L’importanza del portfolio per il professionista

Se vuoi fare della fotografia una professione (o un secondo lavoro) devi avere un portfolio fotografico. Se non ne hai ancora uno sei nel 95% delle attività fotografiche che non avranno mai successo, ma con un vantaggio: ora conosci questo Weblog e io ti darò qualche dritta per correggere il tiro (o evitare le “grugnate” che ho preso io…). Se hai già un portfolio complimenti! Probabilmente rientri nel 70% dei fotografi che non hanno un portfolio adeguato ai tempi, ma con un vantaggio: puoi seguire la mia guida per rifarlo da capo.

Il portfolio per il fotografo non è un biglietto da visita e nemmeno una vetrina. E’ semplicemente una cosa: tutto.

Se avrai la volontà di seguirmi in questa rubrica, ti darò qualche qualche suggerimento, guida e consigli basati sulla mia esperienza dai quali potrai trarne ispirazione per raggiungere anche tu l’obiettivo di vivere con la fotografia e tutto quello che ci gira attorno.

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I 20 SECONDI CHE POSSONO RISOLLEVARE IL TUO BUSINESS

Ti fidi del tuo istinto? Anche se non è sempre facile ascoltarlo, mi rendo conto che la maggior parte delle volte ha ragione, per questo ho inventato ironicamente la regola dei 20 secondi.

Ma di che cosa si tratta? Nei primi 20 secondi di interazione con qualcuno che non si conosce si stabilisce se una persona è simpatica, affidabile o irrazionalmente insopportabile!

Sono quasi convinto che un buon 30% delle occasioni lavorative perse sono causate da una errata impressione che dai. Non è solo questione di prezzo, anche se è la giustificazione più gettonata da tanti colleghi (perché diciamocelo.. anche il cliente che rifiuta un tuo servizio non è che viene a dirti che non ti ha scelto perché gli stai sulle palle…).

IMPRESSIONE DIRETTA ED INDIRETTA

Ehi… scommetto che quanto hai letto la regola dei 20 secondi hai visualizzato nella tua mente il rapporto umano; quelle occasioni dove incontri delle persone fisicamente. Ma la questione è più complessa, specie nei nostri tempi.

Io ho diviso il concetto di prima impressione in due tipologie:

  • impressione diretta
  • impressione indiretta

L’impressione diretta è la più ovvia: quando incontri una persona, un potenziale cliente, superati i convenevoli ti giochi tutto nei 20 secondi successivi. In poco tempo, anche se il colloquio si protrae per parecchi minuti, il cliente avrà già deciso di affidarti o meno il lavoro. Questo avviene perché di mezzo c’è il linguaggio del corpo ed il modo di fare, senza parlare dell’esperienza nel sapersi “vendere”. Insomma… anche a te probabilmente capita qualche volta che una persona ti stia antipatica anche se ci hai parlato solo 5 minuti!

L’impressione indiretta è quella che dai a chiunque NON ti incontra di persona, ma in modo virtuale: attraverso il sito web prima di tutto (ma potrebbe essere anche un profilo Twitter o LinkedIn).

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Vuoi sapere quale delle due è la più importante? Vediamo se lo capisci da solo con questa considerazione:

A quanti potenziali clienti pensi di poterti presentare (impressione diretta) e far vedere il tuo portfolio ogni giorno? 2..3? Se arrivi a 4 secondo me hai già ottenuto un ottimo risultato. Faccio un rapido calcolo:

4 clienti al giorno x 20 giorni lavorativi = 80 opportunità lavorative (e di guadagno) al mese.

Non ho considerato il fatto che non puoi essere in giro tutti i giorni e a tutte le ore, ma facciamo finta di niente e continuo: ipotizza di poter avere un negozio di fotografia in un grosso capoluogo di provincia, quanti potenziali clienti passeranno nel tuo negozio ogni giorno? Spariamo un numero esagerato? 100 persone che entrano a dare un occhio e vedere i tuoi lavori.

Rapido calcolo anche qui:

100 persone al giorno x 20 giorni lavorativi = 2.000 opportunità lavorative!

Woooow! Impressionante. Ti sembrano tante? A primo impatto si, infatti tanti fotografi hanno come obiettivo/ideale comune/prospettiva/sogno quello di crearsi una bella vetrina in città. Attenzione, non c’è nulla di male nel volere questo se poi permettertelo.

