Reflex: per la fotografia di matrimonio ha i giorni contati?

Reflex: per la fotografia di matrimonio ha i giorni contati?

La mia è una considerazione un po’ provocatoria, ma non troppo distante dalla realtà a mio modo di vedere. Fotografo matrimoni per professione ormai da anni e penso di avere un’idea abbastanza chiara di quello che serve a livello di attrezzatura per svolgere il mio lavoro (articolo di Andrea Bagnasco. I dettagli dell’autore e fotografo a fine articolo).

Il mestiere del fotografo di matrimoni è molto cambiato negli ultimi anni, così come sono cambiate le esigenze e le aspettative dei clienti.

Mirrorless per matrimoni
Le foto di matrimonio una volta avevano perlopiù una valenza sociale, cioè erano un attestato visivo del fatto che il matrimonio era stato celebrato. Di conseguenza erano foto statiche, didascaliche, posate.

Oggi la funzione ‘sociale’ delle foto di un matrimonio è ampiamente svolta dalle ‘fotine’ fatte con gli smartphone degli invitati. Non è tanto una questione di qualità della foto, piuttosto del fatto che queste assolvono al compito di formalizzare ciò che è stato e di raccontarlo ai quattro venti.

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GLI SMARTPHONE NELL’ERA MODERNA

Mirrorless per matrimoni
Prima della fine della giornata le foto fanno il giro del globo sui social e tutti sanno che la coppia è convolata a nozze, felicemente o meno. In questo contesto, al fotografo ‘ufficiale’ è richiesto di andare oltre la foto didascalica, in posa, precotta. Perché di quel tipo di foto non c’è più necessità.

Di conseguenza anche il modo di lavorare è molto cambiato, perché se per le fotografie posate bastava un impegno di poche ore durante la giornata (qualche foto in chiesa, un po’ di gruppi, un po’ di foto lui + lei, arrivo in location, taglio della torta finto e arrivederci e buone cose), oggi i servizi di matrimonio sono spesso delle vere e proprie maratone.

Nove-dieci ore minimo, dai preparativi alle sbronze degli ospiti a fine ricevimento e tutto quello che ci sta in mezzo. Inclusi spesso e volentieri diversi spostamenti, dalle location dei preparativi degli sposi, alla cerimonia, a chissà ancora dove per il ricevimento. Chilometri in macchina, posteggi selvaggi, tira fuori l’attrezzatura, carica l’attrezzatura, trasporta l’attrezzatura… roba per atleti.

In più, io lavoro in stile reportage. Quindi ho anche l’esigenza di essere nel mezzo dell’azione quando capita e dove capita. Non ho il lusso di poter pianificare le mie fotografie. Posso solo lavorare d’anticipo il più possibile e muovermi a tentoni sulla base dell’esperienza e delle sensazioni.

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Mirrorless per matrimoni
Impensabile per me avere attrezzatura complicata da gestire e pesante da muovere. Tra l’altro, fotografare un matrimonio in stile documentaristico vuole anche dire cercare di essere il meno invadente possibile nei confronti degli sposi e degli ospiti.

Inutile mettersi alla caccia di momenti veri, momenti in cui le emozioni dei soggetti sono lasciate libere, con un corredo fotografico voluminoso (che so, una reflex professionale con impugnatura per scatto verticale, 70–200, flash numero guida 60 e magari anche un bel diffusore di quelli grossi) che se va bene mette i soggetti in soggezione, se va male li spaventa.

Al contrario, più si passa inosservati, meglio è perché si riesce a lavorare vicino ai propri soggetti. E le emozioni, per avere un impatto grafico in foto, devono essere riprese da vicino.

If your pictures aren’t good enough, you’re not close enough.

Grandangoli, stare dentro l’azione e uso della luce disponibile. Questa almeno è la ricetta base della mia fotografia. E questa ricetta richiede attrezzatura compatta, veloce da usare, maneggevole, che non dia troppo nell’occhio.

Nella scelta dell’attrezzatura si tratta quindi di trovare un giusto compromesso tra questo tipo di esigenze (compattezza, peso contenuto, maneggevolezza, discrezione) e requisiti di qualità del prodotto finito. Quindi ottima resa in molteplici condizioni di luce, tanta o poca che sia, auto-focus affidabile e sufficientemente rapido sia per soggetti fermi che in movimento, velocità di esecuzione, robustezza, disponibilità di ampia gamma di ottiche.

Fino a pochissimo fa, l’utilizzo di una reflex full frame era praticamente obbligatorio. Troppo limitante usare macchine fotografiche diverse, vuoi per limiti di qualità di immagine (specie agli alti ISO), vuoi per la lentezza e dell’auto-focus, vuoi per la non maturità di sistemi alternativi ai soliti Canon o Nikon.

