Come ragiona la nostra testa in composizione

Ti sei mai chiesto se per diventare bravi nella composizione fotografica forse non serve tanto studiare mille libri fotografici dei grandi autori, ma piuttosto imparare su come ragiona il nostro cervello?

Ne parlo in questa puntata!

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COME RAGIONA LA NOSTRA TESTA

In più di qualche occasione durante questo percorso sulla composizione ti ho accennato al fatto che il nostro cervello tende a semplificare le cose complicate, ovvero cerca sempre le condizioni ottimali che generano un senso di sicurezza (prova a pensare all’equilibrio compositivo di un bambino o un “non esperto” di fotografia che piazza gli elementi sempre al centro).

Tuttavia è altrettanto vero che la composizione, nel mondo reale, è di una complessità assurda e a quelle poche realtà che non sono complesse abbiamo che dato un nome: minimal.

  • “Arredo minimal”

  • “Composizione minimal”

  • “Vestire minimal”

Sono tutti concetti e terminologie nate per dare l’idea ben tangibile di un qualcosa che di solito non si trova “naturalmente”.

Ma allora come si possono unire queste due necessità dove il nostro cervello cerca una “semplificazione” mentre la realtà è “complessa”?

Come sempre è la natura a darci una risposta, infatti le cose stanno in questo modo: il nostro cervello, in modo del tutto naturale fin dalla nascita, associa le forme complesse esistenti in natura a degli elementi grafici di base.

Ovvero sembrerebbe che il nostro cervello sia in grado di percepire la complessità visiva di un determinato contesto, ma va a scomporla in elementi grafici più semplici come cerchi, triangoli, rettangoli, quadrati ecc… ovvero degli elementi grafici di base.

Compreso questo aspetto che ci caratterizza, in fotografia quello che dobbiamo fare per diventare più bravi a comporre è semplicemente quello di assecondare questa necessità del nostro cervello, ovvero:

  • imparare a percepire degli elementi grafici di base in una scena che abbiamo davanti

  • imparare a relazionarli tra loro (o trovare come sono in relazione tra loro).

Se sarai in grado di individuare questi elementi grafici di base individuandone anche la relazione tra loro (o creandola tu giocando con la composizione, cornici del fotogramma e limiti dello stesso) riuscirai a trasmettere questa relazione logica anche all’osservatore.

In pratica si tratta semplicemente di fare ordine in una realtà complessa, rendendo il tutto più semplice.

GLI ELEMENTI GRAFICI DI BASE

Se non ti è chiaro quali sono gli elementi grafici di base ecco un riepilogo che potrai scriverti in un blocco appunti da portarti sempre dietro:

  • il punto

  • la linea

  • il triangolo

  • il rettangolo

  • il cerchio

Tutte le altre figure geometriche più complesse che esistono vengono anch’esse riportate ad una combinazione/relazione con queste figure di base.

Ad esempio un pentagono, esagono, ettagono ecc… tendono ad essere percepiti dalla nostra testa come dei “cerchi”.

Oppure se pensiamo ad un trapezio… questo non è altro che un quadrato o rettangolo con due triangoli ai bordi.

Riassumendo quindi, in fotografia, quello che devi fare è memorizzare bene gli elementi grafici di base e cercare di “ritrovarli” nella scena che vuoi comporre.