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Il fattore di moltiplicazione in fotografia

Il fattore di moltiplicazione è un concetto di cui forse hai sentito parlare. Potresti avere idea di cosa si tratta, ma hai potuto riscontrare i suoi effetti in modo chiaro solo sul lato pratico, ed è proprio da qui che voglio partire.

Il fattore di moltiplicazione è un concetto di cui forse hai sentito parlare. Potresti avere idea di cosa si tratta, ma hai potuto riscontrare i suoi effetti in modo chiaro solo sul lato pratico, ed è proprio da qui che voglio partire.

Se prendi un obiettivo da 14mm di focale e lo usi su una fotocamera con sensore Full Frame, ottieni una foto con una certa inquadratura. Se però quello stesso obiettivo lo utilizzi su una fotocamera con sensore APS ottieni una foto con un’inquadratura più stretta che rende l’immagine più ingrandita, tanto per fare un esempio.

Di quanto ingrandita? Di un fattore preciso e specifico.

Conoscendo questo fattore di moltiplicazione, puoi calcolare in modo semplice e rapido che un obiettivo da 14mm, su una fotocamera con sensore Full Frame ad esempio, corrisponde ad un obiettivo da 22mm su una fotocamera con sensore APS.

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 Termini fotografici
Termini fotografici

Il fattore di moltiplicazione, dato dalla differenza nelle dimensioni dei sensori digitali, è una caratteristica oggettiva che si può calcolare con precisione sulla base di questi dati che ti riporto in modo semplice:

  • Fotocamere APS Canon: si moltiplica x 1.6

  • Fotocamera APS Nikon: si moltiplica x 1.5

  • Fotocamere APS Fujifilm: si moltiplica x 1.5

  • Fotocamere 4/3 Olympus/Panasonic: si moltiplica x 2

È molto importante conoscere il fattore di moltiplicazione della tua fotocamera, perché tutti i riferimenti, tipologie e caratteristiche di un obiettivo che trovi indicati sulle schede tecniche si basano sullo standard sensore Full Frame e non su altri.

IL FATTORE DI MOLTIPLICAZIONE NEI RITRATTI

E’ consuetudine identificare nella focale 85mm quella ideale per i ritratti. Se però utilizzi questo obiettivo su una fotocamera Canon con sensore APS, in realtà ti ritrovi una focale di 136mm (85mm x 1.6), esagerata per dei ritratti.

Se cerchi un obiettivo ideale per i ritratti nella tua fotocamera con sensore APS, dovresti usare una focale di 50mm (che moltiplicata x 1.6 fa circa 80mm). Se usi fotocamere con sensore APS è molto più semplice se fai il calcolo all’inverso: decidi la focale che ti serve e la dividi per il fattore di moltiplicazione.

Per riprendere l’esempio di prima, è bastato dividere 85mm per 1.6 e ho trovato rapidamente il valore di 53mm; l’obiettivo in produzione che si avvicina di più a questo valore è il 50mm. L’illustrazione sottostante mostra il concetto di “fattore di moltiplicazione”.

Un determinato obiettivo usato su una fotocamera dotata di sensore APS-C (in blu) rende l’immagine finale più ingrandita rispetto alla stessa immagine che riusciresti ad ottenere con una fotocamera dotata di sensore FULL-FRAME (in rosso).

 Fattore di moltiplicazione
Fattore di moltiplicazione

PRECISAZIONE TECNICA

Il web è bello perché è vario quindi è probabile che anche tu sia incappato (o ti capiterà… fidati…) in chi ti viene a dire:

“chi hi cavolo ti ha detto che un obiettivo da 50mm di focale su FullFrame diventa un 80mm su APS? Un obiettivo da 50mm è e rimane un obiettivo da 50mm di focale sia su fotocamere FullFrame che su fotocamere APS”

Quindi faccio questa aggiunta al fine di rendere le cose chiare e cristalline.

Un obiettivo da 50mm è e rimane un 50mm di focale, cambia però l’angolo di campo registrato dal sensore che — su APS — è più stretto come vedi nell’immagine qui sopra di esempio.

