare chi mi ha fatto queste osservazioni? Tutte persone che hanno giustificato la loro “autorevolezza” con un “io faccio foto da 40 anni”, il spesso condito dai soliti “…io scatto ancora a pellicola perché i minchiapixel sono più scarsi” (si… proprio “minchiapixel”).

Si ritorna quindi al concetto iniziale:

“Se non hai una mente aperta e rimani fossilizzato sulle convinzioni analogiche pretendendo che siano valide anche nel mondo digitale il problema non sono io e cosa scrivo. Il problema sei tu”

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Mirrorless | Motivi per scegliere questo sistema

Ricevo praticamente ogni giorno email dove qualcuno mi richiede informazioni su quale fotocamera reflex acquistare, ma stanno aumentando sempre di più coloro che mi richiedono informazioni su quale mirrorless scegliere. mirrorless E’ un dato di fatto, le mirrorless si stanno progressivamente affermando in modo deciso come strumenti fotografici sia per gli usi amatoriali che professionali. Per questo motivo ho deciso di scrivere questa serie di articoli che va ad affrontare l’argomento: mirrorless.

Molti spunti per questa serie di articoli sono stati presi da uno dei migliori blog che trattano il tema: mirrorlessons.com

Prima di iniziare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai prima di tutto, e gratuitamente, delle guide per apprendere alcune tecniche fotografiche. Per secondo, riceverai settimanalmente dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »

COSA SONO LE MIRRORLESS

Sono delle fotocamere compatte ma estremamente avanzate sia sotto l’aspetto della qualità dell’immagine che come disponibilità di ottiche, ma senza star qui a spiegarti le basi della fotografia, si può riassumere come un sistema fotografico che racchiude la versatilità di una fotocamera compatta e leggera con la qualità di una fotocamera DSRL (Reflex) professionale.

PERCHÉ UNA MIRRORLESS?

Il termine mirrorless significa senza specchio, pertanto la differenza principale rispetto ad una reflex è la totale mancanza del sistema a specchio tipico della reflex, che ti permette osservare dal mirino la scena come se tu stessi guardando attraverso l’obiettivo; dal vivo e senza interpolazioni elettroniche, anche senza batterie o con la fotocamera spenta.

Nelle fotocamere Reflex, quelle che usano generalmente i professionisti, la luce che entra attraverso l’obiettivo segue questo percorso:

Mirrorless vs Reflex

  1. riflette contro uno specchio posto difronte al sensore;
  2. viene deviata così al pentaprimsa (o pentamirror) che si trova appena davanti al mirino ottico;
  3. attraversa il mirino ottico nel quale appoggi l’occhio.

Appena premi il tasto di scatto un sistema meccanico fa si che lo specchio (punto 1) si ribalti, lasciando momentaneamente il mirino al buio, facendo in modo che la luce colpisca il sensore.

Nelle mirrorless tutto questo sistema meccanico è stato completamente eliminato, permettendo di guadagnare dello spazio, rendere le fotocamere più leggere e renderle anche molto più efficienti su certi aspetti.

COME FUNZIONA IL MIRINO DELLA MIRRORLESS?

Qualche mirrorless non ha il mirino classico come sei abituato ad immaginarlo e funzionano esattamente come una compatta sfruttando lo schermo LCD esterno.

Alcune mirrorless sembrano essere dotate di mirino come nelle reflex (prima foto di questo articolo)?

Hanno semplicemente inserito all’interno del mirino un piccolo schermo elettronico, che in sostanza è una replica dello schermo LCD esterno.

Oppure hanno una versione “ibrida” (un mix tra mirino ottico ed elettronico) come quello integrato nelle fotocamera X100 Fujifilm (foto qui sotto).

mirrorless

FACCIAMO I PIGNOLI

Va precisato che il termine mirrorless è molto generico, infatti esistono molte fotocamere che non sono dotate del sistema a specchio come nelle reflex: pensa alle fotocamere compatte o bridge, oppure alle fotocamere analogiche a telemetro Leica ad esempio.

