Come migliorare la tua fotografia. Punti fondamentali - Tecnica Fotografica

Come migliorare la tua fotografia. Punti fondamentali

Tempo fa sono stato invitato in un circolo fotografico della mia zona per portare la mia esperienza relativamente ad alcune tecniche fotografiche che mi appassionano (Esposizioni lunghe con filtri neutri, Paesaggi e Bokeh).

In questi contesti e situazioni, dove ho a disposizione poco più di un ora per dare il mio contributo, può sembrare difficile dare dei consigli che siano veramente “utili” a chi ascolta per migliorare la fotografia, anche perché quasi sempre non ci sono solo “principianti”, ma anche veri e propri fotografi professionisti o comunque fotografi per hobby che nulla hanno da invidiare a qualche professionista.

In questo caso come ci si comporta? In realtà io ho trovato una soluzione veramente semplice e alla portata di tutti, specie se sei un docente: parlo delle basi. Nel 90% dei casi (stima del tutto personale ovviamente e non basata su studi scientifici) riscontro che la differenza tra un fotografo che ottiene dei risultati “mediocri” e chi invece realizza delle immagini stupende ed amate da molti, non sta in quel numero di 11 cifre chiamata P.IVA e che identifica ufficialmente un “professionista”, ma sta piuttosto in un diverso approccio nel metodo ed una determinata costanza.

migliorare la fotografia
Da qui sono partito per scrivere questo articolo e da qui voglio cominciare per darti una serie di consigli, con una serie di articoli che pubblicherò settimanalmente, per vivere la fotografia alla grande ogni giorno. Quindi: cosa serve?

  1. comincio con il dirti “cosa non ti serve”, ma il messaggio che voglio comunicarti è il medesimo: quello che non ti serve è una fotocamera professionale. Nella maggioranza dei casi una fotocamera “base” è più che sufficiente per le tue necessità. Si ok, ammetto che in qualche contesto le caratteristiche di una fotocamera professionale sono utili… eccome se lo sono… ma dai… siamo sinceri, non giustificano di certo quei 1500 euro in più di spesa.
  2. Se NON HAI sottomano la tua fotocamera preferita, con i suoi comandi manuali e tutto il resto, non abbatterti. Anche a me spesso capita di essere in giro senza fotocamera dietro e trovarmi in un contesto che “porca vacca se solo avessi la fotocamera…”. Se ti trovi in giro con il solo smartphone non trattenerti dal fare ugualmente una foto a quel splendido paesaggio o splendida scena nella quale ti trovi. Vale la stessa cosa se stai imparando a fotografare ma non hai ancora la padronanza dei comandi della tua fotocamera: non preoccuparti e scatta pure in “automatico” e via!
  3. Se sei un fotografo già vissuto e formato con la convinzione di conoscere abbastanza bene la fotografia beh… a volte “ripassare” i concetti fondamentali è un toccasana. Ci sono un sacco di professionisti che dopo anni di fotografia ottengono delle foto buone, ma non eccezionali, solo perché trascurano le basi.

Oggi voglio proprio darti qualche dritta basilare che dovresti sempre tenere a mente:

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L’ESPOSIZIONE FOTOGRAFICA

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Sembra una cavolata, ma alla base di tutto ci deve essere l’esposizione corretta e questo si basta sulla conoscenza del “triangolo dell’esposizione”, ovvero su come i tre parametri fondamentali della fotografia (APERTURA, TEMPO, ISO) interagiscono tra loro nell’ottenimento della foto finale.

Apertura del diaframma: è il foro all’interno dell’obiettivo, che puoi regolare nella sua dimensione per far passare più o meno luce. Un numero basso (tipo f/2.8) corrisponde ad un buco più grande che fa passare molta più luce, mentre un numero alto (tipo f/5.6) corrisponde ad un foro più piccolo che fa passare meno luce. Questa apertura influisce sugli altri due parametri, infatti se passa poca luce allora la fotocamera userà un TEMPO DI SCATTO più lungo o sarai costretto ad aumentare la sensibilità ISO.

