Fare fotografia microstock. Come iniziare.

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Fotografia Microstock: una tecnica fotografica o un modello di business? Ti piacerebbe guadagnare qualcosa con le tue foto? O semplicemente vuoi provare a confrontarti con un ambiente dove le foto non vengono premiate grazie ai like, voto di favore o amicizia? Non serve essere fotografi professionisti per fare questo, esiste infatti una possibilità aperta a tutti che, sebbene snobbata da molti, potrebbe veramente aprirti gli occhi come è successo per me (e non solo).

Parliamo di Fotografia Microstock.

Calma, calma… non chiudere questa pagina web, se lo conosci so già a cosa stai pensando e ti dico che stai facendo un grosso errore:

  • “ah si… quel sistema svendi le tue foto per pochi centesimi”
  • “bah… quel posto dove accettano cani e porci pur di vendere foto”

Perché stai facendo un grosso errore? Ti elenco solo due punti:

  1. non è vero che le foto costano (e vengono vendute) per pochi centesimi.
  2. diventare un contributore (e poter vendere foto) nelle migliori agenzie non è facile.

Io ho una modesta esperienza in questo campo, ho fatto per parecchi anni esclusivamente microstock (ancora oggi sono contributore esclusivo della più importante agenzia di fotografia microstock che è GettyImages™), ma poi ho abbandonato la cosa per dedicarmi ad altri progetti nonostante i guadagni fossero veramente interessanti.

Ho però conosciuto tempo fa Ivan, un fotografo non professionista, e per questo si definisce un non-photographer, che si è proposto per condividere la sua esperienza in questo mondo e da qui è nato l’articolo che stai leggendo.

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portfolio

Mi chiamo Ivan Guardino e non sono un creativo di professione. Lo sono più per conformazione e vocazione. Nel tempo libero dal lavoro ho l’hobby della fotografia (nonostante non sono un professionista del settore) e nello specifico di fotografia microstock (o stock photography).

La fotografia microstock è il main topic del mio neonato blog www.non-photographer.com, in cui racconto, per immagini e parole, anche i miei viaggi fotografici.

Credo che i viaggi siano un ottimo spunto per uno scatto, per raccontare una diversa cultura o immortalare paesaggi diversi da quelli presenti nel nostro quotidiano. Al contempo li considero un’ottima opportunità per incrementare il mio portfolio per la vendita delle foto online.

TI STAI CHIEDENDO CHE CI FACCIO SUL BLOG DI ALESSIO?

Lo so, di solito i ringraziamenti si fanno alla fine, ma qui voglio farli all’inizio e ringraziare Alessio per avermi invitato a scrivere un guestpost sul suo blog. Ho accettato il suo invito con piacere ed eccomi qua. Ma per parlare di cosa? La risposta è la seguente.

Voglio parlarti di fotografia microstock e della possibilità di vendere le tue foto online.

Si intenda, non ti sto dicendo che guadagnerai centinaia e centinaia di euro al mese, non all’inizio per lo meno. Come in tutte le cose, anche nella fotografia microstock, bisogna lavorarci e faticare per un po’ prima di ottenere un risultato che si possa considerare soddisfacente.

Credo fortemente che la fotografia microstock sia un’opportunità per tutti coloro che hanno passione per la fotografia ma che, comunque, non sono fotografi di professione (quelli che io definisco, me compreso, non-photographers).

UN’OPPORTUNITÀ PER COSA?

Innanzitutto, essere fotografo microstock ti permette di migliorarti come fotografo (da un punto di vista della qualità di scatto).

Io, per esempio, nonostante avessi una reflex, di fatto ben poco capivo di argomenti quali esposizione, bilanciamento del bianco, apertura del diaframma, composizione. Il microstock mi ha portato ad avere un approccio diverso alla fotografia in termini di coscienza dello scatto.

Prima ero un semplice uomo con la sua reflex. Oggi, con un pizzico di soddisfazione, mi considero un non-photographer.

Questo perché le fotografie inviate alle agenzie vengono valutate dai revisori secondo criteri tecnici e di composizione e saranno loro a decidere se le tue foto saranno spendibili nel mercato fotografico online. Ovviamente, non tutte le immagini che proponi (anche se te lo auguro) verranno accettate. Quando questo accade non devi abbatterti. Non vedere il tutto come una sconfitta, ma come una crescita.

I revisori, infatti, quando una tua foto viene scartata, forniscono delle motivazioni con le quali viene spiegato il perché quella specifica fotografia che hai proposto non è stata accolta per la vendita online. Ciò ti indurrà a fare di meglio e a migliorarti come non-photographer.