Tuttavia, di solito, quando si parla di sistema Mirrorless si fa riferimento ad una specifica tipologia di fotocamere prive del sistema Reflex, ma dotate di sensore Micro Quarto-Terzi, APS o Fullframe e di solito con ottiche intercambiabili.

Ci sono ovviamente alcune eccezioni, come le fotocamere ad ottica fissa ma dotate comunque di un sensore di grandi dimensioni (Fuji X100T nella foto che vedi qui sopra oppure la LeicaQ) che vengono comunque considerate Mirrorless.

Se ti stai chiedendo qual’è stata la prima Mirrorless mai prodotta, è la EPSON RD–1 (fonte mirrorlesson.com)

PERCHÉ DOVRESTI SCEGLIERE UNA FOTOCAMERA MIRRORLESS?

Perché potrebbe cambiare il tuo modo di vivere la fotografia.

Non voglio fare un discorso di parte; sono convinto che le reflex tutt’ora siano un punto di riferimento in ambito fotografico professionale e non credo che le Mirrorless andranno a sostituire questo sistema del tutto:

  • Le reflex godono prima di tutto di una fama ancora molto radicata nell'immaginario comune, pertanto c’è ancora molta insicurezza da parte di tante persone nell'acquistare una mirrorless.
  • Attualmente dispongono di un sistema ancora molto più completo di quello che offre una qualsiasi marca Mirrorless. Un parco ottiche immenso, una miriade di accessori originali o compatibili senza contare il fatto che dispongono di tanti modelli di “corpi macchina” da scegliere in base alle proprie esigenze.

E’ anche vero che le mirrorless hanno comunque un aspetto fondamentale che le rende molto diverse: l’ergonomia.

Ma allora in cosa ti possono cambiare il modo di vivere la fotografia?

Beh… sono le loro stesse caratteristiche e peculiarità di integrare in un corpo compatto e leggero la qualità d’immagine di una fotocamera professionale che le rendono veramente uniche ed interessanti.

Uno dei principali fattori che porta una persona, specie chi non lo fa per professione, a lasciare a casa la fotocamera in vista di una passeggiata, sono proprio la rottura di scatole e pigrizia all'idea di portarsi dietro un kit vistoso come quello di una reflex.

Non sarà per tutti così ovviamente, ma se anche tu ti riconosci in queste situazioni dove vorresti avere con te una fotocamera di qualità, ma senza doverti scontrare con l’imbarazzo di girare con un kit troppo visto ed ingombrante, allora una mirrorless potrebbe fare a caso tuo.

Nel mio caso ha letteralmente cambiato il mio modo di vivere la fotografia, potendo catturare molti aspetti della vita di tutti i giorni con una fotocamera leggera, compatta e di estrema qualità.

IL SISTEMA MIRRORLESS

Quando qualcuno ti chiede “che sistema usi?”, oppure semplicemente senti citare questo termine in fotografia, si fa riferimento al tipo di fotocamere legate da delle caratteristiche comuni. Ma senza rivolgersi o indicare una marca specifica.

Il sistema reflex è un esempio.

Quando si parla di sistema reflex si ha ben chiara la tipologia di fotocamera, ma non si fa riferimento ad una marca o modello specifico.

Nel mondo mirrorless, come viene inteso in senso comune, esistono principalmente tre sistemi differenti tra loro:

sensori mirrorles

  1. il sistema Micro Quatto-Terzi (Foru Thirds System)
  2. il sistema Mirrorless APS (nelle varianti H e C)
  3. il sistema Mirrorless Full-Frame

IL SISTEMA MIRRORLESS MICRO QUATTRO-TERZI

DigitalRev TV

Immagine: DigitalRev TV

Tratto da Wikipedia:

Il sistema Quattro Terzi (Four Thirds) è uno standard fotografico presentato nel 2002 e sviluppato da Olympus e Kodak per applicazioni nel campo della fotografia digitale. Il nome Quattro Terzi deriva dalla dimensione del sensore, la cui superficie è pari a quella del vecchio tubo catodico da 4/3” di diametro.