Tuttavia è di più facile comprensione, anche per un principiante, dire che un 50mm CORRISPONDE ad un 80mm su APS per il fattore di moltiplicazione (1.6x in questo caso).

VANTAGGI E SVANTAGGI

 Obiettivo o Fotocamera
Obiettivo o Fotocamera

Il fattore di moltiplicazione non è sempre uno svantaggio. Da un lato comporta il fatto che non potrai sfruttare in modo ottimale delle ottiche che magari già possiedi (le vecchie fotocamere Reflex analogiche erano tutte Full Frame): ti ritrovi nell’impossibilità di usare quel bell’obiettivo 24mm per un panorama considerato che sulla tua fotocamera Reflex con sensore APS diventa un 40mm, focale non propriamente adatta ai panorami. Dall’altro lato ti ritrovi un valore aggiunto impressionante se hai la necessità di teleobiettivi.

PROVA A PENSARCI…

Se hai, o devi acquistare un obiettivo da 300mm, sulla tua fotocamera con sensore APS corrisponde ad un obiettivo di quasi 500mm! (300mm moltiplicato per 1,6). In pratica ti ritrovi una focale ottima per fare fotografia naturalistica o di eventi sportivi.

Un obiettivo professionale di 500mm f/4 da usare su fotocamera Full Frame costa 4–5.000 €, mentre un ottimo obiettivo professionale da 300mm f/4 (da usare sulla fotocamera APS) costa circa 1.500 €. Non è un vantaggio, secondo te?

ATTENZIONE AGLI OBIETTIVI

Fin d’ora voglio dirti di prestare particolare attenzione all’aspetto “sensore”, perché in commercio, con la maggiore diffusione del sensore APS, sono stati sviluppati obiettivi specifici per questo formato.

Se acquisti un obiettivo fotografico “standard”, ovvero adatto per fotocamere con sensore Full Frame, lo puoi usare tranquillamente su qualunque fotocamera reflex della stessa marca (indipendentemente dal tipo di sensore di cui è dotata).

Contrariamente, se acquisti un obiettivo fotografico sviluppato specificatamente per fotocamere con sensore APS, non potrai usarlo su una fotocamera con sensore Full Frame, magari comprata successivamente.

MICROMOSSO, TEMPO DI SICUREZZA E FATTORE DI MOLTIPLICAZIONE

Nei blog, forum e gruppi di fotografia si parla spesso di “tempo di sicurezza”, ovvero la tecnica che consiste nel determinare il tempo di scatto “limite” che puoi utilizzare a mano libera.

In sostanza la tecnica insegna che il tempo limite per non ottenere il micromosso a mano libera senza treppiede deve essere la corrispondente della focale usata.

In pratica se usi una focale di 50mm il tempo di sicurezza è 1/50° di secondo, se usi un obiettivo da 200mm di focale il tempo di sicurezza è di 1/200° di secondo ecc…

Ma come ci si comporta con il fattore di moltiplicazione?

In questi casi il tempo di sicurezza va calcolato sulla focale APPARENTE, ovvero dopo il calcolo di moltiplicazione. Per andare sul pratico se stai usando un obiettivo da 50mm di focale su una fotocamera APS Canon devi moltiplicare per 1,6 ottenendo una focale apparente di 80mm. In questo caso il tempo di sicurezza è di 1/80° di secondo.

Note: qualcuno potrebbe chiedersi il motivo di questa affermazione, visto che un sensore APS non fa altro che “ritagliare” la parte centrale del fotogramma, quindi non dovrebbe incidere sui tempi di sicurezza, ma nella realtà va considerata la differenza di densità dei pixel sui sensori APS che è generalmente molto superiore e per questo amplifica il micromosso.

Una domanda interessante:

Questi obiettivi sviluppati specificatamente per il formato APS sono comunque soggetti al fattore di moltiplicazione?

Assolutamente SI! In tutti gli obiettivi il valore della focale in millimetri riportato fa riferimento allo standard FULLFRAME, pertanto anche se acquisti un obiettivo Canon specifico per APS con focale indicata di 50mm, devi considerare che va moltiplicato X 1,6 (oppure 1,5 se usi Nikon o Fujifilm). Se compri un obiettivo per fotocamere micro 4/3 che riporta come focale 15mm, devi anche questo moltiplicarlo (in questo caso X 2).

