La regola dei terzi nella composizione fotografica

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L’approccio alla macchina fotografica è più complesso rispetto ad una semplice pressione di un clic. Checché ne dicano gli altri, la fotografia è un mondo sommerso tutto da scoprire e la regola dei terzi è sicuramente il fulcro compositivo protagonista. L’immagine è un quadro e l’occhio del fotografo compie un’attenta indagine della scena per poter finalizzare un ottimo scatto. Non sorprende che la regola dei terzi sia una delle regole più conosciute e usate dai fotografi, amatoriali e professionisti. Ma è davvero così importante?

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CHE COS’È LA REGOLA DEI TERZI

La regola dei terzi in fotografia

Slide tratta dal Corso di Fotografia Online (clicca qui)

La regola dei terzi è una regola compositiva. Immagina un quadro diviso da due linee orizzontali e due verticali, il risultato sono 9 quadrati perfettamente uguali. Quello al centro è il fulcro ed ogni suo angolo è costituito da un punto di forza. In totale quindi abbiamo 4 punti di forza in cui immettere un soggetto della scena.

Perché sono chiamati punti di forza? Perché è qui che si concentra l’occhio visivo dopo aver visualizzato il centro.

In occidente l’occhio scrutinatore tende a fissare i punti in senso orario partendo dal primo a sinistra per poi procedere per gradi. In oriente — o comunque in un altra cultura — potrebbe invece venir utilizzato un altro tipo di tecnica, coerentemente con il proprio sistema di lettura. In pratica la lettura di una immagine è strettamente legata anche alle altre abitudini culturali tipiche.

Questa regola può essere applicata a qualsiasi scenario e formato, l’importante è utilizzare in maniera equilibrata e regolare le due linee orizzontali e verticali.

Le fotocamere di nuova generazione consentono di visualizzare la griglia al momento dello scatto tramite un apposito tasto, in modo da avere una chiara visione e non imbattersi in un errore di valutazione che pregiudicherebbe il risultato finale.

Il consiglio però è quello di utilizzare questa funzione solo agli inizi e affinare il proprio occhio successivamente. Questo serve per velocizzare la propria ripresa e migliorare l’approccio con la macchina fotografica.

PERCHÉ UTILIZZARE LA REGOLA DEI TERZI?

La regola dei terzi in fotografia

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Ma perché è così importante spostare lateralmente i soggetti? Non è più semplice centrarli?

Sicuramente la via più rapida è puntare l’obiettivo al centro e scattare ma in questo modo si otterrebbe una foto statica e irrimediabilmente banale (almeno nella maggioranza dei casi, poi ovviamente ci sono dei distinguo da tenere in considerazione). Il lavoro di un fotografo è cercare di superare i propri limiti e proporre il proprio punto di vista in maniera non convenzionale.

La regola dei terzi si presta a questo standard permettendo al fotografo di mettersi alla prova e, al tempo stesso, di ottenere una foto dinamica ma bilanciata. La regola dei terzi in fotografia

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ORIGINE E INVENZIONE DELLA REGOLA DEI TERZI

La nascita di questa tecnica risale agli antichi greci, capostipiti dell’equilibrio e della ricerca delle perfezione.

La sezione aurea è l’antenata della regola dei terzi e utilizzava il concetto di proporzione come risultato tra due grandezze non uguali, di cui la maggiore era il risultato medio tra la grandezza minore e la somma delle due. Questa proporzione ha un valore matematico di 1,618933… Il cosiddetto numero d’oro (clicca qui per leggere l’articolo sulla sezione aurea).

Da questa sezione aurea nasce il Partenone, gioiello di architettura e simbolo della perfezione greca. In seguito, gli antichi romani carpirono i segreti di questa proporzione utilizzandola anch’essi fino ad arrivare ai grandi maestri della pittura come Da Vinci e Botticelli.

La fotografia, come figlia diletta dell’arte visiva, ne ha tratto la stessa forza, applicandola a diversi generi.

COME APPLICARE LA REGOLA DEI TERZI NEI RITRATTI

La regola dei terzi in fotografia

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Siamo abituati a vedere un ritratto nella sua totalità senza prestare attenzione alla sua composizione. Anche un ritratto può infatti prestarsi alla regola dei terzi.

Facendone un esame analitico si può affermare che gli occhi corrispondono solitamente ai punti di forza ma è possibile dare un’impronta più innovativa alla foto proponendo un taglio laterale, molto usato in campo pubblicitario.

Allo stesso modo anche una figura intera può risultare noiosa se centralizzata, la regola dei terzi riesce a vivacizzare la foto ponendo la figura su una delle sue linee verticali. La regola dei terzi in fotografia

Slide tratta dal Corso di Fotografia Online (clicca qui)

Ovviamente è importante anche prestare attenzione alla simbologia e alla rappresentazione della foto.

Cosa vuole trasmettere il fotografo? A cosa serve la fotografia?

