XIAOMI Yi-M1. Ecco la nostra recensione dopo oltre 1 mese di utilizzo

Eccoci d’avanti all’ultimo arrivo del marchio cinese XIAOMI, che con questo prodotto vuol dar battaglia ai marchi più blasonati nel mondo della fotografia. Parliamo della prima fotocamera mirrorless della XIAOMI, la Yi-M1. Una fotocamera mirrorless a obiettivi intercambiabili, con sensore Micro 4:3 prodotto da Sony. Non so di preciso per cosa sta la Yi nel mondo del Sol Levante, ma almeno sul sito www.yitechnology.com , la Yi sta per Your Innovator.

PROVA NELLA VITA REALE

Perché “PROVA NELLA VITA REALE”? Ebbene perché molto spesso le recensioni nel laboratorio a volte possono essere fuorvianti o magari piene di dettagli e informazioni poco comprensibile per l’utente che guarda la fascia di mercato dove si trova questa macchina fotografica.

Penso che sia molto più rilevante condividere le informazioni ed impressioni ottenute nell’utilizzo sul campo.

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Recensione a cura dello staff tecnica fotografica:

IL VIDEO

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CORPO MACCHINA

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La nuova arrivata in casa XIAOMI si presenta in due versioni, una nera e una grigio metallizzato.

La forma del corpo prende ispirazione da Leica T, una mirrorless del celebre marchio tedesco, con soli tre tasti fisici sulla parte superiore del corpo e il resto dei controlli spostati sul display touch che fa da padrone sul retro della Yi-M1.

Dal punto di vista dell’ergonomia la Yi-M1, non sta per niente male.

Nonostante il prezzo molto più basso rispetto alle concorrenti, si presenta robusta ben fatta e solida. D'altronde il corpo è costruito in termoplastica dal noto produttore danese DNS Arnitel.

Soltanto il pulsante per l’accensione e spegnimento, la slitta calda del flash e l’attacco dell’obiettivo sono in metallo.

Come si può osservare, la linea del corpo è molto pulita ed è molto piacevole al tatto, sopratutto nella zona dell’impugnatura dove si trova un rivestimento sempre in termoplastica ma gommosa che rende l’impugnatura molto confortevole e anche molto resistente. Di fatti nonostante la mia disattenzione e poca cura nell'utilizzo, non sono riuscito a graffiarla.

Nella parte anteriore del corpo, si trovano il tasto di sgancio dell’obiettivo, la luce per l’assistenza all’auto-focus ed il marchio rosso Yi.

La parte superiore invece, è occupata dai due microfoni che registrano l’audio in modalità STEREO, la slitta calda del flash, il pulsante di scatto attorno al quale si trova lo switch ON/OFF, la ghiera di controllo, e la ghiera dei modi di ripresa, con in mezzo il pulsante per la registrazione video.

Sul lato destro della macchina aprendo lo sportellino, si trovano l’alloggiamento della scheda SD, l’attacco Mini HDMI e il micro USB 2.0. Sul lato sinistro c’e il piccolo e abbastanza potente altoparlante. La parte inferiore è riservata al vano batterie, mentre sul retro, l’imponente schermo touch da 3 pollici e 1.04 Megapixel di risoluzione insieme ai due tasti, uno per la riproduzione delle foto e dei filmati e l’altro per la cancellazione.

Dal punto di vista operativo, tutti i pulsanti sono molto reattivi e facilmente raggiungibili e il grande display LCD touch molto definito, luminoso e ben visibile anche in condizioni di forte luce, fa si che scattare le foto diventi un gioco da ragazzi.

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Ma ahimè, non è oro tutto quel che luccica. Purtroppo la Yi-M1 non ci offre lo schermo orientabile. Questo pero, non è un problema cosi grave come può sembrare. L’angolo di visuale del display è molto ampio e si riesce a vedere l’immagine anche da angolazioni non proprio abituali.

Il parere di Marco

La prima cosa che noti quando la prendi in mano è forse la cosa più bella e fantastica che ti aspetti da quella macchina, cioè le dimensioni ridotte che ha, in quanto ti sta comodamente in tasca; la seconda cosa che noti è che ci manca la lente e se la agganci al corpo diventa tutt'altro che tascabile, secondo me chi compra una mirrorless con sensore micro quattro terzi senza mirino si aspetta una macchina più ‘’agevole’’, quindi reputo la scelta un po’ insensata, forse fornendo in dotazione una lente più piccola (pancake) acquisterebbe un valore aggiunto.

L’impugnatura è ok, in quanto non ci si possa aspettare granché da un corpo così piccolo, soprattutto se hai le mani grandi. Gli alloggiamenti batteria, SD e cavetti sono identici a quelli della LeicaQ, quindi pari pari a fotocamere professionali, che trovo comodi e agevoli.

Le ghiere e i pulsanti sono intuitivi e basilari, il tutto facilitato dallo schermo touch con una buona reattività. La cosa che trovo più scomoda è il blocco della lente, sei costretto a cliccare un bottone per chiudere completamente la lente.