8 risposte su “Il fattore di moltiplicazione in fotografia”

Sempre interessante leggere i tuoi articoli.Compreso una cosa da tenere in considerazione per l’acquisto di focali per la mia reflex aps.
Grazie

Sempre interessante leggere i tuoi articoli.Compreso una cosa da tenere in considerazione per l’acquisto di focali per la mia reflex aps.
Grazie

Caro Alessio,buona sera e buon anno.

Chiarissima la spiegazione che hai dato riguardo al fattore di moltiplicazione; tuttavia temo di non essere d’accordo con quello che spesso dici riguardo l’argomento. In altre parole temo di essere proprio il tipico personaggio che dice “chi hi cavolo ti ha detto che un obiettivo da 50mm di focale su FullFrame diventa un 80mm su APS? Un obiettivo da 50mm è e rimane un obiettivo da 50mm di focale sia su fotocamere FullFrame che su fotocamere APS” 😉

In effetti, come giustamente spieghi poco sotto, quello che cambia è l’angolo di campo che risulta inferiore se registrato da un sensore APS rispetto al Full Frame, ma che la focale risulta la medesima.
Capisco benissimo che spiegare questo concetto possa risultare difficoltoso e che è sicuramente più breve dire che la focale deve essere moltiplicata di un fattore 1.6 (o 1.5 o 2 a seconda dei vari sensori).

Tuttavia, partendo da questi presupposti è assolutamente errato, per conto mio, dire che un obiettivo di 85mm montato su un sensore APS ti risulta di 136mm e quindi inadatto ad essere utilizzato per i ritratti. Anche con un formato APS l’obiettivo più adatto è quello di circa 85mm.

L’obiettivo di 85mm è adatto al ritratto perchè con questa focale è più facile ottenere una profondità di campo tale da poter meglio mettere a fuoco il soggetto (aumentandone l’attenzione dell’osservatore) isolandolo contemporaneamente dallo sfondo che tende maggiormente a sfocare. Un obiettivo più lungo (130 o più) risulta “dannoso” in quanto la profondità di campo si riduce a tal punto che c’è il rischio di non riuscire a mettere a fuoco tutto il soggetto (per esempio, se il fuoco è sul mento o sul naso, le parti più lontane come le orecchie o la parte visibile della nuca potrebbero risultare fuori fuoco).
Tutto questo, tuttavia, succede, a parità di obiettivo, sia con un Full Format, sia con un APS o altri formati di dimensione minori.

Inoltre, ipotizzando di utilizzare sempre il medesimo obiettivo per i formati FF e APS, tutto quello che puoi ottenere col formato APS, lo puoi ottenere anche con il Full Format. Il viceversa ovviamente no.
Le tue fotografie di Venezia che hai utilizzato nell’articolo ne sono la prova.
Sicuramente hai eseguito un unico scatto con un Full Format e, successivamente, hai eseguito un crop (un ritaglio della foto) nelle dimensioni equivalenti all’APS.
Fossi stato esattamente nella stessa posizione, mantenendo le stesse condizioni di luce, tempo, diaframma ecc. e sostituendo solamente il corpo macchina da un FF ad un APS, avresti ottenuto esattamente le due foto dell’articolo. Questa è una prova che ho sperimentato io stesso (Canon eos 300D e Canon eos 6D).
Ma queste due foto sono identiche per tutto. Lunghezza focale, profondità di campo ecc. e, inoltre, le linee di convergenza sono sempre uguali in entrambi gli scatti, cosa che sostituendo la lunghezza focale non avresti.

Penso che questo concetto di comparazione fra i due formati è sicuramente più difficile da comprendere e da spiegare rispetto ad altri concetti che tu stesso hai illustrato sul tuo sito.

Comunque complimenti per il tuo sito. Lo trovo ben fatto e molto interessante.
Grazie

Marco

Ciao Marco, ti ringrazio per il tempo dedicato alla spiegazione tecnica. Sei l’esempio lampante di quello che intendevo nell’articolo quando intendo che troppi docenti si fossilizzano sugli aspetti tecnici dimenticando la pratica.
Nessuno discute sull’aspetto prettamente tecnico (da te espresso) ma il problema è che un “non tecnico” deve leggere 10 volte quanto da te scritto per non capirci comunque niente di quello che significa il “fattore di moltiplicazione” trovando inoltre delle incongruenze con l’aspetto pratico.