Velocità di scatto: fa riferimento al tempo di scatto che utilizzi e determina il risultato della foto. Se usi un tempo di scatto “lento” gli elementi che si muovono durante la fase di scatto risulteranno “mossi” o lasciano delle scie luminose (tipo i fari delle auto). Un tempo di scatto “veloce” invece è ideale se vuoi bloccare una scena. Questo parametro incide sugli altri due: con un tempo di scatto “lento” significa che la luce colpisce per più tempo il sensore, pertanto la fotocamera potrebbe variare l’APERTURA DEL DIAFRAMMA (se la luce è troppo intensa), oppure potresti essere costretto a ridurre la sensibilità ISO.

La sensibilità ISO: va a definire quanto vuoi rendere sensibile alla luce il sensore digitale. Un valore più alto corrisponde ad una sensibilità maggiore (quindi comodo quando scatti di sera o in condizioni di scarsa luce), ma dà come risultato un effetto collaterale: il rumore digitale. Il rumore non è altro che un degrado dell’immagine come puoi vedere da questo esempio. L’aumento della sensibilità alla luce incide sugli altri parametri, pertanto il TEMPO DI SCATTO potrebbe “diminuire” oppure l’APERTURA DEL DIAFRAMMA potrebbe “ridursi” per far arrivare meno luce al sensore.

LA NITIDEZZA

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Quanto è importante la nitidezza in una scena fotografata? Tantissimo. Forse non lo sai oppure è un atteggiamento talmente naturale che non te ne rendi nemmeno conto, ma lo sguardo dell’osservatore si concentra e viene attirato SEMPRE dall’elemento più nitido del contesto che hai fotografato. Quello che devi fare tu, fotografando, è sfruttare la nitidezza e le sfocature, per guidare l’occhio dell’osservatore.

Ma cos’è che incide sulla nitidezza? Vediamoli nel dettaglio:

LA PROFONDITÀ DI CAMPO

Le fotocamere sono in grado di mettere a fuoco un solo punto della scena, quindi fa differenza nel mettere a fuoco una montagna nello sfondo rispetto alla roccia in primo piano, ma puoi sfruttare l’apertura del diaframma — chiudendolo — per fare in modo che la nitidezza si estenda dal primo piano fino allo sfondo.

Ma come fare per poter capire se è sufficiente? Puoi scegliere due strade; la prima consiste nel premere il tasto “anteprima di apertura diaframma” (cerca sul tuo manuale di istruzioni se è presente e dove si trova). La seconda consiste nell’usare dei software on-line che, una volta inserito qualche dato, fanno i calcoli per te dicendoti quanti elementi avrai perfettamente a fuoco. Eccoli:

IL TEMPO DI SCATTO

Il fattore che più incide sulla scarsa nitidezza di una immagine è tuttavia l’impostazione di tempo di scatto SBAGLIATO. Sembra assurdo, ma è proprio lui il colpevole. La maggioranza dei fotografi, professionisti compresi, ottengono foto poco nitide perché sbagliano ad impostare il tempo di scatto.

La ragione è molto semplice. Quando la velocità di scatto è troppo bassa rispetto alla velocità cui si muove il soggetto, è assolutamente normale che il soggetto appaia “mosso”, quindi poco nitido, nella foto che ottieni.

A questo va aggiunto anche il movimento che fai tu, se non usi un treppiede, causato dall’impossibilità di tenere ferma ed immobile una fotocamera con il suo obiettivo a mano libera. E’ vero, esistono gli stabilizzatori in questo caso, ma spesso non sono sufficienti pertanto ecco alcuni consigli utili:

  • Se il soggetto è in movimento, cerca di mantenere la velocità di scatto a 1/125° di secondo, o superiore.
  • Se il soggetto è fermo, e tu hai una mano ferma, probabilmente puoi utilizzare anche un tempo di scatto di 1/60° di secondo.
  • Come regola generale tieni in considerazione che più lunga è la focale e più veloce deve essere il tempo di scatto che devi usare. Una regola empirica è quella di usare un tempo di scatto pari a 1/ “lunghezza focale del tuo obiettivo”, quindi se usi un obiettivo da 25mm di focale il tempo di scatto “minimo” che puoi usare è di 1/25″.

LA MESSA A FUOCO

In certi casi una foto poco nitida non è data dalla scarsità dell’obiettivo usato, nemmeno dal micromosso o dall’uso di un diaframma troppo aperto. In certi casi l’errore è molto più banale: hai messo a fuoco l’elemento sbagliato.

