Come utilizzare il fotogramma in composizione

Nei capitoli precedenti ti ho già fatto intendere che posizionare il soggetto al centro del fotogramma non è la scelta migliore (tranne per alcuni tipi di fotografia) nonostante istintivamente sia questa la tendenza.

Ti ho anche anticipato alcune soluzioni che consistono nel “decentrare” il soggetto in modo da togliere “equilibrio” alla composizione e renderla, di fatto, più interessante.

Tuttavia non bisogna fare le cose a caso. Esistono infatti delle “regole” che ti possono tornare utili per apprendere questa tecnica.

Sono consapevole che in fotografia spesso le “regole” non contino, anzi sono deleterie, ma sono essenziali per imparare.

Quindi ecco di seguito alcuni concetti fondamentali che devi conoscere.

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I PUNTI DI FORZA 

I “punti di forza” sono le aree del fotogramma dove in modo del tutto “naturale” va a concentrarsi lo sguardo degli osservatori.

Se riprendi il mano il capitolo dove parlavo dell’area del fotogramma forse ricorderai che ho accennato al fatto che gli “angoli” sono un punto forte.

Ti ricordi il motivo?

Te lo riporto:

Gli angoli hanno una particolarità: attirano l’attenzione dell’occhio dell’osservatore come una calamita.

L’occhio umano dell’osservatore tende a soffermarsi sui quattro vertici del fotogramma e tendenzialmente segue il metodo di scrittura che abbiamo appreso: se sei occidentale e scrivi da destra a sinistra, tenderai a leggere un’immagine partendo dal lato superiore a sinistra per poi andare vs. Destra in alto, destra in basso e sinistra in basso.

Un altro punto di forza è quello “centrale”. Se dai una fotocamera in mano ad un bambino ti piazzerà al centro del fotogramma perché “istintivamente” è un punto forte.

La motivazione sta nella ricerca dell’equilibrio e simmetria che la nostra mente ricerca quasi ossessivamente.

Tuttavia, nonostante questi siano a tutti gli effetti dei “punti di forza”, abusarne comporta quasi sempre l’ottenimento di foto difficili da interpretare o troppo scontate.

  • Difficili da leggere ed interpretare se basi in modo quasi ossessivo la composizione sulla forza degli angoli.

  • Eccessivamente scontata se fai foto con i soggetti sempre al centro (motivo spiegato più volte). 

E allora come fare?

Qui entra in gioco la regola dei terzi, ovvero uno schema o linea guida sulla composizione che deriva da uno schema ancora più antico: il rapporto aureo basato sulla successione di Fibonacci.

Probabilmente se hai seguito la saga del “Il codice DaVinci” avrai sentito parlare di questo “Fibonacci” ma andiamo per punti.

LA REGOLA DEI TERZI 

Immagina un quadro diviso da due linee orizzontali e due verticali equidistanti, il risultato sono 9 quadrati perfettamente uguali.

Quello al centro è il fulcro ed ogni suo angolo è costituito da un punto di forza. In totale quindi abbiamo 4 punti di forza in cui immettere un soggetto della scena.

Perché sono chiamati punti di forza? Perché è qui che si concentra l’occhio visivo dopo aver visualizzato il centro.

Per gli occidentali la tendenza è quella di fissare in sequenza i punti in senso orario partendo dal primo a sinistra in alto per poi procedere per gradi:

  • in alto a destra,

  • in basso a destra

  • in basso a sinistra.

Esattamente come le lancette di un orologio.

In oriente — o comunque in un altra cultura — potrebbe invece venir utilizzato un altro tipo di tecnica, coerentemente con il proprio sistema di lettura. In pratica la lettura di una immagine è strettamente legata anche alle altre abitudini culturali tipiche apprese.

Questa regola può essere applicata a qualsiasi scenario e formato, l’importante è utilizzarla in maniera equilibrata e regolare le due linee orizzontali e verticali.

Volendo, le fotocamere di nuova generazione consentono di visualizzare la griglia al momento dello scatto tramite un apposito tasto, anche se devo ammettere che spesso sono griglie “approssimative” e che non rispettano a volta la normale “regola dei terzi”. In alcuni casi proprio non esistono nemmeno, ma vengono piuttosto mostrate griglie composte da 3 o 4 line orizzontali e verticali.

Quando scatti una fotografia se operi in modo da posizionare gli elementi “chiave” della scena (o comunque più importanti) in questi fulcri (o punti di forza) contribuisci - in modo del tutto naturale - a dare un’armonia e dinamicità all’immagine.

Attenzione però… è necessario che tu comprenda che una foto scadente non diventa magicamente “bella e dinamica” perché ti sei impegnato a posizionare il soggetto importante in uno dei fulcri rispetto a prima quando era posizionato al centro.

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