Canon 16-35 f/4 L un Signor Grandangolo!

Dopo essermi immerso nel mondo Olympus per varie recensioni di corpi macchina oggi torno, cambiando brand e anche parte della fotocamera, ti parlerò dell’ottica Canon 16-35 f/4L IS USM: uno dei migliori grandangoli nei 1000€

PRIMA DI TUTTO COS’È UN GRANDANGOLO?

Dall’articolo di Alessio dovresti esserti già fatto un’idea di cos’è un’ottica grandangolare e dei suoi maggiori utilizzi, ma facciamone un sunto veloce :

Per quanto siano simili tra loro, ognuna di esse è una tipologia di fotografia che ha bisogno (dove sia la situazione che la tasca lo possa permettere) di una lente con una caratteristica particolare.

In questo articolo voglio ripercorrere con te tutte le mie valutazione ed i miei ragionamenti di come mai la mia scelta è ricaduta su questa lente e le varie impressioni che mi ha dato.

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DI COSA STIAMO PARLANDO?

canon 16-35 1

Ti sto parlando di un’ottica in particolare, il Canon 16-35 f/4L IS USM, una delle migliori lenti grandangolari per macchine Full Frame che puoi acquistare rimanendo in un budget di 1.000 €.

Cerchiamo di analizzare un po’ da questo nome e da questi acronimi che cosa si intuisce solo leggendone il nome:

  • Canon: Ovviamente la casa produttrice.
  • EF: (Electro Focus) è una tipologia di innesto tra lente e copro macchina, brevettata da casa Canon ad ora in uso, dove nel montaggio tramite anello alettato presente sull’ottica, la lente si serra in maniera meccanica al corpo macchina. A differenza del EF-S (per le reflex Canon con sensore APS-C) e del EF-M (per le mirrorless Canon) è compatibile con tutte le macchine della gamma con ottica intercambiabile (per le EF-M è necessario adattatore ma è compatibile al 100% con autofocus, controllo apertura del diaframma e stabilizzatore).
  • 16-35mm: La lunghezza focale, ovvero la distanza tra il centro ottico dell’obiettivo ed il sensore. Con questa riusciamo a capire sia la tipologia di ottica che l’angolo di campo dell’obiettivo. Dal doppio valore riusciamo a capire che è uno zoom, ovvero che questo valore, tramite la ghiera di zoom può essere variato da 16mm a 35mm e quindi, di conseguenza, anche il suo angolo di campo. Sotto i 35 mm, un’ottica è classificata come un grandangolo e questa ci rientra a pieno in tutta la sua escursione.
  • f/4: Il valore di apertura massimo del diaframma. Come ben saprai e come si intuisce da come esso viene riportato, si tratta del risultato di una frazione. Cerchiamo di capire meglio… Considera il foro interno dell’ottica che si apre e si chiude muovendo le lamelle del diaframma, come se fosse una circonferenza. Ecco il rapporto di questa divisione tra f (leggasi lunghezza in mm della lente) e il valore di apertura in stop , non rappresenta altro che il valore in mm del diametro per far si che la superficie di questo foro in millimetri quadrati, sia perfettamente rispecchiante il valore di “luce” che colpisce il sensore imposto al congresso di Liegi nel 1905. Per questo sia che sia un 20mm o che sia un 300mm ad f/4 la luce che colpirà il sensore sarà la medesima.
  • L: È l’acronimo della parola Luxury, ovvero lusso. Canon ha marchiato con questa lettera rossa tutte le ottiche che durante i loro studi, sono state progettate per essere il più resistenti, performanti e durature possibile. In molte di quelle di ultima generazione ne identifica anche la tropicalizzazione come in questo caso.
  • IS: Image stabilizer, ovvero lo stabilizzatore di immagine. Esso non è altro che un sistema di lenti basculanti che permettono di assorbire le vibrazioni e le oscillazioni che colpiscono la macchina mentre sta scattando. Esso si attiva durante la semi pressione del pulsante di scatto (in messa a fuoco per intenderci). Questo stabilizzatore come dichiara Canon, riesce ad aiutare ad evitare un effetto di mosso fino a 4 stop.
  • USM: (Ultra Sonic Motor) Con questa sigla Canon indica il motore ad ultrasuoni ad anello che muove la meccanica di messa a fuoco della lente. Questa tipologia di motore è un motore dalle alte prestazioni, con una risposta prontissima ed estremamente silenzioso. Queste lenti professionali Canon vengono anche definite full-time manual focus, ovvero che la ghiera della messa a fuoco manuale è sempre disponibile per l’uso senza dover spostare il selettore meccanico da AF a MF per staccare il motore.