Ma com’è possibile? In realtà non è difficile fare questo errore. Le fotocamere hanno autofocus veramente performanti ma non sono ancora in grado di saper decidere bene da sole qual’è il soggetto che tu vuoi vedere nitido. Se ad esempio lasci impostata la messa a fuoco “multipunto” la fotocamera deciderà in modo autonomo cosa mettere a fuoco e potresti rischiare che metta a fuoco il soggetto sullo sfondo (magari più contrastato) rispetto al soggetto primo piano che interessava a te.

Imposta la messa a fuoco su punto singolo ed impara a fare la ri-composizione. In pratica:

  • usi il punto AF bloccato al centro del mirino per mirare il soggetto/elemento che vuoi rendere nitido;
  • premi per metà il tasto di scatto in modo che la fotocamera attivi l’AF e metta a fuoco il soggetto/elemento prescelto;
  • continuando a tener premuto per metà il tasto di scatto, componi la tua immagine secondo i tuoi gusti.
  • una volta fatto questo non resta che premere a fondo il tasto di scatto per ottenere la foto.

Scritta in questo modo sembra un processo lungo e macchinoso, ma in realtà è estremamente rapido. Se ci prendi la mano probabilmente non userai più il sistema di messa a fuoco multipunto. Ah… quasi dimenticavo… questo sistema non va usato con il sistema di messa a fuoco continuo che dovrai, se attivo, disattivare.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post.

OCCHIO ALLO SFONDO

migliorare la fotografia
Lo sfondo è importante tanto quanto il soggetto/elemento che vuoi fotografare e rendere principale. Un elemento sullo sfondo troppo colorato, oppure un elemento troppo luminoso… sono tutte cose che potrebbero distrarre l’osservatore pertanto devi ricordare delle strategie per superare questo ostacolo e rendere il soggetto principale della tua scena “distinguibile”.

Ci sono vari modi per superare questo ostacolo:

  1. usare la profondità di campo. Se nei paesaggi hai bisogno di più elementi a fuoco possibili, frutta invece lo sfocato per i ritratti o quando devi fotografare qualcosa che si trova in un contesto dove lo sfondo finirebbe per distrarre l’osservatore. Puoi ottenere lo sfocato abbastanza facilmente usando un obiettivo come il 50mm f/1.8 (prezzo alla portata di quasi tutti) grazie alla sua grande apertura di diaframma.
  2. usa la prospettiva posizionando i soggetti/elementi che vuoi fotografare in modo che abbiano lo sfondo molto distante e loro siano molto vicini alla fotocamera. La prospettiva in fotografia comporta che il soggetto più vicino alla fotocamera risulti anche più grande, pertanto l’attenzione cade inevitabilmente sul soggetto “più ingombrante” della scena (visivamente parlando).
  3. sfruttare i teleobiettivi che grazie alla lora capacità di staccare i piani fanno sembrare i soggetti molto più distanti e distaccati dallo sfondo. In parole molto semplici, con i teleobiettivi riesci a fare concentrare l’occhio dell’osservatore sul soggetto che hai deciso di mettere a fuoco, mentre lo sfondo risulta molto difficile da individuare e l’impatto è molto minore sulla scena complessiva.

CONCLUSIONE

Il fulcro su cui ho basato questo articolo credo sia chiarissimo: tu devi cercare di catturare l’attenzione dell’osservatore creando una foto dove il soggetto principale deve essere “evidente” senza confondersi con lo sfondo in modo tale da non dare via di scapo a chi guarda l’immagine. Per ottenere questo risultato puoi sfruttare tutti i suggerimenti indicati precedentemente, imparandoli a memoria o scrivendoteli da qualche parte, oppure — consiglio che ti do io — basta che tu tenga a mente che il soggetto deve essere semplicemente: NITIDO.
migliorare la fotografia
Ah, ultima cosa importantissima. L’articolo ti è piaciuto? Lasciaci un commento qui sotto e twitta il post ai tuoi followers e se sei dalla provincia di Venezia ed sei relativamente vicino/a a Treviso/Pordenone allora potresti anche fare un salto al circolo culturale che mi ha ospitato: Circolo Fotografico Centro Stile Salgareda (clicca qui per andare alla loro pagina Facebook).

Alessio

Blogger, Autore, Fotografo ed Imprenditore Online, Questo è il mio progetto più importante. Guarda le mie foto su 500px o SmugMug.

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