Scegliere qualsiasi altra cosa era un compromesso che pagavamo noi fotografi o, peggio, che facevamo pagare ai nostri clienti. E infatti per i matrimoni io ho sempre usato le Canon 5D in tutte le loro versioni, dalla prima uscita fino alla Mark III.

Questo fino a pochissimo fa. Oggi l’ultima generazione di macchine mirrorless sta sparigliando le carte sul tavolo di tanti generi fotografici, incluso il mio.

LE MIRRORLESS PER LA FOTOGRAFIA DI MATRIMONIO

Mirrorless per matrimoni

Personalmente sono entrato nel mondo delle Fuji X e devo dire che, fino a prova contraria, sono qui per rimanerci. Almeno per quanto concerne i servizi matrimoniali.

Di fatto, le Fuji X-T2 hanno sostituito le mie Canon 5D Mark III.

Il loro sensore APS-C a 24Mpixel ha una latitudine superiore a quello full frame delle mie Canon e sufficiente risoluzione da permettermi crop in post-produzione senza troppi pensieri.

La resa agli alti ISO è molto buona e mi consente, come le 5D Mark III, di lavorare fino a 12.800 ISO.

L’autofocus è performante il giusto, veloce e sufficientemente preciso anche quando le condizioni di luce e contrasto sono così così (e comunque in pratica non peggiore di quello delle 5D mark III).

L’ergonomia è migliorata tantissimo dalla versione precedente (l’X-T1) e garantisce la stessa immediatezza di utilizzo di una reflex, a patto di abituarsi senza grossi problemi alle dimensioni generalmente ridotte dei corpi macchina e la disposizione più raccolta dei comandi.

Nella fattispecie per me sono stati determinanti il joystick per la selezione del punto di messa a fuoco e la ghiera frontale utilizzabile per regolare la compensazione dell’esposizione. Entrambe novità rispetto all’X-T1.

Mettiamoci poi dentro anche la tropicalizzazione, giusto perché i giorni di pioggia capitano anche quando la gente si sposa e, cosa fondamentale per un utilizzo veramente professionale, il doppio slot per schede di memoria.

Ah, dimenticavo: col mirino elettronico vediamo direttamente ciò che vede il sensore, quindi l’esposizione attuale della fotografia che stiamo scattando.

Insomma, il concetto di fondo è che da un punto di vista pratico, per chi come me arriva dalla penultima generazione di reflex, queste X-T2 non obbligano a compromessi di tipo funzionale, ergonomici e prestazione, restituendoci una qualità di immagine in linea con quanto eravamo abituati. Forse anche un pelo meglio.

Tutto questo però — e qui casca l’asino a sfavore delle reflex — con un peso e delle dimensioni che sono la metà e forse meno di quello di un sistema reflex full frame, con tutti i vantaggi di leggerezza, trasportabilità, compattezza e discrezione che ne conseguono.

CONSIDERAZIONI

Mirrorless per matrimoni
Certamente, andando a comparare le prestazioni di una X-T2 (o X-pro2 che sia) con una reflex full frame di ultima generazione (ad esempio, la 5D Mark IV) la reflex ne uscirebbe vincitrice senza grossi dubbi. Ma a questo punto si tratterebbe di valutare l’importanza del peso e delle dimensioni contenute (e il mirino elettronico) della Fuji rispetto all’incremento di prestazioni garantito dalla Mark IV.

Per quanto mi riguarda, quest’incremento di prestazioni non è sufficiente a compensare i vantaggi della mirrorless.

Preferisco di gran lunga arrivare al traguardo delle 10 ore di lavoro con energia ancora da spendere a vantaggio della mia fotografia, grazie alla leggerezza del mio kit Fuji, piuttosto che col non plus ultra di prestazioni di una reflex ma completamente spompato, la schiena rotta e scarsa voglia di essere ancora creativo e propositivo con la mia fotografia.

Mentre scrivo siamo solo all’inizio delle nuove generazioni di macchine mirrorless, che potranno da qui in poi solo migliorare. Non so voi, ma io per le reflex — almeno per certi tipi di fotografia — la vedo dura…

Andrea Bagnasco è un fotografo professionista specializzato in matrimoni. Ha sede a Varazze sulla Riviera Ligure di Ponente. E’ Image Master per DxO Image Science, Fotografo Selezionato ANFM (Ass.ne Naz.le Fotografi Matrimonialisti), membro di ISPWP (International Society of Professional Wedding Photographers) e membro di Fearless Photographers. | sito web: andreabagnasco.it | instagram: @andreabagnasco

Tutte le foto in questo articolo sono state fatte con Fuji X-T2 da Andrea Bagnasco

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Alessio

Blogger, Autore, Fotografo ed Imprenditore Online, Questo è il mio progetto più importante. Guarda le mie foto su 500px o SmugMug.

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