La domanda che si fanno (o dovrebbe farsi) ogni fotografo amatore è come fare dei prezzi in fotografia nei casi in cui ti viene chiesto di fare un lavoro.

Ne parlo in questo video, ma con delle considerazioni aggiuntive.

prezzi in fotografia
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Farsi pagare si? Oppure no?

Quando si parla di fare fotografia su richiesta di qualcuno, o per qualcuno, in genere i foto-amatori si scatenano perché da un lato ci sono quelli che dicono che non si può offrire la nostra capacità e bravura “senza essere ricambiati”.

Dall’altro ci sono i fotografi professionisti che dicono che non devono essere fatti lavori perché i “lavori” devono farli i professionisti su compenso.

QUANDO SAREBBE MEGLIO LAVORARE GRATIS?

  • Se non vi sentite in grado di fare il lavoro.
  • Quando c’è un vantaggio per entrambe le parti. Però fare attenzione a “vantaggio per entrambe le parti”.

QUANTO FARSI PAGARE?

Prima di tutto bisogna chiedersi chi sei, perché cambia totalmente l’approccio.

SE SEI UN PROFESSIONISTA

In questo caso l’approccio deve essere fatto in un modo molto ragionato, non a caso infatti il fotografo professionista passa il 80% del tempo a trattare aspetti di marketing e contabilità/finanza e solo un 10% viene dedicato alla fotografia vera e propria. Ragionare su quello che si fa è fondamentale per chi svolte un’attività professionale.

Ci sono prima di tutto dei consigli di base da tenere in considerazione secondo me e che devi scriverti in grande sul muro davanti a te in modo che tu possa leggerli sempre:

  1. Non prendere il prezzo del tuo concorrente come riferimento.
  2. Non basare la tua strategia sul fare i prezzi più bassi del tuo concorrente.
  3. Devi essere estremamente consapevole dei costi che sostieni.
  4. Non devi ragionare come un dipendente.

COME SI CALCOLANO I COSTI (PUNTO #3)

È abbastanza semplice. Prendi un foglio excel e su ogni riga metti il nome servizi/costi che sostieni e alla sua destra il costo che sostieni annualmente.

Anche gli abbonamenti a riviste o il canone internet che paghi mensilmente… moltiplica e determina quanto ti costa annualmente.

Ogni elemento, anche il più piccolo da pochi euro, è fondamentale.

Per le attrezzature fotografiche devi valutare quanti anni le utilizzerai (io consiglio di valutare la sostituzione/rinnovamento ogni 2-3 anni). Quindi se una macchina costa 2000-3000 euro consideri 1000 euro all’anno circa.

Una volta completato il tutto tira la somma e vedi quali sono i costi che dovrai sostenere, sempre, solo per tenere in piedi l’attività.

A questo punto arriva la parte più difficile: quanto farsi pagare.

NON RAGIONARE COME UN DIPENDENTE (PUNTO #4)

Di base il ragionamento più logico ed ovvio sarebbe quello proposto da Fabio Porta in un suo video sul medesimo tema dal quale io ho preso spunto per questo video.

Ovvero definire qual è il compenso mensile che “vorremmo avere” e quindi, conoscendo anche i costi, rapportarlo al numero di “ore di lavoro che realisticamente presumiamo di fare in un anno” in modo da ottenere un “prezzo minimo per ora di lavoro”.

Secondo me però questo metodo è rischioso. Per due aspetti:

  1. Fondamentalmente si continua a ragionare come un dipendente. Un dipendente che è abituato ad avere un corrispettivo fisso mensile, sia che lavori… e sia che non stia facendo nulla. Quando questo corrispettivo viene a mancare c’è il serio rischio di sentirsi in affanno.
  2. I lavori non sono tutti uguali. I clienti non sono tutti uguali. Come viene percepito il nostro lavoro non è sempre uguale. I prezzi, quindi, non possono essere considerati alla stregua del tempo da dedicarci.

Esempio pratico: se devi fare un lavoro di 2 ore in un giorno specifico del mese definito da un cliente e ad un orario specifico (tra le 15 e le 17), il prezzo sarà ben diverso da quello che potrai fare per il medesimo lavoro di 2 ore potendo pianificare il giorno e l’orario nel quale farlo. Quindi ad esempio potresti incastrarlo durante una giornata lavorativa specifica in modo da ottimizzare, magari, anche gli spostamenti senza mangiarti un pomeriggio intero.

Poi ci sono tante altre varianti. Se il lavoro te lo chiede un’azienda strutturata, magari puoi fare un prezzo più “alto” rispetto a quello che puoi fare all’artigiano sotto casa che ha appena aperto la sua attività.

COME CALCOLARE IL PREZZO?

Io ti suggerisco un approccio diverso.

  • Fare un’indagine di mercato per capire quali sono i prezzi offerti da concorrenti che grossomodo presumi siano sul tuo stesso livello qualitativo e trovare una media sulla base dei lavori che fanno.
  • Valutare, rimanendo sulla stessa fascia di prezzo, quanti sono realisticamente i lavori che riuscirei ad accaparrarmi in un anno.
  • Valutare se, mantenendo gli stessi prezzi medi, rapportato ai costi che sostengo, ho il margine per “starci dentro”, sia come costi ma anche con un minimo di guadagno per te.

A quel punto sei a cavallo. Avendo un’idea se, con i prezzi medi di mercato, tu puoi starci dentro con i lavori, di base puoi anche capire se qualcosa non va.

  • Se sei troppo rosicato con il margine e non puoi ridurre i costi, allora devi aumentare il prezzo, ovvero devi aumentare la qualità del servizio offerto (o fatto percepire). O in alternativa devi trovare il modo di aumentare il volume di lavori (a patto che tu possa farlo).
  • Mi pare abbastanza ovvio il fatto che non puoi “ridurre il prezzo” per fare concorrenza al cliente e ottenere più lavori. Perché di fatto ti ritroveresti solo ad avere più lavori… ma con margine di guadagno inferiore, faticando di più, lavorando di più, riducendo la qualità finale. Con anche il rischio che il tuo concorrente decida, magari avendo le spalle più grosse, di adottare per un periodo la tua stessa strategia. Tutte cose che ti portano ad un circolo vizioso molto pericoloso, per te specialmente.

SE SEI UN FOTOAMATORE

Quando sei un foto-amatore tutte le storie sul calcolo dei costi ecc… non deve riguardarti. So che molti di voi piace ragionare come dei professionisti senza esserlo, ma non si fa… se vuoi fare il professionista, fai il professionista. Non il fotòpròfessionista della domenica.

Ad ogni modo questo non preclude, secondo me, il fatto che tu deva o passa, farti pagare per il lavoro che fai.

E allora come si valuta quanto farsi pagare? Beh… secondo me è molto semplice e non devi fare tanti calcoli… devi semplicemente valutare quanto è importante dedicare del tempo a fare un lavoro, prendendoti degli “obblighi” e “doveri” rispetto al dedicare lo stesso tempo a fare quello che ti pare, senza nessun vincolo.

Perché oggi come oggi… è il tempo la vera moneta di scambio, non i soldi, specie se sei un foto-amatore.