Critiche alle regole in composizione

Siamo ormai giunti alla fine di questo capitolo dedicato al “come usare il fotogramma” dove ho parlato di punti di forza, linee di forza e della sempreverde “regola dei terzi”.

Ma oggi è arrivato anche il momento di avanzare qualche critica.

ASCOLTA LA PUNTATA PODCAST

Clicca sul player per far partire il podcast oppure:

❤️ Vuoi diventare un produttore del PodCast e scoprire tutti i vantaggi? Scopri il progetto su Patreon (clicca qui)

💬 Vuoi farmi una domanda? Contattami su Telegram cliccando qui.

Se i miei podcast ti piacciono ti vorrei suggerire di iscriverti alla newsletter. I motivi ti possono sembrare banali, ma in realtà iscrivendoti riceverai ogni settimana una mail con il riepilogo delle puntate, video ed articoli pubblicati! Per secondo troverai nelle prime mail dei materiali gratuiti da scaricare!. CLICCA QUI PER SAPERNE DI PIÙ »


IL PESO DEGLI ELEMENTI

Fermati un attimo e ragiona con me:

  • ti ho detto in più di una occasione che il nostro cervello è sempre alla ricerca dell’equilibrio e simmetria perché “ama” questa sensazione.

  • ti ho anche detto però che viene stimolato se in un qualche modo lo “obblighi” a prendere una posizione diversa (e questo lo fai tu fotografo giocando con i punti di forza).

Esiste una via di mezzo? O si gioca di compromessi?

Si tratta di equilibrio! Ogni volta che ti approcci a realizzare uno scatto dovresti riuscire - ma questo lo ottieni con la pratica - a trovare il giusto compromesso (o equilibrio) tra la tensione di una foto “sbilanciata” e l’armonia di una foto “equilibrata”.

Probabilmente la cosa migliore è spiegarsi con qualche esempio. 

Non è possibile ovviamente definire delle regole “universali” ma dopo numerose ricerche molti fotografi ed esperti in arti visive sono concordi su questi fattori da tenere in considerazione:

  • colori forti (come rosso e giallo), sono più pesanti dei colori deboli (come verde e marrone), per questo motivo un piccolo particolare giallo o rosso può essere bilanciato da una gran- de area verde, marrone o grigia.

  • Un essere vivente ha un “peso” maggiore rispetto agli oggetti inanimati (foto sotto).

  • Gli occhi (di persone e animali) hanno la capacità di catalizzare l’attenzione degli osservatori.

QUANDO NON APPLICARE LA REGOLA DEI TERZI

La regola dei terzi è una guida classica adatta ai più svariati tipi di fotografia ma non sempre è l’ideale.

Basti pensare alle foto geometriche o di architettura che funzionano in virtù della loro simmetria.

Il fotografo in questo caso non pensa a come incastrare gli elementi in una griglia quanto a come collocarli in modo che vengano rispettate l’equilibrio e la geometria dell’ambiente.

Allo stesso modo la macro photography presta attenzione a visualizzare i piccoli dettagli, riportandoli su una superficie estesa. In questo caso il macro viene centralizzato per accentuare al massimo il particolare.

Oppure la fotografia di moda, come già accennato, che pone al centro i suoi soggetti per dare risalto ad abiti, gioielli ed accessori senza causare alcuna fuga di sguardo. Il cliente deve visualizzare subito il prodotto per esserne attratto.

Esistono molti altri esempi di fotografie che non seguono la regola dei terzi e si sono rivelate vincenti. Quindi come si capisce quando usarla e quando evitarla? Il segreto è nel provare e riprovare. L’unica vera grande regola del fotografo.

LE CRITICHE ALLA SEZIONE AUREA (E DEI TERZI)

Molti fotografi ribadiscono l’inutilità della sezione aurea (e dei TERZO) in quanto basta utilizzare qualsiasi punto di ripresa o analisi di una fotografia per poter in qualche modo trovare la sezione aurea.

La difficoltà di ripresa di scatto unita alla facilità con cui questa regola può essere interpretata ha scatenato i suoi detrattori.

La realtà non è sicuramente lontana da quanto asserito ma vi invito a fare delle prove, a scattare una foto senza tenere conto di alcuna composizione studiata e a cropparla successivamente in base alle regole auree.

Guardate la prima foto (naturale, istintiva e pura) e la seconda (studiata, bilanciata, canonica), quale delle due vi piace di più? In base alla risposta saprete se siete amanti delle regole o preferiate qualcosa di più empatico.

Non è sempre detto infatti che le foto scaturite dalla tecnica aurea siano per forza di cose migliori delle altre. Nella storia della fotografia esistono milioni di scatti che non rispettano alcuna regola eppure trasmettono e arrivano ugualmente all’osservatore.

CONCLUSIONI FINALI

La regola dei terzi è stata ed è tuttora la guida per molti fotografi che hanno trasformato foto banali in foto belle solo applicando i pochi e semplici passaggi della composizione.

Una volta entrati nel circolo delle griglie non si avrà alcun bisogno di concentrarsi per trovare i punti di forza. Verrà tutto spontaneamente.

E se si hanno dei dubbi in merito all’effettivo valore dato dalla regola dei terzi è bene ricordare che in fotografia è tutto guadagnato.

Ogni tecnica, ogni tutorial e ogni lezione fotografica può fornire il giusto spunto per migliorare e migliorarsi senza permanere ulteriormente nel limbo della sufficienza.

La conoscenza della teoria permette di far leva sulla pratica ma quest’ultima può essere solo il risultato di canoni, studi e sperimentazioni.

Un buon fotografo sa come seguire le regole ma soprattutto come infrangerle.