Cosa sono i DPI e PPI e a cosa servono nelle foto digitali

Cosa sono i DPI e PPI e a cosa servono nelle foto digitali

Che cosa sono i DPI? Che cosa sono i PPI? E a che servono nelle nostre fotografie digitali che dobbiamo mostrare online? Queste sono delle belle domande che spesso trovano delle risposte molto colorite nel web.

Io ci rido sopra ma sia chiaro, pure io all’inizio non avevo le idee tanto chiare su cosa fossero questi DPI e PPI e finivo anche per tenerli in considerazione nella pubblicazione delle mie foto online. Nella realtà, i DPI e PPI non servono praticamente a nulla per le foto che vuoi mostrare nel web ed ora te ne spiego il motivo sperando che ti possa tornare utile per evitare “gaffe” o semplicemente per avere le idee più chiare.

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DPI e PPI

Photo by Mint Owl

IL CONCETTO DI “GRANDEZZA DI UNA FOTO”

Sicuramente hai ben chiaro anche tu che una fotocamera con più megapixel ti permette di ottenere delle foto più risolute e di conseguenza anche delle stampe dalle dimensioni più grandi, meno chiaro è cosa si intenta con “più grandi”.

Una foto 20X30 (formato A4) è da considerarsi grande? Oppure una foto 30×40 (formato A3)? O le foto “grandi” sono quelle che superano il metro di larghezza e che trovi nei cartelloni pubblicitari?

Beh… sono sicuro che ogni persona ha un suo concetto di “grandezza”, ma ti posso dire con assoluta sicurezza che tutte le fotocamere — anche quelle da 6 megapixel di un decennio fa — possono fare delle foto da stampare in “grandi dimensioni”, indipendentemente quale sia il tuo parametro di misura.

Ma come? Vuoi dirmi che una foto fatta con una fotocamera da 6 megapixel può essere stampata grande quanto quella fatta da una fotocamera da 24 megapixel? Assolutamente si. Le dimensioni di stampa non dipendono dai megapixel, ma dai DPI (o PPI) che assegni alla foto.

Ecco allora che forse è meglio chiarire il concetto di DPI (o PPI).

COSA SONO I DPI O PPI

DPI è una sigla che significa “Dots Per Inch”, che tradotto significa PUNTI PER POLLICE. Un pollice è circa 2,5 centimetri.

PPI significa “Pixel Per Inch”, ovvero sostanzialmente la stessa cosa anche se in ambito “digitale”.

Sono dei parametri molto importanti da abbinare alla foto se vuoi perseguire una finalità di stampa dell’immagine che stai gestendo.

A COSA SERVONO I DPI

DPI e PPI

Photo by Zoltan Tasi

Tutto deriva da come viene effettuata la stampa di un’immagine sulla carta. Le stampanti, per rappresentare l’immagine, applicano un puntino di inchiostro uno davanti all’altro (lo noti anche guardando la barra della stampante che corre da destra a sinistra in continuazione mentre stampa l’immagine), applicando in pratica dei PUNTI.

Ecco allora che entra in gioco il parametro dei DPI o PPI

Se imposti la tua foto a 300 DPI in pratica stai dicendo alla stampante di rappresentare l’immagine applicando 300 PUNTI ogni 2,5 CENTIMETRI circa.

Ragionando in PPI forse è più semplice. Se hai una foto da 3000px di lato maggiore quanto grande verrà stampata se imposti la foto in modo che venga stampata a 300 Pixel per pollice? Basta fare 3000 diviso 300 (PPI) ed ottieni la misura di 10 POLLICI (che corrispondono a circa 25 centimetri partendo dal presupposto che la stampante riesca a replicare esattamente 300 pixel ogni pollice). Tutto chiaro?

Ma che succede se ora vai a variare questo parametro dicendo che la foto venga stampata a 150 PPI? Succede che la foto verrà stampata al doppio delle dimensioni: infatti 3000 diviso 150 ti fa ottenere la misura di 20 Pollici, che corrispondono a circa 50 centimetri.

Il parametro dei DPI o PPI ti permette in pratica di definire la grandezza della foto stampata. Per questo motivo non sono i megapixel dell’immagine che incidono sulla grandezza della foto, ma sono i DPI/PPI che vai ad impostare.

Ad ogni modo questo non significa che una fotocamera da 6 megapixel ti permette di ottenere immagini stampate della medesima qualità della fotocamera da 24 megapixel, infatti devi tener a mente anche la risoluzione dell’occhio umano.

Prima di continuare ti chiedo un piccolo favore. A te non costa nulla, mentre a me serve per migliorare la visibilità di questo post. Condividilo! 😀

300 DPI E RISOLUZIONE DELL’OCCHIO UMANO

DPI e PPI

Photo by James Seddon

Se è vero che tecnicamente non sono i megapixel a definire quanto grande può essere stampata la foto, bisogna anche tenere in considerazione che l’occhio umano ci vede abbastanza bene.

Per questo motivo se una foto viene stampata con dei DPI o PPI troppo bassi, ovvero i puntini per pollice sono molto staccati tra loro, l’occhio umano lo nota. Vedresti una foto tutta “puntinata” esattamente come quando guardi un cartellone pubblicitario da vicino.

Nello specifico — indicativamente — l’occhio umano non riesce più a distinguere i puntini quando le foto sono stampate dai 300 DPI o PPI in su.