Per essere più chiari: le fotocamere tradizionali, quelle reflex usate dai professionisti per capirci, hanno un sensore rettangolare con un rapporto tra la larghezza ed altezza pari a 3:2 che genera per l’appunto immagini con questo rapporto rettangolare.

Al contrario questo sistema, attualmente usato da Olympus e Panasonic per citare le marche più note che producono mirrorless, ha invece un rapporto 4:3. In pratica il sensore di queste fotocamere è in proporzione meno largo generando così delle immagini quasi quadrate.

Perché hanno scelto questo formato diverso dal tradizionale?

Principalmente per motivi tecnici.

Questo formato infatti permette di realizzare fotocamere con corpi macchina ed ottiche molto compatte, ma non per questo dalla qualità inferiore.

IL SISTEMA MIRRORLESS APS

mirrorless Sopra: Canon EOS M-5 Questo sistema è quello classico. Le fotocamere sono dotate di un sensore APS tradizionale, il più utilizzato nelle fotocamere reflex, diventando in tutto e per tutto delle fotocamere prive del sistema meccanico tipico della reflex e per questo più compatte, leggere e pratiche.

Questo sistema è adottato ad esempio da Fujifilm o da Canon

IL SISTEMA MIRRORLESS FULL-FRAME

LeicaQ sopra — Sony sotto FullFrame è la dimensione del sensore.

In pratica il sensore viene chiamato Full-Frame quando rispecchia praticamente le dimensioni delle pellicole analogiche.

Questo formato si è diffuso meno nei primi anni del “boom digitale”, principalmente per motivi economici, ma rispetta comunque il rapporto 3:2 tradizionale.

Attualmente la casa produttrice più nota che fa uso del sistema FullFrame sulle sue mirrorless è Sony (ex Minolta) e Leica (anche se quest’ultime hanno prezzi veramente elevati).

QUALE SISTEMA SCEGLIERE?

Non è una domanda scontata.

La scelta del sistema è un fattore molto importante perché vincola la futura disponibilità di obiettivi ed accessori; gli obiettivi non si possono infatti intercambiare tra i vari sistemi (tranne in un unico caso del sistema 4/3 dove Olympus e Panasonic hanno obiettivi compatibili).

Tutti e tre i sistemi d’altro canto si sono affermati molto bene sul mercato e danno comunque molte garanzie sulla disponibilità di ottiche ed accessori.

Volendo fare una considerazione personale trovo un po’ discutibile il formato Full-Frame tra i tre esistenti.

Adottare un sensore FullFrame vincola le possibilità di rendere compatto e leggero il sistema stesso (il corpo macchina e le ottiche non si possono ridurre di dimensione oltre un certo punto), ed infatti le fotocamere Sony Mirrorless FullFrame tutto sommato non si differenziano molto, come dimensioni, da una Reflex.

Ciò nonostante basta cercare e trovare nel web le community e forum sulle Sony serie A7 per rendersi conto di quanto questa sistema sia, tuttavia, molto amato ed apprezzato.

Il sistema Micro Quattro-Terzi è forse il sistema mirrorless più completo, se non altro per il fatto che Panasonic e Olympus hanno praticamente una compatibilità totale.

mirrorless

Secondo me c’è una sola particolarità sulla quale devi far attenzione in questo sistema: il fattore di moltiplicazione, che potrai comprenderlo meglio in questo articolo e capire da solo se per il tuo modo di fare fotografia è un vantaggio o svantaggio.

FOTO FATTE CON MIRRORLESS NEL WEB:

Ecco una serie di link diretti a foto realizzate con le mirrorless:

Quale fotocamera mirrorless per iniziare?

Darti un suggerimento su quale fotocamera mirrorless valutare (o acquistare) senza conoscere le tue reali necessità è molto difficile, tuttavia ho deciso di adottare lo stesso sistema scelto da un sito di riferimento come mirrorlesson.com che ha identificato quattro necessità fondamentali per il fotografo non professionista. Il fotografo non professionista andrà ad utilizzare la fotocamera prevalentemente per catturare dei momenti interessanti di quello che ha attorno, quindi si parla della vacanza, festa di compleanno o qualche immagine da catturare durante una passeggiata. Per queste necessità generiche si possono individuare quattro elementi caratteristici di come deve essere la mirrorless ideale per chi non è un fotografo professionista.