Quindi per trasformare in una frase quell’ammucchiata di acronimi, possiamo definirlo così: Uno zoom professionale ultra-grandangolare Canon, compatibile con corpi macchina Full Frame, con un valore di apertura diaframmale massima di f/4 per tutta la lunghezza, stabilizzato con motore al ultrasuoni.

PERCHÉ UN GRANDANGOLO Canon 16-35 ?

Perché mi sono ritrovato a valutare l’acquisto di un grandangolo?

  • Ti sei mai ritrovato in una cattedrale o in una bellissima chiesa ed essere spalle al muro ma incapace di poter raccogliere in una sola foto tutto?
  • Ti sei mai ritrovato in una piazza, che nonostante che ti sposti ad ognuno dei suoi estremi non hai modo di far entrare tutti i suoi particolari nel fotogramma?
  • Ti sei mai ritrovato in spazi interni dove non potevi più indietreggiare e fare zoom-out e nonostante tutto ti ritrovavi sempre troppo “vicino” al tuo soggetto?

Beh per me era una questione costante.

E se anche tu ti sei ritrovato in una situazione simile molto spesso vuol dire che mentalmente tendi ad avere una visione grandangolare dei tuoi scatti che poi non riesci a realizzare perché hai una lente troppo “lunga”.

Andando ad analizzare gli scatti che facevo con un 24-105 mm tutto fare, più del 70% delle mie foto era sotto i 35mm e quasi tutte a 24mm e nonostante tutto, dopo a casa su Lightroom, ripensavo a cosa avrei potuto fare se avessi avuto una lente grandangolare più spinta.

Da qui mi sono messo alla ricerca del giusto grandangolo.

COSA CERCARE IN UN UNA NUOVA LENTE?

Ovviamente mi sono messo a tavolino e ho iniziato a fare le mie valutazioni, partendo da ciò che ritenevo più importante, ciò che era abbastanza necessario, ciò che proprio non poteva mancare nella mia futura lente e quello di cui potevo fare a meno.

I REQUISITI MINIMI

I miei requisiti minimi erano i seguenti:

  • Compatibile con un corpo macchina FF. Avendo una full frame non potevo prendere, per motivi di compatibilità, una lente per una macchina APS-C perché non sarebbe stata utilizzabile.
  • Lente zoom per una massima versatilità. Dopo aver provato lenti fisse e lenti zoom, mi sono reso conto che anche se talvolta perdo in aperture massime del diaframma rispetto alle lenti fisse, avere troppa attrezzatura da portarmi dietro ed i troppo frequenti cambi lente mi portavano a scattare meno rispetto ad una lente zoom e ciò era controproducente. Quindi se anche tu ti sei ritrovato a corto di voglia nei frequenti cambi lente inizia a valutare una lente zoom da aggiungere al tuo parco ottiche.
  • Lunghezza minima inferiore di 24mm. Fino a 24mm ero coperto da un atra lente zoom quindi abbastanza inutile avere delle lenti che si sovrappongono.

LE PREFERENZE

Al momento della selezione avevo certamente delle preferenze:

  • Il prezzo più contenuto possibile. Se non era un problema, state tranquilli che vi stavo descrivendo il Canon EF 11-24mm f/4 L USM oppure non mi ponevo il problema di fare una selezione e così tanti ragionamenti. Dovevo restare nei 1000€.
  • Prodotto dalla stessa casa madre del corpo macchina. Ebbene seppur vengono spesso prodotti per determinate macchine fotografiche da produttori terzi, sono stati spesso riscontrati casi di incompatibilità fra la lente (ovviamente prodotta da terze parti) ed il corpo macchina. A volte sono facilmente risolvibili, a volte si rischia di aver buttato via dei soldi. Ciò non toglie che alcune marche come Tamron ormai sono da considerare quasi sicuri al 100%.
  • Controllo del diaframma dal copro macchina ed autofocus. Si, esistono ancora delle lenti economiche, talvolta da non sottovalutare per niente, che hanno il controllo del diaframma a ghiera e sono sprovviste di autofocus (con la mia miopia, mi fido sempre di più della messa a fuoco della mia fotocamera rispetto ai miei occhi).
  • Tropicalizzazione. Avendo un corpo macchina tropicalizzato, avere anche una lente tropicalizzata ti fa completare la tenuta stagna alle intemperie e polvere.
  • Un prodotto non troppo datato. Fare un’acquisto errato capita a tutti ma comprare un’oggetto non rivendibile è un doppio errore. Durante i miei acquisti valuto sempre la capacità che avrà l’oggetto di poter essere appetibile anche nel mondo dell’usato se volessi poi in futuro fare un upgrade oppure se mi rendo conto di aver acquistato un’oggetto che non fa al caso mio. Molte lenti tengono il prezzo anche dopo anni, ma rischiare di dover svendere il pezzo perché sul mercato ci sono già i più recenti non è un grande affare.
  • La possibilità di applicare dei filtri ND. Alcune lenti grandangolari vengono prodotte con un paraluce di serie non rimovibile e ciò obbliga a dover spendere molti soldi per poter applicare un paraluce.
  • Compattezza. Alcune lenti per via del sistema zoom, della presenza dello stabilizzatore e anche per la dimensione dei vetri presenti al suo interno per garantire una grande apertura diaframmale sono estremamente pesanti ed ingombranti. Più sei leggero più sei stimolato a portarti dietro la tua attrezzatura e scattare.

 COSE DI CUI POTEVO FARE A MENO

Aperture estreme. L’apertura diaframmale massima di una lente ne definisce il costo, ebbene si perché a parità di focale guardate i prezzi:

Poi perché durante l’uso di una lente grandangolare, in media si cerca sempre un’apertura tra f/8 e f/16 per avere una maggiore profondità di campo.

Stabilizzatore. Se c’è meglio ma se non c’è non è la fine del mondo. Nella maggior parte dei suoi usi paesaggistici, le lenti grandangolari vengono utilizzate sul cavalletto, dove lo stabilizzatore viene disattivato.

IL BUDGET

canon 16-35

Essendo arrivato alla conclusione dei miei ragionamenti mi sono ritrovato a fare il conto più importante ovvero il budget. Volevo contenere il più possibile l’acquisto nei 1000,00 €.

Questo mi ha obbligato a escludere oggetti magnifici come:

Però mi ha permesso di puntare più in alto rispetto a oggetti validi ma con alcune lacune come:

Quindi i finalisti erano sostanzialmente due:

  • Canon 16-35 f/4L IS USM
  • Tamron 15-30mm f/2.8 VC USD

IL CONFRONTO TRA I FINALISTI

Entrambe le lenti sono due oggetti degni di nota e di ottima fattura, compatibili con un corpo full frame, zoom ed una lunghezza focale minima inferiore ai 24mm: perfettamente dentro i requisiti minimi.

Entrambi tropicalizzati, di fattura recente, autofocus performante USM, stabilizzate e controllo del diaframma dal corpo macchina.

Però cosa notiamo appena confrontiamo le due lenti a vista, prima di tutto che la ghiera di messa e fuoco e quella dello zoom sono invertite di posizione. Ovvero che la ghiera zoom nel Tamron è quella più esterna e funziona anche in senso opposto al Canon.

Non spaventati non è un problema grave, ma per me, ad istinto, con un parco ottiche Canon che hanno come prima ghiera lo zoom e seconda ghiera la messa a fuoco sono sicuro che mi sarei trovato, fino alla fine del suo utilizzo, per la forza dell’abitudine a sbagliare ghiera al primo tentativo, ed a volte è un’attimo perdere il momento perfetto.

Secondo ne notiamo l’ingombro, il Tamron è sia più lungo che più spesso.

La maggiore lunghezza è dovuta in parte alla convessità della lente esterna ed in parte al suo paraluce non rimovibile.