La seconda opportunità offerta dal microstock è quella di guadagnare dalla vendita delle proprie fotografie.

progetto fotografico

VEDIAMO INSIEME COME È POSSIBILE DEFINIRE IL MICROSTOCK

Il microstock, in breve, funziona così. Tu scatti delle foto qualitativamente valide , che rispecchiano certi criteri tecnici e di composizione, che le agenzie online vendono per conto tuo, corrispondendoti una commissione in percentuale.

MA PERCHÉ ISCRIVERSI AD UN’AGENZIA MICROSTOCK?

Prima di fare microstock, ogni volta che accendevo il mio laptop, notavo di avere una immensità di cartelle colme di svariate fotografie di serate passate con amici, vacanze, matrimoni, compleanni, uscite fuori porta. La domanda vera per me è stata la seguente:

A cosa mi servono tutte queste fotografie in formato digitale?

Se provvedessi alla stampa su carta fotografica potrei rispondere romanticamente che considero le fotografie semplicemente come un ricordo. Il punto è che non le faccio stampare quasi mai su carta fotografica. Le mie ultime stampe risalgono alla mia laurea.

A cosa mi servono, allora, realmente? Ad occupare spazio nell’hard disk? No di certo.

Mi sono allora detto di volere provare a vendere le mie foto online. Se non delle foto che già possiedo, quantomeno scattarne di altre che rispondano ai canoni richiesti dalle agenzie di fotografia microstock e che non si limitino ad occupare spazio sul computer.

Inizialmente l’obiettivo principale è stato quello di incrementare il mio portfolio. Aumentando il numero di foto presenti nel tuo portfolio automaticamente aumenti la vendita potenziale delle stesse (questo lo dico per esperienza personale).

Per me il piacere sta nello scatto, se poi riesco a tirarci su qualche soldo, beh! La cosa non mi dispiacerebbe. Meglio che tenerle in uno scaffale digitale per lasciarle riempire di polvere digitale. Se poi questa attività mi desse l’opportunità di fare di una passione un lavoro vero e proprio, ancora meglio.

Certo, detto così sembra una cosa semplice. Non dico che non lo sia, ma come detto prima bisogna impegnarsi.

Io ho impiegato due mesi per scattare le prime dieci immagini che mi hanno poi permesso di diventare contributor (contributor significa essere stato accettato come utente che può caricare e vendere le foto) di Shutterstock, una delle migliori agenzie presenti sul web per quanto riguarda il microstock.

Al momento collaboro con 5 diverse agenzie (Fotolia, Shutterstock, Dreamstime, iStock e Depositphotos).

Ma andiamo un po’ più nel dettaglio. Chi compra immagini stock, che uso ne può fare?

Chi compra una tua fotografia può acquistarla con tre diverse tipologie di licenze:

  • Royalty free
  • Licenza estesa
  • Licenza editoriale

Vediamone le differenze.

Ritratto

LICENZA ROYALTY FREE

Una licenza RF (Royalty Free) è un tipo di licenza libera da diritti. Ciò non significa che chi acquista una tua fotografia ne diventa automaticamente il proprietario. Il contenuto media acquistato da una terza parte, infatti, rimane di tua proprietà e non trasferisce il copyright.

Al cliente si concede la possibilità di utilizzare l’immagine senza limitazioni di tempo né di distribuzione geografica per la pubblicazione di materiale pubblicitario e promozionale, pubblicazioni e documenti professionali, packaging, siti web o blog, con alcune restrizioni determinate dalle singole agenzie.

L’utilizzo per materiale stampato è, però, limitato ad un massimo di 500.000 copie, superate le quali, il cliente deve riacquistare la licenza.

LICENZA ESTESA

La licenza estesa consente al cliente la possibilità di utilizzare la fotografia secondo le modalità incluse nella licenza RF ma ha un costo maggiore. Questo perché chi acquista può rivendere il file per prodotti derivati (canvas, poster, abbigliamento, cartoline, arredi, tamplate).

LICENZA EDITORIALE

Attraverso una licenza editoriale, invece, vengono vendute fotografie degne di notizia perché riflettono eventi di rilevanza sociale, politica e culturale.

Si tratta di quelle immagini la cui pubblicazione può essere utilizzata in giornali e riviste, blog e di cui il fotografo non possiede una liberatoria fotografica delle persone presenti (se presenti).

L’acquisto di questa licenza abilita alla pubblicazione delle immagini per contenuti strettamente editoriali e non per scopi prettamente pubblicitari o promozionali. L’immagine venduta, insomma, non è utilizzabile per un uso commerciale.

Dalla vendita dell’immagine il contributor (il fotografo che collabora con un’agenzia microstock) percepisce una commissione in percentuale che varia da agenzia ad agenzia, dalle opzioni di vendita, dal formato dell’immagine venduta, dall’essere o meno un contributor esclusivo o non esclusivo.