La fotocamera deve:

  1. essere compatta e leggera per garantirne la portabilità;
  2. essere facile da usare;
  3. avere un prezzo ragionevole;
  4. avere una buona qualità d’immagine.

Prima di continuare, specie se è la prima volta che leggi il mio blog, ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai prima di tutto, e gratuitamente, dei materiali per apprendere alcune tecniche fotografiche. Per secondo, riceverai settimanalmente dei consigli e suggerimenti fotografici rivolti esclusivamente a chi è iscritto. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »

mirrorless

E ora via con la lettura!

PORTABILITÀ DI UNA FOTOCAMERA MIRRORLESS

Se rientri in quelle persone che riconosce come essenziale il punto 1. allora la tua fotocamera mirrorless ideale dovrebbe essere decisamente più leggera e compatta di una reflex. Deve poter essere custodita anche in un marsupio, ma garantirti comunque l’estrema qualità d’immagine ed ottica. Io ti posso consigliare i seguenti modelli:

MIRRORLESS OLYMPUS

mirrorless

Il modello EM10 potrebbe essere la tua soluzione ideale. La puoi trovare in due versioni: Mark II (il modello più recente), oppure Mark I (modello precedente).

https://www.youtube.com/embed/VOFM8qN5EXo?rel=0

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MIRRORLESS FUJIFILM

mirrorless

Le più compatte Fujifilm mirrorless di estrema qualità sono sicuramente la serie X-100. Puoi trovarla in varie versioni: X100 — X100S — X100T (dalla più vecchia alla più recente).

https://www.youtube.com/embed/KmAQPmN7GBM?rel=0

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MIRRORLESS SONY

Sony sicuramente può essere citata con il modello Alpha a6000.

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FACILITA’ D’USO

Cosa c’è di difficile nell’effettuare uno scatto? Quando si parla di facilità d’uso non si intente la modalità di scatto o le varie posizioni dei selettori (a parte la Fuji X-T1 che non è proprio intuitiva come le altre), ma si intende piuttosto come è stato concepito il menù e funzioni di servizio/aiuto predisposte.

La EOS-M3 / EOS-M10 ad esempio integra un’ottima interfaccia con schermo touch-screen e funzionalità rivolte sia al fotografo evoluto, ma anche proprio a chi non vuole addentrarsi troppo nelle impostazioni manuali di scatto.

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A questi tempi il prezzo non è di certo un elemento facile da trascurare. E sempre più spesso può essere anche l’elemento fondamentale che vincola la scelta, ma anche in questo senso ci sono delle soluzioni che possono tornarti utili e che potrebbero permetterti di entrare nel mondo Mirrorless con un impegno economico minore.

All’inizio le Mirrorless costavano moltissimo, più di un kit reflex di qualità, e tuttora esistono soluzioni con caratteristiche e fasce di prezzo molto elevate. Un professionista potrebbe ritenere adeguato un prezzo di 1000 Euro per una fotocamera Mirrorless di qualità e moderna, se sei un fotografo evoluto probabilmente saresti anche disposto a spendere 700 o 800 Euro, ma fortunatamente esistono anche modelli Mirrorless a prezzi molto più ragionevoli e spesso dal costo inferiore a quello di una compatta.

Al momento, alcune delle telecamere mirrorless più economiche in giro sono sicuramente le Olympus PEN:

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BUONA QUALITÀ D’IMMAGINE

E chi non cerca la qualità d’immagine? Tutti ovviamente. In realtà tutte le mirrorless attualmente prodotte e citate in questo articolo offrono una qualità d’immagine decisamente elevata, sia come resa del sensore che come qualità ottica.