Lo spessore è determinato dalla sua ottima apertura che arriva a f/2.8 ma ne determina anche il doppio del peso rispetto al Canon:

  • Canon 16-35 - 615g
  • Tamron - 1100g.

ERGONOMIA

canon 16-35 5

Per quanto riguarda compattezza, peso ed ergonomia, sono tutti e tre punti a favore del Canon.

  • La vignettatura è molto tenue e si alleggerisce a fondo zoom, per entrambe le lenti è facilmente rimovibile in post produzione con software come Lightroom.
  • Resistenza al flare, un colpo basso per il Tamron. Questa caratteristica è una di quelle che determinano molto la qualità (ed a volte anche il costo) di una lente grandangolare.

Purtroppo il Tamron nonostante il suo invadente paraluce, soffre di flare anche in casi un cui il sole o forti fonti luminose non sono presenti nel fotogramma.

Rimuovere artefatti luminosi non è per niente facile, a volte sono gradevoli a volte danneggiano completamente lo scatto. E qui un altro punto va al Canon.

Il paraluce in questi casi è fondamentale e la possibilità di poterlo rimuovere e montare tranquillamente dei filtri ND/polarizzatori circolari a vite dal prezzo contenuto senza bisogno di costosissimi sostegni mi ha portato ulteriormente verso il Canon.

Da tenere di conto che per le ottiche più comuni come questa (ed anche il 17-40, il 24-70, il 24-105, il 70-200) di casa Canon il diametro esterno per i filtri è da 77mm e quindi i tuoi ND, UV e Polarizzatori che hai già o che acquisterai saranno utilizzabili.

Il prezzo inferiore di un paio di centinaia di euro, una borsa fotografica più leggero, uno stabilizzatore performante che ti permette di scattare anche con tempi di scatto più lunghi della velocità di sicurezza ed una meccanica ed ergonomia familiari, mi hanno fatto scegliere definitivamente il Canon.

DOPO QUALCHE MESE CON IL Canon 16-35 f/4 L IS USM

canon 16-35

Dopo qualche mese dall’acquisto e averlo testato nelle condizioni più difficili come: lunghe esposizioni notturne, paesaggi diurni con un utilizzo di cavalletto e filtri ND, street photo, fotografia di interni, musei e fotografia sottopalco di concerti, ti posso garantire che ha soddisfatto a pieno le mie aspettative e ben oltre.

Mi sento veramente di consigliarti questa lente che a parte rari casi è la lente che resta sempre innestata al mio corpo macchina.

Ad oggi, se devo uscire con una sola lente, senza dubbio la mia sete grandangolare me la fa scegliere rispetto ad altri tuttofare e fissi dalle grandi aperture.

La qualità e la nitidezza sono veramente incredibili e mi sento anche di consigliartela se hai un corpo macchina APS-C e prevedi per il futuro un upgrade in Full Frame (In questo caso si comporterà come ottimo tuttofare dalla qualità eccelsa con una lunghezza equivalente di circa 25-60 mm).

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LE ALTERNATIVE

In caso tu possa permetterti di spendere quei 100/200 € in più rispetto al Canon 16-35 mm f/4L IS USM, e tu necessiti di aperture maggiori rispetto alla possibilità di mantenere contenuti i costi di eventuali filtri ti consiglio comunque il Tamron 15-30mm f/2.8 VC USD, che comunque in questo scozzo ha retto il colpo fino alla finale.

Nel caso in cui i tuo budget è più contenuto, predecessore del Canon EF 16-35mm f/4L IS USM e sempre molto valido c’è il Canon EF 17-40mm f/4L USM.

Lo si trova ad oggi sul sito di Mr Bezos (Amazon) tenendo d’occhio le offerte, al prezzo di 628,00€ .

Alla fine dei conti, i concorrenti di terze parti costano circa la stessa cifra ma non reggono assolutamente il confronto sulla qualità.

Nel caso opposto invece, ovvero che il tuo budget te lo permette, la terza versione del f/2.8, ovvero il Canon 16-35 mm f/2.8 L III USM , è veramente un’ottica molto molto valida.

Oppure se vuoi un grandangolo superlativo che nemmeno il tuo sguardo riesce ad avere così tanto campo il Canon EF 11-24mm f/4 L USM saprà soddisfare le tue esigenze.

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