CONTRIBUTORE ESCLUSIVO

Possiamo definire come Contributore Esclusivo colui il quale decide di fare l’upload di una o più fotografie presso una sola agenzia di fotografia microstock.

Se decidi di diventare collaboratore esclusivo, in pratica non puoi caricare le stesse fotografie esclusive su altri siti di microstock (se lo facessi potrebbero anche decidere di cancellare il tuo account e non riconoscerti i guadagni dovuti).

CONTRIBUTORE NON ESCLUSIVO

Sei un non-exclusive contributor, ovvero un collaboratore non esclusivo, se decidi di vendere le tue foto su due o più agenzie di microstock.

DIFFERENZE

La scelta di non essere esclusivo, da un lato, ti da maggiori opportunità di vendita considerando che le tue foto potranno essere viste (e quindi potenzialmente acquistate) da un maggior numero di persone. Dall’altro ottieni generalmente una commissione più bassa sulle vendite, come anche una minore promozione pubblicitaria da parte dell’agenzia (ovviamente un’agenzia favorisce le vendite delle foto dei suoi contributori esclusivi perché sanno che i clienti potranno trovare quelle foto solo da loro).

La scelta spesso non è un’opzione che puoi scegliere tu, ad esempio per essere contributori esclusivi di iStock è necessario avere determinati requisiti molto rigidi.

Se vuoi approfondire maggiormente l’argomento sulla esclusività vai direttamene al blog: clicca qui per andare direttamente all’articolo.

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CONCLUSIONI

Il microstock è quindi sì, un’opportunità per racimolare qualche entrata dalla vendita delle tue fotografie.

Per quanto mi riguarda, però, nonostante sia allettante guadagnare dal proprio hobby, essendo un fotografo non professionista, il mio obiettivo principale è quello di migliorarmi come non-photographer.

Concludendo considero il microstock non tanto come una tecnica fotografica ma come un vero e proprio modello di business. Come tale ha bisogno che gli si dedichi la cosa più preziosa che abbiamo: il nostro tempo.

Allora come ti sembra questo articolo? Ti piace? Perché non lo condividi con i tuoi amici o sul tuo social network preferito? Aiuterai sia il blog a crescere e potresti suggerire qualcosa di interessante a chi ti sta attorno!

APPROFONDIMENTI

Nella parte iniziale dell’articolo ti ho dato due punti sui quali probabilmente ti stavi sbagliando. Uno in particolare mi sta molto a cuore perché spesso si ritiene, in modo sbagliato, che le foto microstock vengano vendute a prezzi ridicoli.

Questo è vero. Ci sono agenzie che ti danno modo di acquistare (o ti vendono) le foto a pochi centesimi di Euro (o Dollaro), ma è quasi sempre tutto proporzionato:

  • al tipo di foto (nuova, vecchia, complessa, semplice)
  • al tipo di licenza concessa
  • alle dimensioni
  • all’uso

Detto tra noi. Se ad un blogger serve una foto da 500x300px per illustrare il suo ultimo articolo, a quanti soldi pretendi di vendergli una foto del genere? A 20 o 30 Euro? Se è questa la tua idea di mercato della fotografia ci sono parecchie cose da rivedere. Il web infatti è caratterizzato da una grandissima fetta di soggetti creano una domanda enorme, economicamente parlando, di foto.

Ma allora Alessio, dove sta il controsenso?

Il controsenso sta nel ritenere che una foto generica, non particolarmente artistica ma necessaria per essere usata su un articolo di un blog, possa essere venduta per 20 o 30 Euro (ed infatti non la venderai mai). E’ potenzialmente più azzeccata invece l’idea di ristrutturare la tua produzione fotografica in modo da avere la potenziale possibilità di offrire 100 foto al giorno a 2 euro (che è la domanda di oggi) che sperare di venderne 5 a 20 Euro l’una (che è una domanda che non esiste).

E se uno vuole acquistare la mia foto per farci una stampa 40X30 da appendere a casa? Fotografia Microstock Questo (foto sopra) è un esempio di foto venduta su iStock a 3 crediti (costo totale con credito singolo = 27 Euro).

Se non ti basta, ecco quanto “poco” costa acquistare su GettyImages una foto per farsi una stampa 40x30: Foto Microstock Io personalmente ho venduto un paio di foto su GettyImages™ a prezzi interessanti (600 Euro una e 200 Euro un’altra a dei clienti che l’hanno usata per fini pubblicitari). In definitiva il mercato stock non è da sottovalutare ma va, anzi, tenuto in seria considerazione.

Ovviamente va affrontato con un progetto chiaro in mente e non buttandoti allo sbaraglio sperando di fare migliaia di euro caricando nello store 5 foto al mese. E se ancora non ci credi manda una mail a Yuri Arcurs per chiedergli come se la passa.

Vuoi provare a diventare un contributore? Ecco i link diretti per la candidatura:

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