Tuttavia, se vogliamo ricercare dei modelli mirrorless che spiccano rispetto agli altri, possiamo citare:

  • Fujifilm X-T1 / X-T2
  • Sony serie A7
  • Olympus OM-D EM1

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Sono tutte fotocamere di fascia alta come prezzo, e non potrebbe essere altrimenti ma, legandomi un po’ al capitolo precedente, se vuoi risparmiare qualcosina senza rinunciare alla qualità massima, allora puoi valutare le Olympus Pen.

MA NON FINISCE QUI

Questo articolo non può ovviamente limitarsi a questi modelli. Ci sono tantissime altre soluzioni di fotocamere Mirrorless nel mercato, devi solo dedicare un po’ di tempo per analizzarne le caratteristiche ed individuare quella idonea a te.

Devi usare questo articolo solamente per farti un’idea e per sapere da che parte cominciare a guardare.

Se non hai ben chiaro cosa sono le mirrorless ti consiglio di andare subito alla pagina dedicata alle mirrorless.

Ah, ultima cosa importantissima. L’articolo ti è piaciuto? Lasciami un commento qui sotto o condividi l’articolo con i tuoi amici!

Scegliere la fotocamera: tutto quello che devi sapere

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Devi scegliere la fotocamera digitale e non sai da che parte cominciare? Reflex, Mirrorless e Bridge per te sono semplicemente delle fotocamere senza nessuna sostanziale differenza, se non estetica? Allora sicuramente questo articolo fa per te! Ti piace la fotografia e sei quasi deciso o decisa a fare un corso o workshop. Sicuramente vorrai dotarti di una fotocamera digitale adeguata, senza presentarti con la tua compatta che ormai ti sta stretta.

Nulla contro le compatte, sia chiaro, non è lo strumento che rende fotografi, ma indubbiamente se i tuoi presupposti non sono quelli di fare delle foto ricordo, ma sono quelli di migliorare la tua fotografia sotto l’aspetto artistico hai la necessità di uno strumento più versatile.

Con questo articolo non voglio farti una lista di spiegazioni tecniche sui vari modelli di fotocamere che ci sono in commercio, per quello ci sono dei siti specializzati che elencherò alla fine di questo articolo, ma quello di evitarti l’errore di acquistare una fotocamera che non è adatta alle tue necessità.

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scegliere la fotocamera

ANCHE I PROFESSIONISTI HANNO FATTO SCELTE SBAGLIATE

Ora sono un fotografo professionista, ma ricordo come ieri l’acquisto della mia prima fotocamera digitale. Riesco ancora a ricordare il modello: Panasonic FZ2. Ti rendi conto che questa fotocamera aveva un sensore di soli 2 megapixel!? Ma che foto ragazzi, e sono ancora memorizzate nei miei hard-disk.

I ricordi legati a quella macchina fotografica digitale sono molti. Ho affrontato i primi passi nella fotografia proprio con questa fotocamera e cominciavo a mettere in pratica i primi concetti tecnici esplorando i comandi manuali, ma è pur vero che questa fotocamera aveva molti limiti. E di questo me ne sono accorto abbastanza presto.

Al tempo esistevano già le reflex digitali, a pensarci bene Canon aveva anche lanciato la sua famosissima 300D, la prima reflex digitale a basso costo con sensore fotocamera CMOS, tuttavia non sono bastati i limiti che ho riscontrato anche da solo a fare i miei errori successivi…

Meno di un anno dopo infatti ho acquistato una stupenda Minolta DiMAGE A1, come vedi anche di questa mi ricordo molto bene il nome e modello anche se sono passati oltre 12 anni.

Niente da dire sulla fotocamera, per il suo target la Minolta (che vive ancora sotto il marchio SONY che l’ha acquisita) era straordinaria e con funzioni che ancora oggi le fotocamere reflex digitali non hanno, tuttavia è stata un errore anche questa.

Non era una macchina fotografica digitale adatta a me, che non cercavo solo uno strumento per fare foto ricordo, ma cercavo qualcosa che non mi limitasse dal punto di vista creativo.

