Fotografare in libertà aprendo partita iva

Se sei un fotografo per passione ma sogni di dare avvio alla tua attività professionale allora devi leggere questo approfondimento grazie al quale scoprirai come regolarizzare la tua posizione fiscale aprendo partita iva fotografo.

Dichiarazione etica: questo articolo è nato da una collaborazione tra Tecnica Fotografica e Fisco Zen, ovvero l’idea di dare qualche spunto utile per chi vorrebbe buttarsi nel mondo del lavoro professionale ma non sa da dove cominciare. Non ci è stato chiesto di scrivere nulla sul servizio, né ci è stato fornito compenso di alcun tipo. All’interno dell'articolo ci sono collegamenti al sito Fisco Zen che ha collaborato nella stesura dell’articolo.

Partita Iva

PARTITA IVA O RITENUTA D’ACCONTO NELLA PROFESSIONE?

Semplicemente googlando è possibile leggere che si può avviare la propria attività lavorando con prestazione occasionale.

Ma cos’è la prestazione occasionale? In sostanza consiste in uno sbocco per regolarizzare fiscalmente tutti quei “lavoretti retribuiti” che capita a chiunque prima o dopo nella sua “carriera di fotografo dilettante”.

In sostanza il fisco/agenzia delle entrate ti dice:

“ok… hai fatto un lavoro per il quale ti hanno pagato ma è una cosa capitata così, per caso? Non serve che ti apri Partita Iva o che vai a pagare un commercialista per tenerti la contabilità. Fai una fattura come lavoro occasionale - online trovi tanti prestampati di esempio - e dichiari tali redditi extra percepiti nella tua denuncia dei redditi a fine anno. Così noi lo sappiamo, tu ci paghi le imposte dovute in base al reddito che fai, sei in regola, e siamo tutti contenti”.

Se ci pensi è una soluzione veramente interessante! Il fotografo può sentirsi sia moralmente che legalmente in regola ma senza dover sostenere gli oneri di un inquadramento fiscale “rigido” come una P.Iva.

Il problema è che spesso molti fotografi che sono li “borderline”, ovvero sono dei fotografi “bravi” e richiesti ma che non hanno ancora un giro “adeguato” per fare il salto ne professionismo vero e proprio, travisano il concetto di “PRESTAZIONE OCCASIONALE” come “POCO LAVORO” e si accomodano in questa limbo.

Vogliono fare i professionisti. Si comportano come professionisti. Vogliono essere “visti” come professionisti. Ma preferiscono star li a fare le “fatture come lavoro occasionale” perché meno impegnativa.

Partita Iva

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NIENTE DI PIÙ SBAGLIATO

Questo è l’approccio più deleterio che puoi adottare se nei tuoi sogni vuoi essere un Professionista.

Il nome stesso lo dice, la prestazione occasionale non può essere utilizzata in modo continuativo!

Da quando in qua un “professionista” fa le cose in modo “occasionale”? Al massimo è l’artista che fa qualche opera quando ha l’ispirazione, pertanto forse ti conviene rimanere un foto-amatore e non farti chiamare (o ritenerti) un professionista se la pensi in questo modo.

Inoltre - tra le cose che spesso vengono trascurate da chi si “accomoda” in questo stato di “professionista occasionale” - la normativa che regolamenta questo inquadramento prevede al suo interno degli obblighi che di fatto mortificano la tua attività piuttosto che aiutarla a crescere:

  • non puoi superare i 5.000€ di reddito annuo;
  • non puoi superare i 30 giorni di collaborazione occasionale per ogni committente;
  • non puoi ripete la collaborazione con lo stesso committente;
  • non puoi pubblicizzare la tua attività.

LA PUBBLICITÀ CHE FREGA L’OCCASIONALE

Vada il fatto che magari sei talmente poco richiesto da non riuscire ad avere un giro d’affari che ti permette di fare più di 5000 € all’anno…

Vada anche il fatto che quei pochi committenti sono tutti diversi, magari fai qualche “cerimonia” ogni tanto, quindi non sfori i requisiti della continuità…

Vada pure il fatto che, come nel caso precedente, non ripeti mai la collaborazione con lo stesso committente…

L’inghippo sta nell’ultimo punto: la pubblicità.

