Il tutto parte dal presupposto che puoi ottenere una buona immagine se riesci a realizzare una composizione dove, consciamente o inconsciamente, riesci a far percepire delle figure geometriche elementari (dette anche di base) all’osservatore.

Ovvero: se quando fotografi ad esempio un paesaggio riesci ad individuare degli elementi geometrici, o componi in modo tale che possano essere percepiti, allora la composizione risulterà efficace!

Questo può essere applicato a qualsiasi contesto. Le strutture artificiali create dall’uomo ovviamente ci rendono la vita facile in quanto per nostra stessa natura tendiamo a realizzare le cose basandoci sulla geometria.

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Edifici, ponti… qualsiasi cosa creata dall’uomo, se ci fai caso, è basata su delle forme geometriche di base.

Poi ovviamente esistono le eccezioni, pensiamo a certe opere di qualche architetto/artista fuori dal comune, ma di base penso si sia capito cosa intendo.

Nei contesti “naturali” vale la stessa regola tutto sommato. Nonostante spesso sia difficile “percepire” una certa geometria, di fatto la natura stessa fonda molti aspetti caratteristici su rapporti matematici e geometrici.

Se non riesci a percepirli, il che è del tutto naturale e normale, allora devi cercare di crearli tu, attraverso l’uso della prospettiva, sfruttando i limiti del tuo fotogramma.

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Lo scopo che devi raggiungere è quello di creare questa composizione cercando di mantenere il tutto il più pulito ed ordinato possibile; in questo modo non crei confusione nella testa dell’osservatore.

Tuttavia, e qui purtroppo entra in gioco l’esperienza e la pratica, in certi casi potresti sperimentare l’inserimento nella tua composizione di un elemento che non ha nulla a che vedere con la “regolarità delle forme geometrica di base”. 

In questo modo vai a creare una sorta di “rottura” che potrebbe far diventare questo elemento “estraneo” come un elemento complementare e che esalta ancora di più la forza compositiva della tua immagine.

Lo so… in pratica ho detto tutto ed il contrario di tutto, ma come si sa non esistono delle “ricette precotte” per fare buona fotografia.

Queste sono solo delle indicazioni che dovrebbero darti una mano a prendere consapevolezza su quello che stai facendo e che vuoi ottenere, ma devono essere forzatamente accompagnate anche da una costante pratica fotografando l’ambiente che ti circonda. 

Questo è un aspetto fondamentale dal quale non si può prescindere. 

Per concludere ecco alcuni appunti che possono esserti utili per iniziare a mettere in pratica questa lezione:

  • Le figure rettangolari sono associate all’idea di stabilità, di ordine e di concretezza.

  • I quadrati sono ancora più rigidi sotto questo aspetto.

  • I cerchi e le figure “differenti dalle precedenti” sono invece associate ad una idea di dinamicità.