Per quanto riguarda l’impressione indiretta prendo come esempio il mio sito fotografico personale https://alessiofurlan.smugmug.com/ che ha generato tra febbraio e marzo 2016 oltre 14.800 visite. Oltre 14.800 visitatori che sono entrati nella mio “negozio”, volontariamente, a vedere il mio portfolio fotografico e farsi un’idea dei lavori che realizzo. E credimi che la mia vetrina non è niente di che, ma è bastata a portarmi un sufficiente numero di contatti, contratti e vendite dei prodotti che realizzo (guide fotografiche che puoi trovare qui).

statistiche visite Bene. Credo che sia chiaro come stanno le cose. Avere uno portfolio efficace ON-LINE dovrebbe essere in assoluto la tua prerogativa, che va oltre all’aspirazione di avere un negozio in centro (con affitto fisso da pagare). Si ok.. anche avere un sito web comporta delle spese da pagare, che però si aggirano sulle 3–400 euro annue al massimo.

Non averlo, o non dargli importanza, è una mossa strategicamente sbagliata se vuoi avere successo in questa attività.

Ma non è finita. Mettere in piedi un portfolio on-line a caso non è sufficiente, perché devi considerare che il 70–90% delle persone che visiteranno il tuo portfolio on-line non ne faranno più ritorno se non riesci a catturare la sua attenzione (o farti dare i loro dati di contatto).

Nei prossimi paragrafi ti darò le prime nozioni su come realizzare un portfolio on-line efficace e nei prossimi articoli anche le tecniche per farsi dare i dati di contatto.

COME CREARE UN PORTFOLIO FOTOGRAFICO

Avevo accennato qualcosa in questo articolo, ma qui approfondiamo l’argomento. Alla base del portfolio fotografico ci devono essere ovviamente le fotografie. E’ essenziale, prima ancora che tu decida che metodo sfruttare per esporre il tuo portfolio (cartaceo, digitale), progettarne la sua struttura portante.

Categorie. Presentare un portfolio con un mix di fotografie senza nesso logico tra di loro è controproducente. Quello che devi fare è creare vari tipi di portfolio in base al tipo di foto che racchiude.

Nel precedente articolo ti ho dato gli spunti per individuare le tue aspirazioni e predisposizioni fotografiche. Per prima cosa prendi carta e penna ed individua, o scegli in modo ragionato, una serie di categorie in base alle foto che realizzi o dovrai realizzare, le tue aspirazioni, o messaggio che vuoi dare.

Questo è un elenco di categorie dalle quali scegliere:

  • Animali
  • Bianco e Nero
  • Cibo
  • Città ed Architettura
  • Commerciale
  • Concerti ed eventi live
  • Fashion & Moda
  • Matrimoni
  • Natura (Paesaggi e Macro)
  • Nudo
  • Persone e Ritratti
  • Sport
  • Still Life
  • Street-Photography

Ci possono essere alcune categorie specifiche che non ho elencato come la Subacquea, foto di celebrità, fotografia astratta, giornalismo, fine-art, famiglia, trasporti.

Se non sai da che parte cominciare, prendi un layout generico suddiviso come il seguente:

  • Natura (Paesaggi e Macro)
  • Persone e Ritratti
  • Still Life
  • Street-Photography
  • Bianco e Nero

Un consiglio: non creare 20 portfolio, ma sforzati di averne al massimo 10. Il layout generico che ti ho portato dovrebbe essere la base di partenza.

Ovviamente l’elenco che ti ho riportato serve solo come spunto dal quale cominciare, ma tieni in considerazione che puoi personalizzare il portfolio in base anche ai clienti ai quali andrai a proporti, o al tipo di foto che caratterizza la tua linea artistica.

Per capire cosa intendo ecco come sono strutturati i portfolio di 3 artisti molto importanti e noti nella scena fotografica internazionale.

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IL PORTFOLIO DI TRE GRANDI AUTORI

Colby Brown. Questo bravissimo autore che ti consiglio di seguire, ha un portfolio strutturato in 6 categorie:

  1. Artistico/Astratto
  2. Viaggi/Umanitario
  3. Paesaggi
  4. Macro
  5. Imprese umanitarie
  6. Natura e luoghi selvaggi

L’autore, fotografo naturalista e paesaggista, ha un’attività basata sul realizzazione di workshop di alta qualità e svolge anche intense attività umanitarie, sempre attraverso la fotografia. Il suo portfolio è ottimizzato proprio per il genere di cui si occupa.

Elia Locardi. Questo autore, di chiare origini italiane (ma solo quelle), ha un portfolio strutturato in 8 categorie.

  1. Portfolio generico
  2. Paesaggi, Natura ed Atmosfere
  3. Luoghi storici e patrimonio dell’umanità
  4. Paesaggi urbani ed architettura moderna
  5. L’arte nascosta
  6. Dietro la fotocamera
  7. Astro-fotografia, aurora e cielo notturno
  8. Fotografia aerea

Si tratta di un fotografo affermato, che basa la sua attività sulla realizzazione di Tour Fotografici, per questo motivo ha strutturato il suo sito in modo tale che dalla home-page sia possibile accedere ai singoli portfolio (tra cui uno generico, il primo), ma anche ad altre tipologie di composizioni.