Solo successivamente, grazie a tanti errori e tempo perso, ho deciso di scegliere la fotocamera più importante della mia carriera fotografica probabilmente. Ho acquistato la mia prima Reflex Digiale, la Pentax *ist DS.

Il resto è storia. Sono poi passato a Canon con la quale sono stato per parecchi anni fino ad arrivare ad oggi con la Fuji X-T1.

Ogni esperienza è utile, su questo ci credo, ma ho voluto raccontarti questa storia solo perché ho un unico rimpianto! Quello di non aver trovato nessuno che mi avesse detto fin dall'inizio “lascia stare la FZ2 e la A1… prenditi subito una fotocamera reflex”. Avrei indubbiamente perso molto meno tempo, e forse avrei anche risparmiato parecchi soldi.

Non voglio che anche tu faccia questa serie di errori.

Nelle prossime righe ti darò tutte le informazioni per capire quali sono le tue tipologie di fotocamere che devi tener in considerazione, quali evitare (anche se costano meno) in modo che tu possa fare l’acquisto più idoneo alle tue necessità.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post condividendo questo articolo.

zoom

RICONOSCERE LE MACCHINE FOTOGRAFICHE DIGITALI

Devi riconoscere le tipologie di fotocamera, non di modelli. Questo è quello che conta.

Esteticamente le fotocamere possono essere molto simili tra loro, le compatte sono facili da individuare perché sono “portatili” e talmente piccole da stare in un marsupio o taschino, anche se ora le Mirrorless possono confondersi con qualche compatta evoluta.

Quelle che però traggono più in inganno gli inesperti o nuovi appassionati di fotografia, sono le fotocamere che assomigliano a delle REFLEX (o più comunemente “a quelle che usano i professionisti”).

PRIMI PASSI PER SCEGLIERE LA FOTOCAMERA

Un passo per volta, non voglio complicarti le cose. Le fotocamere si differenziano tra loro principalmente per 2 aspetti:

  • dimensioni del sensore fotocamera
  • la possibilità di intercambiare gli obiettivi (lenti)

Se fai attenzione a questi due aspetti nessuno potrà mai rifilarti qualche modello di fotocamera non adatto alle tue esigenze (non sempre inferiore, ma potrebbe anche essere eccessivamente superiore, quindi costoso) oppure fare una scelta sbagliata inconsciamente.

DIMENSIONI DEL SENSORE FOTOCAMERA

Anche se è un’affermazione che va presa un po’ con le pinze, devi partire dal presupposto che generalmente più grande è il sensore della fotocamera e migliore sarà la qualità d’immagine che ottieni, quindi:

  • le fotocamere compatte hanno un sensore digitale molto piccolo (non tenerle nemmeno in considerazione).
  • le reflex e mirrorless hanno invece un sensore più grande — chiamato APS
  • sempre le reflex e mirrorless possono avere un sensore ancora più grande, chiamato FullFrame
  • Panasonic ed Olympus usano un sensore diverso, definito Micro 4/3 (paragonabile al formato APS)

Di solito la verità sta sempre nel mezzo e casca a puntino anche per questo esempio; io ti consiglio di rivolgere l’attenzione alle fotocamere che hanno un sensore APS, in modo da avere una qualità di immagine enormemente superiore a quello di una compatta ma molto vicino al più costoso FullFrame. Se poi vuoi prenderti una FullFrame di certo non sbagli, solo che ti costerà di più.

CAMBIARE OBIETTIVI

L’altro aspetto che fa la differenza, dal punto di vista qualitativo e resa, è la possibilità di intercambiare gli obiettivi (o lenti). Lo zoom 12x integrato nella mia Panasonic FZ2 era molto comodo, ma ora non saprei fare a meno della qualità degli obiettivi intercambiabili.

Scegliere una fotocamera che ti permette di cambiare l’obiettivo in base alle tue necessità è molto utile perché se in futuro acquisti un obiettivo molto costoso, ma performante e di qualità, questo rimarrà tale anche fra 10 anni. Non soffre di obsolescenza (ovvero perdita di prestazioni rispetto ai nuovi modelli prodotti) come succede invece per la fotocamera.