E’ vero che un 85mm è pur sempre un 85mm sia su FullFrame (non “full format”) che su una APS, ma se vai ad elargire questo concetto ed addirittura a consigliare un 85mm anche per chi ha un APS succede poi che, all’atto pratico, chi ha la fotocamera APS si troverà troppo lungo. Sarà costretto ad allontanarsi per fare dei ritratti “come se avesse l’85mm su FullFrame” (ovviamente perché ha un angolo di campo pari a quello di un 135mm circa) e questo comporta (altrettanto ovviamente allontanandosi) anche l’aumento della profondità di campo.

Consiglia un 50mm per chi ha una APS e ti garantisco che si troverà meno a disagio sull’atto pratico e, di fatto, nemmeno si rende conto delle minime differenze sulle linee cadenti, PDC ecc…

Certo Alessio. Lungi da me l’idea di fare una critica distruttiva. Anzi. La intendevo solo come una puntualizzazione soprattutto per quello che riguarda gli aspetti forse un po’ tecnici.
Inoltre hai ragione: ieri era molto tardi e ho confuso il full format col full frame. ;D

Infine, se mi permetti, vorrei sottolineare un aspetto che quasi mai viene preso in considerazione, riagganciandomi all’esempio che ho riportato sopra parlando del “crop” delle immagini.

Nel caso di esecuzione del crop come nell’esempio da me riportato, il fatto stesso che parte dell’immagine del full frame venga eliminato, riduce la quantità di pixel dell’immagine stessa. Quindi, in quell’immagine, c’è il rischio che la quantità di pixel di un formato APS sia superiore alla stessa immagine ottenuta con un full frame dopo averne eseguito il crop; e questo anche nei casi in cui i “megapixel” del full frame sia superiore al corpo macchina APS utilizzato in questo caso. Questo è un ulteriore punto in favore dell’APS

Comunque, ribadisco la mia ammirazione per questo sito e per la semplicità con la quale esponi in maniera chiara molti concetti non sempre facili da trasmettere.

A presto

Marco

Caro Alessio,buona sera e buon anno.

Chiarissima la spiegazione che hai dato riguardo al fattore di moltiplicazione; tuttavia temo di non essere d’accordo con quello che spesso dici riguardo l’argomento. In altre parole temo di essere proprio il tipico personaggio che dice “chi hi cavolo ti ha detto che un obiettivo da 50mm di focale su FullFrame diventa un 80mm su APS? Un obiettivo da 50mm è e rimane un obiettivo da 50mm di focale sia su fotocamere FullFrame che su fotocamere APS” 😉

In effetti, come giustamente spieghi poco sotto, quello che cambia è l’angolo di campo che risulta inferiore se registrato da un sensore APS rispetto al Full Frame, ma che la focale risulta la medesima.
Capisco benissimo che spiegare questo concetto possa risultare difficoltoso e che è sicuramente più breve dire che la focale deve essere moltiplicata di un fattore 1.6 (o 1.5 o 2 a seconda dei vari sensori).

Tuttavia, partendo da questi presupposti è assolutamente errato, per conto mio, dire che un obiettivo di 85mm montato su un sensore APS ti risulta di 136mm e quindi inadatto ad essere utilizzato per i ritratti. Anche con un formato APS l’obiettivo più adatto è quello di circa 85mm.

L’obiettivo di 85mm è adatto al ritratto perchè con questa focale è più facile ottenere una profondità di campo tale da poter meglio mettere a fuoco il soggetto (aumentandone l’attenzione dell’osservatore) isolandolo contemporaneamente dallo sfondo che tende maggiormente a sfocare. Un obiettivo più lungo (130 o più) risulta “dannoso” in quanto la profondità di campo si riduce a tal punto che c’è il rischio di non riuscire a mettere a fuoco tutto il soggetto (per esempio, se il fuoco è sul mento o sul naso, le parti più lontane come le orecchie o la parte visibile della nuca potrebbero risultare fuori fuoco).
Tutto questo, tuttavia, succede, a parità di obiettivo, sia con un Full Format, sia con un APS o altri formati di dimensione minori.