Tutti i “fotografi professionisti occasionali” che ho conosciuto purtroppo cozzavano con l’ultimo dei requisiti.

Se sei un fotografo sai che la pubblicità è il punto di partenza per avere successo, perché attraverso la pubblicità del proprio lavoro si può raggiungere più clienti.

Il sito web o portfolio dei propri lavori è un esempio di pubblicità che negli ultimi anni ha aiutato molto i fotografi liberi professionisti.

Ma sai che anche il sito web dove fai vedere servizi fotografici riconducibili ad un servizio “professionale” specifico è considerato pubblicità?

Sicuramente mi obietterai che serve solo per far vedere il tuo lavoro agli altri, ma il fisco non pensa a questo ma piuttosto a:

“se vuoi far vedere un tipo di lavoro specifico che fai è perché desideri che altri vedano quanto sei bravo in quello che fai e dunque per attrarre più clienti!”.

Ma se magari con il sito web ci puoi anche girare attorno convincendo l’agenzia delle entrate che le foto del matrimonio che hai pubblicato sono “tuo cugino australiano che si è sposato” (sempre dando per scontato che non hai una pagina con scritto “contattami per un preventivo”), la cosa difficile da dimostrare sono una cosa più semplice: i biglietti da visita.

Farsi un biglietto da visita con scritto “Fotografo” e un numero di telefono e relativo sito web da visionare (anche 500px o Flickr) è considerata come una forma di progettualità imprenditoriale.

Se poi hai anche creato un logo ad hoc ciaooo… auguri.

Giustificare il fatto che non stai facendo attività professionale ma occasionale, in caso di verifica fiscale in tal senso, sarà molto dura e probabilmente comporterà il pagamento di una sanzione non proprio leggera.

COSA FARE ALLORA?

Aprire partita iva potrebbe essere l’unica cosa da fare, ma come farlo?

Spesso c’è la convinzione che la Partita Iva sia dispendiosa, difficile da gestire e complessa da comprendere. Ma non è così.

Con questo articolo voglio cercare di sciogliere tutti questi dubbi grazie anche alla consulenza tecnica di Fisco Zen (https://www.fiscozen.it) che mi ha aiutato nella realizzazione di questo articolo e che ovviamente cito!

Aprire Partita Iva è semplice, gratuito e con i regimi agevolati poco dispendioso!

Ecco alcune soluzioni possibili:

REGIME FORFETTARIO, ORDINARIO E SEMPLIFICATO

Esistono tre regimi fiscali che un fotografo libero professionista può scegliere quando decide di avviare la propria attività:

  • ordinario,
  • semplificato
  • forfettario.

Quest’ultimo è l’erede del regime dei minimi ed è il regime agevolato che oggi lo Stato ci propone.

Agevolato perché se i requisiti del contribuente lo permetteranno si pagherà solo il 5% di tasse nei primi cinque anni di attività e il 15% negli anni successivi.

Possono entrare tutti a far parte del regime forfettario a patto che si rispettino:

  • alcune caratteristiche lavorative;
  • un limite annuo di fatturato. Definito dal codice ATECO FOTOGRAFO, il limite di fatturato è differente per ogni attività lavorativa, esattamente come il Codice ATECO FOTOGRAFO. Si aggira però intorno ai 30.000€ annui.

Se sei curioso di scoprire se la tua attività lavorativa ti permette di accedere al regime forfettario richiedi una consulenza a Fisco Zen (https://www.fiscozen.it).

Partita Iva

COME APRIRE PARTITA IVA?

Per aprire la Partita Iva è necessario innanzitutto compilare il modulo AA9/12 con tutti i dati che rappresentano la tua attività.

Dovrai indicare il regime fiscale che hai scelto, il codice ATECO oltre a tutti i dati anagrafici.

Il modello è da consegnare all’Agenzia delle Entrate e può essere fatto in tre modi differenti:

  • personalmente presso un Ufficio dell’Agenzia delle Entrate, consegnando il modello AA9/12, con carta d’identità;
  • attraverso una raccomandata a qualsiasi Ufficio dell’Agenzia delle Entrate con i medesimi documenti;
  • online, sul sito dell’Agenzia delle Entrate compilando i medesimi documenti.

