Come ritrovare l’ispirazione fotografica

Come ritrovare l’ispirazione fotografica perduta.

La pagina bianca e la mente che vola via, attraversa i pensieri e naviga nei ricordi senza riuscire a delineare perifrasi, descrivere oggetti, creare aggettivi… neanche un briciolo di metasemantica che riesca ad aiutare.

Tante parole molto utili e molto belle, ma nessuna che si riesca a fotografare.

Il blocco dello scrittore è costituito da un’impasse in cui tutto rimane fermo senza via di soluzione: una pagina bianca che non vuole essere riempita.

ispirazione fotografica

Questo tipo di blocco potrebbe capitare anche al fotografo, sia che si tratti di un professionista, sia di un artista, sia di un foto amatore, non riuscire a catturare l’attimo attraverso la fluidità delle immagini potrebbe, e può costituire un problema la cui soluzione non è sempre facile o forse lo è addirittura sin troppo, tanto da non riuscire a metterla a fuoco proprio perché troppo vicina.

L’immagine rimane bianca, o nera nel peggiore dei casi, e la sensazione di vuoto pervade il fotografo.

Ma come comportarsi quando si perde ispirazione fotografica?

Quali sono i motivi inconsci che provocano questo disagio, che impediscono di lasciarsi andare per catturare l’attimo e imprimerlo nell’immagina attraverso l’eternità?

Esistono vari motivi attraverso cui si inizia a provare questo senso di inadeguatezza che impedisce di lasciarsi andare e cogliere la bellezza di un particolare, di un panorama, e persino di un’immagine che pretende a gran voce attraverso i colori di essere fotografata.

Il blocco del fotografo colpisce sia giovani che più esperti, e può essere dovuto a vari fattori.

Come tutti i problemi risolvibili, presenta determinate soluzioni, alcune molto semplici e portata di obbiettivo.

Nei prossimi paragrafi analizzeremo meglio la questione per consigliare le migliori soluzioni possibili.

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IL BLOCCO DEL FOTOGRAFO

Può capitare sia ai più bravi, sia ai meno esperti, di perdere interesse e di non riuscire più fotografare soggetti, paesaggi, o cogliere particolari per creare scatti d’autore.

Questa specie di disturbo lieve, non patologico, soprattutto psichico che non comporta particolari stati di malessere a parte un disagio e un vero e proprio rifiuto nei confronti della fotografia viene definito come blocco del fotografo, e in molti aspetti è simile a quello dello scrittore, come analizzato sopra.

Quando si avverte una mancanza di desiderio, uno stallo creativo dovuto alla mancanza di ispirazione, quasi una paura dello scatto e dunque completa repulsione nel lasciarsi trasportare da una ispirazione fotografica che da sempre ti ha aiutato negli scatti, bisogna evitare di crogiolarsi su questa sensazione spiacevole, ma soprattutto smettere di frignare e piagnucolarsi addosso.

Non è grave, la tua reflex molto presto ritornerà a fare scatti d’autore, se non ti perdi d’animo e segui i consigli che ti sto per dare.

Perdere l’ispirazione è uno dei motivi principali per cui si attraversa un periodo di blocco creativo, e che tu sia un fotografo professionista o alle prime armi, è sempre un bene tenere presente che cos’è l’ispirazione e i determinati meccanismi che intercedono attraverso la mente e lo scatto.

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CHE COS’È L’ISPIRAZIONE

Oggi non mi sento ispirato, forse è meglio che lascio stare.

Quante volte hai ripetuto a te stesso questa frase, quante volte hai reputato la cattiva ispirazione a fattori esterni, magari senza nessuna relazione diretta con la foto, rimanendo intrappolato nel labirinto dello stallo creativo senza riuscire a trovare la via d’uscita.

L’ispirazione non esiste, o meglio, non è un qualcosa di tangibile che si può avere a comando: viene quando vuole e se ne va quando vuole, soprattutto senza mai avvisare.

In questo senso si potrebbe definire l’ispirazione una maleducata, ma a parte gli scherzi la questione è un po’ più complessa e profonda.

Il vocabolario Treccani definisce letteralmente l’ispirazione come un intervento di uno spirito divino tramite un’azione soprannaturale, che è in grado di determinare la volontà dell’uomo (nel nostro caso del fotografo) a creare, agire o pensare in un determinato modo illuminato, stimolandolo e guidandolo a esprimerle con la parola o con gli scritti (nel nostro caso la fotografia) la propria arte.

Può rivelarsi come uno stato di entusiasmo, un impulso improvviso di eccitazione che fa scattare la creazione dell’opera, nel nostro caso fa scattare la fotocamera e riesce a fermare l’attimo per incastonarlo nell’immagine.