Questo parametro ovviamente è considerato se si guarda una foto da vicino, ma man mano che una persona si allontana dalla foto stampata la capacità risolutiva dell’occhio umano diminuisce, per questo motivo se una foto deve essere osservata da circa 3 metri può anche essere stampata a 100 DPI o PPI senza che nessuno faccia caso ai “puntini”.

Ovviamente usare una fotocamera che sforna file da 24 megapixel ti permette di fare stampe più grandi se usi i 300 DPI o PPI visto che ci sono più pixel disponibili.

Per lo stesso motivo ovviamente non ha senso stampare le foto a 400 DPI o superiori, visto che l’occhio umano non riuscirebbe comunque ad apprezzarne la risolutezza.

L’ERRORE COMUNE DEI FOTOGRAFI

Uno degli errori più comuni fatti dai fotografi dilettanti, ma anche dai professionisti, è quello di farsi fregare dal concetto di DPI/PPI e credere che vada ad incidere anche nei file da mostrare esclusivamente nel web.

Si tratta di un errore comune dato dal concetto spiegato prima, ovvero un retaggio della stampa. Si crede infatti che aumentare o diminuire i DPI/PPI vada ad incidere anche sulla risolutezza e dettaglio dell’immagine mostrata a video.

Non è così però e ti spiego di seguito il motivo.

I MONITOR, I FILE DIGITALI ED I DPI

DPI e PPI

Photo by William Iven

Se per la stampa hai una stampante che applica un puntino di inchiostro uno in seguito all’altro, nel web abbiamo i PIXEL del monitor che determinano la grandezza dell’immagine.

La differenza sta tuttavia nel fatto he ogni monitor ha una sua specifica densità di PIXEL PER POLLICE (PPI), che non può essere variata come avviene in una stampante.

Un file digitale di 3000 pixel di lato maggiore visualizzato a video avrà una dimensione diversa in base al monitor che stai usando. Se infatti usi un monitor composto da 300 Pixel per Pollice allora l’immagine, ingrandita al 100%, avrà una dimensione di 25 centimetri circa.

Anche se tu vai a variare i DPI / PPI impostando l’immagine a 150 DPI / PPI questa verrà sempre mostrata nel tuo monitor a 300 Pixel per Pollice perché il monitor non è in grado — per ovvi motivi tecnici — di cambiare la sua risoluzione. Verrà quindi mostrata alle medesime dimensioni di prima.

QUINDI COME SI RAGIONA?

Nel web semplicemente NON HA SENSO ragionare in DPI/PPI. Per le immagini nel web si ragiona in PIXEL.

Ovviamente — rispetto a prima — entra in gioco in tutta la sua forza il concetto di megapixel in questo caso. Una foto realizzata a 24 megapixel verrà visualizzata molto più in grande di una foto da 6 megapixel e non ci sono dubbi.

Nel web tu devi ragionare solo in PIXEL. Quando qualcuno ti chiede un’immagine da usare per un articolo su un blog o da pubblicare su qualche sito web, ti dovrà dire quali sono le dimensioni in pixel che gli servono. Se — come spesso accade — ti accenna al fatto di impostare 72 DPI puoi farti una bella risata e fregartene.

LEGGENDA METROPOLITANA DEI 72 DPI

DPI e PPI

Photo by Matt Howard

Per quale motivo spesso — tanto spesso — molti chiedono le foto digitali a 72 DPI o ti suggeriscono di aumentare/diminuire questo parametro per ottenere delle immagini più dettagliate?

Si tratta di una leggenda metropolitana, o più precisamente di un retaggio dal passato. Infatti in passato i primi monitor usati in ambito digitale avevano una risoluzione di 72 PIXEL PER POLLICE e per questo motivo i grafici erano solito chiedere foto digitali con questo parametro. Parametro che ora non ha senso visto che i nostri monitor raggiungono risoluzioni ben più elevate.

GLI INGANNI DI PHOTOSHOP

DPI e PPI

Photo by Michael Slebodnik

Potresti obiettare il fatto che prima ho affermato una cosa errata, infatti se prendi un’immagine digitale e con Photoshop ne cambi i DPI/PPI di fatto l’immagine viene visualizzata più in grande rispetto a prima pur usando il medesimo monitor.

Prima invece ho detto che non cambia nulla! Perché succede questo?

In realtà hai sicuramente fatto un errore molto semplice, ma essenziale. In fase di variazione del parametro DPI/PPI hai sicuramente attivato la funzione “ricampiona immagine”, ovvero hai detto a Photoshop (o altro programma che hai usato) di rigenerare una nuova immagine sulla base dei parametri da te indicati.

Nel tuo caso specifico aumentando i DPI dell’immagine digitale lasciando attiva la spunta “ricampiona immagine”, photoshop ha INGRANDITO l’immagine aumentandone i PIXEL. Nel digitale tuttavia aumentare i pixel di un’immagine non è mai un’ottima scelta perché ne diminuisce la qualità complessiva.

CONCLUSIONI

Spero che questo articolo ti abbia chiarito le idee su cosa devi fare o non ha senso fare quando vuoi mettere le mani all’immagine e soprattutto sul concetto di DPI / PPI e PIXEL.

Se hai domande o dubbio scrivi qui sotto e commenta l’articolo.

Alessio

Blogger, Autore, Fotografo ed Imprenditore Online, Questo è il mio progetto più importante. Guarda le mie foto su 500px o SmugMug.