SENSORE DELLA YI-M1

Il cuore pulsante della Yi-M1, come accennato all'inizio della recensione è l’ottimo sensore in formato Micro 4:3 prodotto dalla Sony. Si tratta di un sensore di 20 milioni di pixel costruito con la tecnologia CMOS Exmor, nome di codice Sony IMX269.

La Yi-M1 oltre allo scatto a risoluzione nativa di 20 Mpixel, offre anche una risoluzione più alta, che attraverso un processo di interpolazione viene portata a 50 Mpixel.

La sensibilità ISO di questo sensore va da ISO 100 fino a ISO 25 600. Ma non lasciatevi ingannare dalla sensibilità alta presente nella scheda tecnica, perché la Yi-M1 si comporta bene e molto bene a sensibilità ISO basse fino a ISO 800, con una leggera perdita di nitidezza a ISO 1600.

Ho deciso di portare al limite il sensore di questa piccola macchina e ho deciso di documentare il processo di saldatura di una fusione in metallo.

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Nella foto inserita come esempio scattata a ISO 200 (prima foto sopra), si vede l’ottimo lavoro del sensore Sony. Di fatti nonostante la misurazione dell’esposizione fosse fatta sui guanti fortemente illuminati dalla macchina saldatrice, è stato catturato abbastanza dettaglio anche nelle zone buie, conservando dettaglio anche nella zona illuminata all'interno del pezzo saldato.

Un’altro esempio evidente dell’ottimo lavoro del sensore con un valido aiuto anche da parte dell’obiettivo si può vedere nella foto sottostante, scattata a ISO 1600 (seconda foto sotto). C’e una leggerissima, pero insignificante perdita di dettaglio fine, non viene pero intaccata la capacita del sensore di mantenere informazioni sia nelle zone illuminate che in quelle buie.

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A ISO 3200 riesce ancora a dare risultati soddisfacenti per poter postare le foto sul web o fare piccole stampe da inserire nel album dei ricordi, mentre se saliamo a ISO 6400 la primogenita della XIAOMI fa fatica a tenere il passo con le concorrenti che danno leggermente più dettaglio a quella sensibilità.

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AUTOFOCUS

La messa a fuoco in modalità automatica di questa piccola macchina fotografica ha due facce. Se la macchina ha ancora la prima versione di firmware si può osservare u comportamento deludente in fase di messa a fuoco in luce scarsa o nella modalità di messa a fuoco continua, mentre facendo l’aggiornamento alla versione del firmware “2.0 INT”, la situazione usando la messa a fuoco singola cambia sensibilmente e si riesce a mettere a fuoco in modalità automatica anche in condizioni difficili.

Non solo la parte fotografica migliora, ma anche il comparto video. Purtroppo la modalità di messa a fuoco rimane sempre lentissima.

OBIETTIVI

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Per quanto riguarda il corredo di obiettivi offerto dalla XIAOMI per la Yi-M1, questo è piuttosto scarso. Ci sono soltanto due obiettivi attualmente disponibili nello store della XIAOMI. Il 12–40mm f3.5–5.6 e il 42.5mm f1.8.

La bella notizia è che avendo scelto il formato Micro 4:3 come attacco, la Yi-M1 e aperta a ricevere tutte soluzioni del mondo Micro 4:3 attualmente sul mercato. In poche parole, si può prendere un obiettivo Panasonic (clicca qui per vedere tutte le opzioni disponibili) oppure Olympus(clicca qui per vedere tutte le opzioni disponibili) con attacco Micro 4:3 e attaccarlo alla macchina.

Il formato Micro 4:3, essendo uno standard internazionale ha il grande vantaggio di poter usare su una macchina fotografica obiettivi prodotti dai produttori di macchine fotografiche concorrenti, che hanno deciso di sposare questo formato. Geniale! Per questo che al lancio, il formato Micro 4:3 veniva pubblicizzato con lo slogan: “Digitale senza compromessi!”

La distanza di messa a fuoco dell’obiettivo trovato in kit con questa macchina fotografica, e lo zoom ad apertura variabile 12–40mm f3.5 — f5.6, equivalente ad un 24–80mm nel formato pieno.

Con una distanza minima di mesa a fuoco di soli 35cm, si adatta abbastanza bene anche la fotografia close-up dove si possono ottenere scatti interessanti e pieni di dettaglio.

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Dal punto di vista della qualità immagine in condizioni difficili, il piccolo zoom cinese si difende molto bene.

Ecco uno scatto effettuato puntando direttamente il sole.

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Certo, il contrasto cala leggermente pur rimanendo nella norma del segmento, ma le aberrazioni cromatiche sono tenute sotto controllo. Il punto dolente scattando contro sole e il flare. In questo caso, pur essendo presente sotto forma di due debolissimi aloni nella parte inferiore centrale del fotogramma, non da alcun fastidio e dimostra l’alta qualità delle lenti che compongono l’obiettivo.