Diane Arbus riassume con una frase molto bella che cos’è la fotografia e la sua inspiegabile inerenza con l’ispirazione:

“Una fotografia è un segreto che parla di un segreto. Più essa racconta, meno è possibile conoscere.”

Ed così anche per l’ispirazione, quindi il miglior modo per superare questo primo ostacolo, determinante per il blocco del fotografo, è lasciare fluire la creatività e abbandonare le preoccupazioni esterne, lo stress, e il senso di inadeguatezza nei confronti dell’immagine da catturare.

Non desiderare l’ispirazione in maniera vorace è un ottimo modo per farla presentare all’improvviso, quando meno te lo aspetti.

Lasciare fluire le energie creative liberamente e giocare con l’obiettivo fotografico e le immagini è una soluzione altrettanto interessante che vi permette di sperimentare anche se non colti dalla divina e misteriosa ispirazione.

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RITROVARE GLI STIMOLI

E capire e carpire l’attimo in cui scattare (ammesso che esista)

La fotografia richiede come tutti i lavori e tutte le arti, un continuo esercizio e sperimentazione dei metodi, in sostanza più fotografie fai più diventi bravo e assumi consapevolezza delle potenzialità che riesci ad esprimere, ed è così per qualunque lavoro, che sia un lavoro manuale, intellettuale o contenga entrambe le caratteristiche.

Esercitarsi tutti i giorni o quasi è un buon modo di tenersi sempre in allenamento e abituarsi a catturare le immagini attraverso l’attimo in qualunque situazione.

Esistono molti metodi di fotografia e sono sicuro che ormai li conosciate tutti, almeno i principali, ma ponendo il discorso sul piano filosofico, parlare di attimo non è che poi abbia tanto senso, perché l’attimo in sé non esiste, ma è la capacità di catturare l’immagine, metodo, esperienza, che garantirà una corretta esecuzione e la completa soddisfazione per il lavoro svolto e le fotografie fatte.

Capire e carpire l’attimo in cui scattare è uno stato d’animo che risiede dentro il fotografo, e per ritrovare gli stimoli giusti occorre sempre esercizio costante, mettersi continuamente in relazione con questo fantomatico attimo e fermarlo per regalarlo all’eternità attraverso lo scatto.

Lasciare da un’altra parte le preoccupazioni quotidiane, i problemi che non riguardano la foto e immergersi nell’esercizio giornaliero in maniera ludica, è un ottimo metodo per abituarsi a stare nei brevissimi istanti di cui è costituita la linea temporale.

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COME SUPERARE IL BLOCCO DEL FOTOGRAFO

Per superare il blocco del fotografo dunque, è molto importante lasciarsi guidare dall’ispirazione senza attenderla con ansia come una vera e propria manifestazione divina, ma anzi, abituarla a venir fuori attraverso l’esercizio costante e l’attività giornaliera del fotografare.

È un po’ come educare una sorta di ispirazione fotografica attraverso i meccanismi dell’esperienza, rimanendo umili e assumendo l’atteggiamento di un bambino che gioca.

Esercitarsi con gusto ludico è solo il secondo passo per superare il blocco del fotografo, il primo passo invece, è ammettere di avere questo blocco e impegnarsi a risolverlo: solo la consapevolezza ti permetterà di affrontare il problema in maniera diretta.

Un altro passo molto importante che è direttamente collegato all’atteggiamento ludico da tenere sempre presente, è quello di ritornare umili, scendere dal piedistallo e considerarsi non in base alla qualità delle foto scattate, ma in base alla passione:

questa sarà un’arma fondamentale per cacciare via i fantasmi che bloccano la creatività.

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Una volta tornati umili è molto importante confrontarsi continuamente con altri fotografi, meglio se professionisti, mettere il proprio lavoro in rapporto con uno migliore è sicuramente un buon metodo per imparare, soprattutto facendo propri i segreti di chi ha più esperienza di noi, risultando un continuo stimolo a migliorarsi e a capire gli errori.

Sperimentare e andare oltre i metodi che già conosci e continuare a studiare nuovi metodi e approfondire varie tecniche di fotografia è un altro buon punto sul quale fare leva, lasciarsi andare senza l’ansia di portare a casa un risultato ma gustarsi il momento come un puro esercizio di allenamento e passione.

Un ultimo consiglio è quello di confrontarsi anche con il pubblico, organizzando mostre e partecipando a concorsi.

Avere rapporti interpersonali con gli appassionati di sicuro è un buon modo per crescere e pensare a nuove soluzioni, tecniche e tematiche da raccontare e approfondire attraverso la foto.

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