Se l’intento è focalizzare l’attenzione su un punto in particolare ponendo posizione e composizione in secondo piano (molto usato nella fotografia di moda per rappresentare al meglio il capo d’abbigliamento) allora la visione centralizzata è consona. La regola dei terzi in fotografia

Slide tratta dal Corso di Fotografia Online (clicca qui)

Qualora invece si voglia trasmettere un concetto di movimento, attività ed energia, è consigliabile concentrare il soggetto e/o gli elementi sui lati lungo uno dei punti di forza.

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COME APPLICARE LA REGOLA DEI TERZI NEI PAESAGGI

La regola dei terzi in fotografia Un paesaggio è un’opera d’arte naturale. I colori e gli elementi terrestri sono soggetti che non necessitano di alcuna presentazione ma può essere ostico rappresentarli in modo degno e non banale.

La regola dei terzi può essere usata in modo ottimale grazie alle sue linee orizzontali che ben si schierano con quella retta dell’orizzonte.

IN CHE MODO SI APPLICANO?

Basta pensare al paesaggio come un quadro diviso in due, una parte di terra e una parte di cielo. In base al risultato finale si potrà abbassare o alzare la linea d’orizzonte in modo da avere una composizione da due terzi. La regola dei terzi in fotografia Se il cielo ha un romantico gioco di nuvole o dei colori brillanti e luminosi basterà appoggiare idealmente l’orizzonte sulla seconda linea della griglia per dare la giusta enfasi al cielo.

Al contrario, se si vuole massimizzare l’attenzione sulla terra basterà alzare l’orizzonte alla prima linea della griglia. La regola dei terzi in fotografia Il fotografo dovrà quindi decidere sul punto di vista migliore per il paesaggio e prestare ulteriore attenzione ad eventuali elementi aggiuntivi.

Se nella scena di ripresa c’è un albero, il sole, la luna o qualsiasi altro elemento singolo e contraddistinto, allora si potrà inserirlo in uno dei punti di forza in modo da rafforzare il concetto e sottolinearne la presenza.

COME APPLICARE LA REGOLA DEI TERZI IN STILL-LIFE

La regola dei terzi in fotografia Questa composizione è comoda in ambito pubblicitario. Questa immagine infatti, composta in questo modo, permette di sfruttare la parte destra per inserire dei messaggi e slogan.

La regola dei terzi è molto usata nella fotografia per finalità commerciali. Guarda la foto sopra e poi comincia a guardare le foto che trovi nelle copertine dei giornali e riviste per vedere com’è stata fatta l’impaginazione della foto.

Gli oggetti ritratti devono essere inseriti lungo le linee orizzontali e verticali lasciando che pochi elementi principali si inseriscano lungo i punti di forza.

Originale la composizione che viene sviluppata seguendo le linee verticali in quanto in netto contrasto con il punto di vista orizzontale dell’osservatore.

QUANDO NON APPLICARE LA REGOLA DEI TERZI

La regola dei terzi è una guida classica adatta ai più svariati tipi di fotografia ma non sempre è l’ideale.

Basti pensare alle foto geometriche o di architettura che funzionano in virtù della loro simmetria.

Il fotografo in questo caso non pensa a come incastrare gli elementi in una griglia quanto a come collocarli in modo che vengano rispettate l’equilibrio e la geometria dell’ambiente.

Allo stesso modo la macro photography presta attenzione a visualizzare i piccoli dettagli, riportandoli su una superficie estesa. In questo caso il macro viene centralizzato per accentuare al massimo il particolare.

Oppure la fotografia di moda, come già accennato, che pone al centro i suoi soggetti per dare risalto ad abiti, gioielli ed accessori senza causare alcuna fuga di sguardo. Il cliente deve visualizzare subito il prodotto per esserne attratto.

Esistono molti altri esempi di fotografie che non seguono la regola dei terzi e si sono rivelate vincenti. Quindi come si capisce quando usarla e quando evitarla? Il segreto è nel provare e riprovare. L’unica vera grande regola del fotografo.

CONCLUSIONE

La regola dei terzi in fotografia La regola dei terzi è stata ed è tuttora la guida per molti fotografi che hanno trasformato foto banali in foto belle solo applicando i pochi e semplici passaggi della composizione.

Una volta entrati nel circolo delle griglie non si avrà alcun bisogno di concentrarsi per trovare i punti di forza. Verrà tutto spontaneamente.

E se si hanno dei dubbi in merito all’effettivo valore dato dalla regola dei terzi è bene ricordare che in fotografia è tutto guadagnato.

Ogni tecnica, ogni tutorial e ogni lezione fotografica può fornire il giusto spunto per migliorare e migliorarsi senza permanere ulteriormente nel limbo della sufficienza.

La conoscenza della teoria permette di far leva sulla pratica ma quest’ultima può essere il risultato di canoni, studi e sperimentazioni.

Un buon fotografo sa come seguire le regole ma soprattutto come infrangerle. La regola dei terzi in fotografia Siamo giunti alla fine del post. Aspetto i tuoi commenti e le tue riflessioni nei commenti…! In più, se l’articolo ti è piaciuto, ti chiedo semplicemente di condividere questo articolo sul tuo social network preferito!

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