Inoltre, ipotizzando di utilizzare sempre il medesimo obiettivo per i formati FF e APS, tutto quello che puoi ottenere col formato APS, lo puoi ottenere anche con il Full Format. Il viceversa ovviamente no.
Le tue fotografie di Venezia che hai utilizzato nell’articolo ne sono la prova.
Sicuramente hai eseguito un unico scatto con un Full Format e, successivamente, hai eseguito un crop (un ritaglio della foto) nelle dimensioni equivalenti all’APS.
Fossi stato esattamente nella stessa posizione, mantenendo le stesse condizioni di luce, tempo, diaframma ecc. e sostituendo solamente il corpo macchina da un FF ad un APS, avresti ottenuto esattamente le due foto dell’articolo. Questa è una prova che ho sperimentato io stesso (Canon eos 300D e Canon eos 6D).
Ma queste due foto sono identiche per tutto. Lunghezza focale, profondità di campo ecc. e, inoltre, le linee di convergenza sono sempre uguali in entrambi gli scatti, cosa che sostituendo la lunghezza focale non avresti.

Penso che questo concetto di comparazione fra i due formati è sicuramente più difficile da comprendere e da spiegare rispetto ad altri concetti che tu stesso hai illustrato sul tuo sito.

Comunque complimenti per il tuo sito. Lo trovo ben fatto e molto interessante.
Grazie

Marco

Ciao Marco, ti ringrazio per il tempo dedicato alla spiegazione tecnica. Sei l’esempio lampante di quello che intendevo nell’articolo quando intendo che troppi docenti si fossilizzano sugli aspetti tecnici dimenticando la pratica.
Nessuno discute sull’aspetto prettamente tecnico (da te espresso) ma il problema è che un “non tecnico” deve leggere 10 volte quanto da te scritto per non capirci comunque niente di quello che significa il “fattore di moltiplicazione” trovando inoltre delle incongruenze con l’aspetto pratico.

E’ vero che un 85mm è pur sempre un 85mm sia su FullFrame (non “full format”) che su una APS, ma se vai ad elargire questo concetto ed addirittura a consigliare un 85mm anche per chi ha un APS succede poi che, all’atto pratico, chi ha la fotocamera APS si troverà troppo lungo. Sarà costretto ad allontanarsi per fare dei ritratti “come se avesse l’85mm su FullFrame” (ovviamente perché ha un angolo di campo pari a quello di un 135mm circa) e questo comporta (altrettanto ovviamente allontanandosi) anche l’aumento della profondità di campo.

Consiglia un 50mm per chi ha una APS e ti garantisco che si troverà meno a disagio sull’atto pratico e, di fatto, nemmeno si rende conto delle minime differenze sulle linee cadenti, PDC ecc…

Certo Alessio. Lungi da me l’idea di fare una critica distruttiva. Anzi. La intendevo solo come una puntualizzazione soprattutto per quello che riguarda gli aspetti forse un po’ tecnici.
Inoltre hai ragione: ieri era molto tardi e ho confuso il full format col full frame. ;D

Infine, se mi permetti, vorrei sottolineare un aspetto che quasi mai viene preso in considerazione, riagganciandomi all’esempio che ho riportato sopra parlando del “crop” delle immagini.

Nel caso di esecuzione del crop come nell’esempio da me riportato, il fatto stesso che parte dell’immagine del full frame venga eliminato, riduce la quantità di pixel dell’immagine stessa. Quindi, in quell’immagine, c’è il rischio che la quantità di pixel di un formato APS sia superiore alla stessa immagine ottenuta con un full frame dopo averne eseguito il crop; e questo anche nei casi in cui i “megapixel” del full frame sia superiore al corpo macchina APS utilizzato in questo caso. Questo è un ulteriore punto in favore dell’APS

Comunque, ribadisco la mia ammirazione per questo sito e per la semplicità con la quale esponi in maniera chiara molti concetti non sempre facili da trasmettere.

A presto

Marco