È molto importante compilare nel migliore dei modi il Modello AA9/12 perché rappresenterà la tua fiscalità, per questo motivo sarebbe più opportuno affidarsi ad un esperto contabile chiedendo una consulenza specifica.

HAI APERTO PARTITA IVA? PUOI INIZIARE A FATTURARE!

Ora che hai aperto la tua Partita Iva puoi tranquillamente iniziare a lavorare e ad emettere le prime fatture.

Il primo anno, in regime forfettario, non avrai tasse da pagare ma inizierai a pagarle a partire dall’anno successivo a quello di apertura della partita iva.

Sei curioso di capire quanto potrai pagare di tasse? Facciamo un piccolo esempio cosi che sia più facile da comprendere:

Un fotografo nel regime forfettario ha un coefficiente di redditività pari al 78% quindi ipotizzando un reddito di 30.000€ l'imponibile su cui calcolare l'imposta sarà di 23.400,00€. I fotografi non hanno una cassa previdenziale specifica saranno dunque obbligati ad iscriversi alla gestione separata INPS e versare il 25,72% del reddito netto. Dunque i contributi da versare saranno di 6.018,48€. Questo è l'unico costo deducibile dal reddito netto e dunque per calcolare l'imposta sostitutiva il reddito netto sarà di 23.400,00€-6.018,48€ = 17.381,52€. Calcolando l'imposta sostitutiva del 5% le tasse da pagare saranno di 869€."

Se sei un libero professionista che svolge l’attività di fotografo il tuo codice ATECO è:

  • 74.20.20 il coefficiente di redditività è del 78% e il limite di fatturato annuo è  30.000€

RICORDATI DI GESTIRE LE TUE FATTURE AL MEGLIO

Ultimo fulcro sul quale si basa un’attività professionale è la necessità di avere un registro dove ci sono tutte le fatture rilasciate nell’anno (e ricordarti che dovrai applicare la marca da bollo e inviare l’originale con marca da bollo al tuo cliente).

Gestire lo storico dei tuoi clienti può aiutarti a ottimizzare le tue spese di pubblicità perché sapere chi ti propone più lavoro durante l’anno significa poter dedicare a quel cliente più risorse e più interesse!

Certo non è semplice poter gestire tutti questi aspetti da soli, considerando anche che spesso i fotografi viaggiano e non possono portare con se tutti i documenti per tenere d’occhio spese, fatture e pagamenti.

Per questo motivo è fondamentale - secondo me - fare sempre affidamento a dei professionisti del settore fiscale/contabile. Tu fai il fotografo… e loro fanno la contabilità.

Fiscozen , che mi ha aiutato a scrivere questo articolo, offre la possibilità di gestire tutti gli aspetti della fiscalità comodamente da pc, tablet e smartphone. Quindi potresti tenerli in considerazione o contattarli per una consulenza personalizzata.

Partita Iva

CONCLUSIONI

Voglio concludere questo articolo con un pensiero utile proprio a te che magari sei li… indeciso sul cosa fare.

Una cosa che spesso viene tralasciata ma che è molto importante consiste nel dare una risposta a questa domanda:

Ma per fare il fotografo professionista con la mia P.Iva e giocarmela così ad armi pari con gli altri colleghi, devo per forza lasciare il mio lavoro da dipendente e dedicarmici a tempo pieno?

La risposta è NO! Non serve assolutamente, salvo incompatibilità previste dal tuo contratto di lavoro dipendente, mollare il tuo lavoro da dipendente se vuoi aprirti la P.IVA.

Ovvio che poterti dedicare a tempo pieno su un’attività ti porterà “matematicamente” (se non sei uno sprovveduto) ad ottenere dei risultati maggiori, migliori e più rapidamente.

Tuttavia se hai un posto di lavoro fisso a tempo indeterminato, nessuno ti vieta di aprirti una P.IVA e giocartela!

Come sempre, per maggiori delucidazioni, contatta Fisco Zen (https://www.fiscozen.it) e prova capire com’è la tua situazione e quali sono gli sbocchi possibili.

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