Privacy in fotografia. Ma non per i propri figli?

Io lo trovo un controsenso bello e buono e non mi sento assolutamente in colpa nel dire questa cosa.

Si parla tanto di “privacy” ma molti sono i primi a non “rispettarla”, e a farne le spese sono proprio i più indifesi: i nostri figli.

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IL QUADRO DELLA SITUAZIONE

Siamo in un periodo dove, con l’avvento ed affermazione del digitale, la fotografia è diventata “democratica”, ovvero tutti ormai possono fotografare e dispongono di un mezzo per fare ottime foto (dallo Smartphone alle fotocamere digitali più o meno professionali) ed allo stesso tempo tutti hanno accesso ad internet e ai social network che sono - di fatto - diventati lo svago e passatempo per molte persone.

Questa cosa ha comportato, di riflesso, anche un aumento della sensibilità e consapevolezza sulla questione della “privacy”, ed è una cosa positiva!

Essere consapevoli - ed abituati - al fatto che ormai tutti gli strumenti ti permettono di essere “online” o addirittura “in diretta” e davanti agli occhi di migliaia di persone, ma allo stesso tempo “PRETENDERE” di avere il controllo sulla nostra persona ed essere riusciti ad avere una regolamentazione sulla “privacy” tutto sommato decente, ci dimostra come alla fine un pò di sale in zucca ce l’abbiamo ancora dal punto di vista sociale.

IL CONTROSENSO

Tuttavia, nonostante tutta questa bella pappardella, basta fare un giro su uno dei tanti social per vedere che sono proprio i bambini più piccoli ad essere violati di questo diritto sulla privacy.

“Ma come” magari sarai pronto a rispondermi. La legge è molto severa sulla questione dei minorenni!

Ma il problema è cha a violare la privacy dei propri figli non sono degli “estranei”, ma piuttosto i propri genitori.

Non voglio fare sentenze o accusare nessuno, pure io sono un Papà, quindi so benissimo di cosa sto parlando e di cosa si tratta. E ho fatto una scelta consapevole e razionale, di cui ne è consapevole tutta la mia famiglia. Nonni compresi.

Fin da quando il bimbo nasce molti genitori hanno avuto l’abitudine di postare sui vari social, pubblicamente davanti a tutto il mondo, la foto del proprio figlio.

Se da un lato posso “comprendere” la sana inconsapevolezza data dall’euforia del momento dove milioni di emozioni ubriacano la nostra razionalità, dall’altro non riesco proprio a concepire come poi questa abitudine di mostrare le foto al mondo intero vada avanti per i giorni successivi, che poi diventano mesi… anni…

E così perdiamo il punto di vista, il faro. Perdiamo il legame da quel tanto preteso e dichiarato “diritto alla privacy”. 

Diritto alla Privacy che pretendiamo - appunto come diritto - ma che di fatto siamo stati i primi, come genitori, a violarlo. 

Abbiamo violato, o lo stiamo ancora facendo se sei una persona che tutt’ora continua a fare le foto del proprio figlio e metterle online sui vari social network “così senza pensarci”, il diritto alla privacy del nostro figlio.

Abbiamo leso il diritto di nostro figlio nel “decidere”, consapevolmente e con razionalità, se la sua immagine di quando è nudo col pisolino al vento, di quando si è pisciato addosso o di quando sta piangendo perché gli hanno rubato il lecca lecca, sia giusto renderla visibile al mondo intero (e per sempre, perché anche se non ci ricordiamo di una foto che abbiamo fatto a nostro figlio e messa online 2 mesi fa, non significa che questa foto di fatto venga cancellata.. ma rimane online. Per sempre).

IL DIRITTO ALLA PRIVACY DEI NOSTRI FIGLI

Ok, qualche genitore potrebbe obiettare sul fatto che siamo “noi genitori” a decidere per il figlio che, di fatto, non ha ancora acquisito determinati diritti.

Premesso che questa è una “cagata pazzesca” (alla Fantozzi), perché il dovere di un genitore dovrebbe essere quello di “tutelare” i diritti del proprio figlio, non di appropriarsene, accetto volutamente di sorvolare su questo aspetto etico per fare un ragionamento che, spero di riuscire a comunicare, più profondo.

Ed è questo:

Ammesso, ma non concesso, che questo comportamento venga considerato “lecito” dalla società, con quale prospettiva possiamo aspirare al fatto che nostro figlio, in futuro, quando sarà in grado di ragionare con la sua testa e costruirsi delle opinioni, abbia una consapevolezza sul valore e diritto sulla privacy SUA e prima ancora di quella DEGLI ALTRI.

Assolutamente nessuna. Perché proprio i suoi genitori gli hanno fatto capire col passare degli anni che, di fatto, la sua privacy non è mai esistita.

Qual è la mia scelta? Non mettere mai foto dei miei figli, ma nemmeno della mia famiglia, online e nei social. Certo, qualcuna è scappata… ci mancherebbe… alle feste di compleanno mica sono il genitore che rompe le palle agli altri genitori per non far comparire certi bambini nella foto della festa, in fondo… è una foto ricordo di una festa.

Ma stop. È tutto li. E non si va oltre.


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