Dall’altro lato puoi anche acquistare un obiettivo specifico, magari per il reportage se quella è la tua passione, o uno specifico per la fotografia macro. Con la possibilità di intercambiare gli obiettivi hai in pratica modo di crearti il kit ideale per i tuoi specifici interessi, ed eventualmente adeguarti se nel corso del tempo cambiano.

Questo aspetto però va in secondo piano, perché ci sono delle fotocamere con sensore APS (quindi buono e valido) che hanno un obiettivo fisso non intercambiabile, ma che offrono una qualità di immagine elevata.

COME GUARDARE LE VETRINE CON I PRODOTTI IN MOSTRA

Ora hai bene o male capito le due cose fondamentali da tenere in considerazione per scegliere la fotocamera, ma le vetrine dei centri commerciali sono veramente complicate! Quanti modelli ci sono? Troppi secondo me!

Ecco le cose che devi tenere a mente quando sei davanti alla vetrina e vuoi capire che tipo di fotocamere hai davanti, oppure saper cosa chiedere all’impiegato del reparto che vuole darti una mano nell’acquisto.

MACCHINE FOTOGRAFICHE COMPATTE

(foto sopra): sono quelle piccole, portatili e che stanno in un taschino di una camicia. La maggior parte di queste non hanno comandi manuali, al massimo qualche impostazione. Te le sconsiglio perché, se da un lato sono decisamente portatili, dall’altro non ti danno margine creativo oltre ad avere un sensore ed ottica di piccole dimensioni che ne compromette la qualità.

Fotocamera digitale compatta evoluta (foto sopra): sono delle fotocamere un po’ più grandi delle compatte, ma che dispongono di comandi manuali pari ad una reflex. Dispongono in genere di uno zoom molto spinto. Te le sconsiglio perché, se da un lato hanno tutti i comandi manuali, dall’altro sono pur sempre delle fotocamere con un sensore di una compatta. Ti possono dare qualche soddisfazione, ma presto ne riscontrerai i limiti.

Fotocamere bridge

MACCHINE FOTOGRAFICHE BRIDGE

La macchina fotografica bridge (foto sopra) è una delle fotocamere che esteticamente sembrano delle REFLEX come quelle in uso ai professionisti. Le puoi riconoscere dal fatto che, pur sembrando delle reflex, non ti permettono di intercambiare l’obiettivo e dispongo di zoom molto spinti (10x, 12x, 26x). Nel dubbio puoi chiedere al commesso/impiegato o ricercare nelle caratteristiche tecniche se è dotata di sensore APS o 4/3 (quattro terzi, sempre un formato simile all’APS). Se non dispongono di questo sensore o sono dotate di sensore 2/3, cosa probabile, sei difronte ad una Bridge, ovvero una fotocamera che sembra una reflex ma ha il sensore della compatta. Sono quindi da evitare perché ne riscontrerai presto i limiti come per una compatta evoluta.

MACCHINA FOTOGRAFICA REFLEX

(foto sopra): ne esistono di vari tipi possono essere economiche o estremamente costose (come quelle che usano i professionisti), ma il principio di funzionamento e la qualità dell’immagine grossomodo è la stessa. Le riconosci perché permettono di cambiare l’obiettivo e sono dotate di sensore APS oppure FullFrame. In entrambi i casi queste due informazioni sono indicate chiaramente nella confezione (o basta che che chiedi all’impiegato del reparto). Se sono chiamate “reflex” non può essere altrimenti. Questa è una delle fotocamere che ti consiglio di prendere. La marca o modello a tua discrezione, anche se consiglio sempre di rimanere sulle marche più diffuse (Canon/Nikon).