Una particolarità interessante per chi pensa di montare filtri su questo obiettivo, è che la lente frontale non gira durante la fase di messa a fuoco. Questo agevola tanto l’utilizzo di filtri ND graduati, o qualsiasi altro tipo di filtro montato sulla lente frontale.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post condividendo questo articolo.

GAMMA DINAMICA

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Un altro punto sensibile nelle fotocamere a basso costo e la gamma dinamica. Cioè, riprendendo scene fortemente contrastate, si nota una perdita d’informazione o nella zona più scura o in quella più chiara.

Dopo aver fatto un paio di scatti di prova puntando un oggetto contro il cielo azzurro e un’altro al tramonto, posso dire che anche in queste condizioni la Yi-M1 si difende egregiamente.

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Nella scena al tramonto c’e dettaglio anche nelle zone più scure e la scena è abbastanza contrastata e con bei colori. Nella scena più estrema, della rosa puntata contro il cielo (foto qui sopra) è sorprendente come si riesce ad avere informazione anche nelle zone più scure senza bruciare le luci alte che sono rappresentate dal cielo.

In più, si può notare anche la quasi totale assenza di aberrazione cromatica o frangiatura viola, ai bordi della rosa o delle foglie.

FORMATO RAW

Per i fotografi entusiasti che magari vorrebbero avere un secondo corpo macchina senza andare a spendere migliaia di euro per un’altra DSLR, la Yi-M1 offre la possibilità di scattare anche in formato RAW.

La XIAOMI ha scelto di usare il negativo digitale DNG in questa piccola macchina. Nella prova di sviluppo usando il più popolare software di sviluppo Adobe Lightroom, tutti i file sono stati riconosciuti senza problemi. Vuoi approfondire l’argomento DNG? Clicca qui.

Un’altro aspetto importante è che la Yi-M1 offre risultati impressionanti per un sensore Micro 4:3 scattando in RAW. Di fatti, scegliendo di scattare in RAW c’e abbastanza margine per recuperare anche una foto fortemente sottoesposta senza tirar fuori tantissimo rumore.

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Nelle foto esempio, quella sopra e un file RAW convertito in JPEG usando Lightroom, senza alcuna modifica. Invece la foto sotto è lo stesso file RAW processato per ottenere il massimo dettaglio possibile.

VIDEO

Ormai quasi tutte le macchine fotografiche in questo segmento offrono la possibilità di effettuare riprese video in 4K.

La Yi-M1 offre la possibilità di scattare in 4K a 30fps, ma anche in 2K, FullHD, HD e VGA. La qualità video è ottima, l’unica pecca è l’autofocus abbastanza lento in condizioni di luce scarsa.

CONCLUSONI

Dopo averla provata intensamente per qualche mese posso dire che la primogenita della XIAOMI si difende molto bene.

Certamente non si può paragonare a una DSLR, e neanche a una mirrorless della fascia alta, ma tenendo presente la fascia di mercato dove punta, il suo dovere lo fa.

Spero che la divisione fotografia della XIAOMI, metterà a posto il problema della messa a fuoco continua che nonostante l’aggiornamento del firmware all'ultima versione, continua a deludere e magari metteranno sul mercato anche un flash dedicato, che al momento non esiste. Sistemando questo aspetto, sicuramente la Yi-M1 acquisterebbe più valore.

Il parere di Marco

Qui il discorso è molto personale, in ambito professionale ti potrei dire che è molto scarsa, ma sarebbe sbagliato perché non è il suo, non è rivolta ad un pubblico professionale, quindi direi che rivolgendosi ad un pubblico amatoriale va discretamente bene, cosa significa? C’è di peggio e c’è di meglio.

Esempi: non è sempre precisa nell'agganciare il soggetto, non è velocissima a mettere a fuoco, in situazioni di scarsa luce non ci siamo proprio e non regge bene alte ISO, ma una cosa positiva ce l’ha: TI DIVERTE,

Non devi avere grosse aspettative da questa YI M1, imposta la macchina al meglio e scatta senza pensarci, non devi preoccuparti del fuoco o del mosso, l’unica cosa è provarci e se la foto riesce sarà stato divertente, almeno io nei test mi sono divertito; non so se è perché l’ho presa come un ‘’gioco’’ fin da subito e mi sono lasciato andare, ma di fatto è stato così!

XIAOMI ha sicuramente una grossa cura nei dettagli, che però secondo me dovrebbe mettere da parte per concentrarsi sul prodotto, come ad esempio la lente più compatta. La M1 è una macchina che consiglio a tutti quelli che cercano qualcosa in più delle macchinette fotografiche compatte, in quanto ha anche delle simpatiche funzioni implementate come l’impostazione che ti indica come mettere in posa il soggetto.

Divertente e senza pensieri quindi. Impensabile per un professionista, ottima per foto di famiglia senza troppe difficoltà.

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