La fotografia HDR. Un breve anticipo

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Spesso mi chiedono come si fa la fotografia HDR, ma in molti casi i fotografi alle prime armi hanno le idee confuse su cosa significhi fare una foto HDR, che tecnicamente significa High Dinamic Range.

La fotografia HDR

La fotografia HDR non è altro che una foto dove si vedono bene e fedelmente i dettagli sia nelle zone di luce e sia nelle zone in ombra. Se da un lato questo potrebbe sembrare una cosa semplice, dall’altro non è facile realizzare delle foto del genere, principalmente perché le fotocamere digitali non sono in grado di avere un’ampia gamma dinamica in acquisizione dell’immagine, ma sopratutto perché la difficoltà principale sta proprio nel riuscire ad ottenere quella “fedeltà” visiva che non faccia comprendere da subito che si tratta di questo tipo di foto o, peggio ancora, faccia sembrare la foto artificiale.

Nella realtà la maggior parte degli HDR che trovi in giro nel web sono dei brutti risultati di interventi di post-produzione fatti senza un senso critico di osservazione, tra gli autori che sanno fare molto bene questi interventi posso citare Klaus Herrmann, Jacob Surland ed Elia Locardi (italiano solo nel nome).

Ma prima di metterci a parlare di post-produzione cerchiamo di chiarire come si realizza una fotografia HDR.

Alla base della fotografia HDR ci devono essere più di una foto, generalmente tre, che sono necessarie per compensare l’incapacità della fotocamera di catturare con uno scatto unico sia elementi estremamente chiari che scuri. Puoi usare la modalità “bracketing” oppure fare scatti singolarmente, ma di base devi ottenere 3 scatti con 3 esposizioni diverse e ben definite.

IMPOSTARE LA FOTOCAMERA

I tre scatti vanno realizzati con una differenza tra loro da 1 a 4 stop in modo da avere:

  • 1 foto con esposizione normale
  • 1 foto sottoesposta di 1–4 stop
  • 1 foto sovraesposta di 1–4 stop

Per cominciare ti consiglio di usare una differenza di 1 stop, più che sufficienti per la maggior parte dei casi.

Tempo fa mi trovavo nella piana del Cansiglio e mi trovavo difronte ad una scena molto bella, ma dalle condizioni luminose difficili per la fotocamera, pertanto ho optato per effettuare una foto HDR attraverso tre scatti in sequenza.

GESTIONE DELLE FOTO

Una volta ottenute queste tre foto è necessario procedere con la fusione delle immagini in modo da usare solo la parte migliore di ogni foto singola. Dalla foto sottoesposta si recupera la parte relativa al cielo, dalla foto sovraesposta si recupera la parte delle zone d’ombra del bosco ed abeti, mentre la foto di partenza serve principalmente come riferimento per recuperare quelle zone che non sono ne troppo chiare e nemmeno troppo scure.

Per poter far questo tipo di operazione o fotomontaggio, è necessario utilizzare un software che permette di lavorare attraverso l’uso di livelli e maschere, quindi si parla di programmi come il famoso Adobe Photoshop oppure il gratuito Gimp.

In alternativa si possono usare software come Nik Software oppure Photomatix PRO 5 per poter realizzare degli HDR in modo automatizzato.

Nel mio caso ho utilizzato Photomatix Pro 5 per ottenere un’immagine di partenza in HDR. Immagine successivamente ottimizzata sfruttando Photoshop e nuovamente le tre foto originali ottenute in fase di scatto. Ho adottato questa procedura per ottimizzare la foto finale perchè spesso i software automatici tendono a darmi una foto troppo artificiale e poco credibile.

Il risultato finale è questo:

Photograph hdr test #1 by Alessio Furlan on 500px

Qui la differenza tra le due foto: a sinistra quella che avresti ottenuto con un singolo scatto della fotocamera, a destra quello HDR:

La fotografia HDR
La fotografia HDR