Fotocamera mirrorless ad ottica fissa (foto sopra): queste fotocamere possono trarti in inganno. Sono delle fotocamere che esteticamente sembrano delle grosse compatte, o delle piccole reflex senza la possibilità di intercambiare gli obiettivi. Le puoi distinguere principalmente per il fatto che dispongono di un sensore APS, quindi come quello in uso nelle reflex, (lo trovi indicato nella scheda tecnica) e per il fatto che costano parecchi soldi (spesso quanto una reflex). Possono essere una scelta saggia se non è tuo interesse investire nell’acquisto di obiettivi intercambiabili ma cerchi una fotocamera di altissima qualità. Attualmente tra le migliori c’è la Fujifilm 100T (in foto).

Fotocamera mirrorless ad ottica intercambiabile (foto sopra): queste fotocamere, come le precedenti, sembrano delle grosse compatte o piccole reflex, ma dispongono di un sensore APS oppure 4/3 come quella in foto e permettono anche di intercambiare le ottiche. Queste sono fotocamere che in tutto e per tutto hanno una resa e versatilità identica a quella di una reflex, e sempre più spesso vengono usate dai professionisti. Ovviamente te le consiglio e tra i produttori ci sono Fujifilm, Olympus, Sony e Panasonic e tanti altri che magari mi sfuggono.

QUALE SCEGLIERE

zoom

Un po’ dipende dai tuoi obiettivi ed uso che vuoi farne. Dato per scontato il fatto che ti rivolgerai ad una fotocamera con sensore APS oppure 4/3, personalmente ti consiglierei di adottare una fotocamera con obiettivi intercambiabili in modo da avere la possibilità — in futuro — di acquistare un obiettivo diverso e magari più idoneo al tuo genere fotografico. Quindi sto parlando di una Reflex oppure Mirrorless.

D’altro canto però, un sistema che prevede di intercambiare le ottiche, è più ingombrante e pesante. Quante volte hai lasciato a casa la fotocamera per il peso e dimensioni eccessive?

Per questo motivo ha senso anche l’acquisto di una fotocamera mirrorless ad ottica fissa, come la Fuji X100 ad esempio, che risulta molto compatta e portatile garantendo tuttavia una qualità di immagine sorprendente. Tengo anche in considerazione che generalmente il 90% delle persone che acquista una reflex digitale, perché magari si appassiona alla fotografia, non investe poi negli anni successivi nell’acquisto di ottiche più performanti. Quindi siamo tutto sommato difronte allo stesso tipo di utilizzo.

MARCHE

Prima ho accennato al fatto che ti consiglio di rivolgerti a marche note, come Canon o Nikon. Se fai una richiesta in un forum probabilmente ottieni dei pareri che propendono verso una marca o verso l’altra, senza citare chi ti suggerirà anche Sony, Pentax, Samsung ecc… E questo ti crea ancora più confusione.

Se parliamo di REFLEX, io consiglio sempre CANON o NIKON semplicemente per il fatto che dispongono di un parco ottiche e di fotocamere che possono soddisfare sia l’appassionato che il professionista.

Questo è da tenere in considerazione perché se in futuro vorrai passare ad uno step successivo, in fatto di attrezzatura tecnica, queste due marche non ti daranno limiti.

Altre marche, tipo Pentax ad esempio, produce indubbiamente delle buone reflex, ma se in futuro necessiti di qualche prodotto di fascia rivolta all’ambito professionale potresti trovarti un po’ in difficoltà o addirittura essere costretto a vendere tutto per acquistare un nuovo corredo Canon o Nikon.

Valuta bene questo aspetto, non voglio assolutamente criticare PENTAX o altre marche non citate, fanno ottimi prodotti, ma pensa al futuro.

Se parliamo di MIRRORLESS, le marche leader nel settore sono FUJIFILM, OLYMPUS, PANASONIC e SONY. Come vedi non ci sono le due marche leader nel campo REFLEX, un’anomalia del mercato secondo tanti fotografi.

Personalmente ho adottato il sistema MIRRORLESS perché mi piacciono le dimensioni ridotte pur mantenendo una qualità fotografica elevata.

FONTI ON-LINE

Di seguito ti porto alcuni link a siti che possono tornarti utili per vedere le caratteristiche delle fotocamere, obiettivi e fare anche dei confronti diretti.

Confronti fotocamere:

Confronti obiettivi:

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