Puoi infatti trovare:

  • 4 portfolio suddivisi per regione geografica
  • 28 portfolio suddivisi per paese

Questo portfolio ovviamente è molto complesso, ma serve a farti capire come il portfolio possa essere adattato e strutturato in modo tale da soddisfare le necessità del tuo potenziale cliente.

Il lato positivo è che con il digitale, e gli strumenti che ti darò, sarà molto semplice creare, modificare ed implementare le varie tipologie di portfolio. Ma di questo ne parleremo in un altro articolo.

Renato D’Agostin. Renato è un autore diverso dai precedenti. Scatta a pellicola, prevalentemente in Bianco e Nero e ho avuto la fortuna di conoscerlo e di partecipare ad uno dei suoi workshop.

Renato è l’artista per definizione, tipico dell’immaginario comune che basa la sua attività sulla realizzazione di progetti artistici su commissione, mostre e vendita di libri fotografici.

Il suo portfolio è strutturato in modo completamente diverso dai precedenti autori e ogni progetto fotografico al quale ha lavorato o sta lavorando, diventa una categoria del suo portfolio:

  1. D.C. (workinprogress)
  2. Istanbul (workinprogress)
  3. Frecce
  4. Los Angeles (workinprogress)
  5. Eros (workinprogress)
  6. Kapadokya
  7. Shanghai
  8. Acrobats
  9. Etna
  10. The Beautiful Cliché
  11. Tokyo Untitled
  12. Un giorno con Lucia
  13. Metropolis

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DA DOVE COMINCIARE

Se sei arrivato a questo punto sei stato devo farti complimenti, significa che hai veramente intenzione creare qualcosa di tuo. Se pensi che questi suggerimenti e consigli ti possano essere utili ti chiedo di condividere questo articolo nei tuoi social preferiti.

Nel prossimo articolo parlerò di un aspetto tecnico: dove creare un portfolio on-line. Ma prima devi fare un’ultima cosa.

Una volta definite le categorie del tuo portfolio (prima ti ho messo un layout generico per cominciare) devi prendere in mano tutto il tuo archivio fotografico e riorganizzarlo dal principio nel seguente modo:

  1. fai una cernita eliminando le foto inutili (o evidenziando quelle buone)
  2. crea una cartella per ogni categoria scelta (in pratica ogni cartella è un portfolio specifico).
  3. distribuisci le foto selezionate nelle rispettive cartelle

STEP 1: COME SI FA UNA CERNITA?

La cernita si fa eliminando le foto che non sono valide. Puoi farlo in due modi:

  1. eliminando senza pietà le foto che non ritieni soddisfacenti per il tuo standard qualitativo, oppure lavorando al contrario;
  2. selezioni le foto che ritieni buone e scarti tutte le altre.

Paura di eliminare delle foto? Se ti sei impostato un backup regolare non dovrai darci più di tanta importanza. Al massimo la riprendi dal backup.

STEP 2: CREA LE CARTELLE

Devi creare le cartelle per gestire successivamente la distribuzione delle foto. Ci sono vari modi per farlo:

  • crei delle cartelle vere e proprie nelle quali inserisci le foto
  • crei delle “raccolte” con lightroom
  • crei degli “album” con gli altri software

STEP 3: QUANTE DEVONO ESSERE LE FOTO PER OGNI CARTELLA?

Il mio consiglio è di non mettere più di 10–15 foto per ogni cartella (quindi categoria). Questo non significa che su 2.000 foto devi per forza averne solo 10–15 di buone; puoi anche ritrovarti con 200 foto buone, ma quelle che entreranno nel tuo portfolio non dovranno essere più di quelle che ti ho indicato.

Dai miei test ed esperienza ho notato che le persone difficilmente guardano con interesse più di 10–15 foto in un album, ma lo stesso puoi riscontralo anche tu guardando le Gallery in Facebook dei tuoi amici. Anche se la Gallery è di 300 foto difficilmente vai oltre le prime 10 senza poi distrarti.

Ps: cerca di mettere in queste cartelle delle “copie” delle foto, non quelle originali, altrimenti potresti avere delle difficoltà a recuperarle o rintracciarle in futuro.

QUANTO GRANDI DEVONO ESSERE LE FOTO?

Ne parlerò meglio in un articolo preposto, ma in linea di principio ti consiglio di gestire e post-produrre le immagini alla dimensione massima. Non sto dicendo che devi “pubblicarle” alle dimensioni massime!

Successivamente, in un secondo momento di cui parleremo nel prossimo articolo, provvederai a ridimensionarle.

POST-PRODUZIONE

Questa serie di articoli non è dedicata alla post-produzione, pertanto non parlerò di questo aspetto, anche per non condizionare lo stile della tua produzione. Credo che ogni fotografo deva conoscere bene il software che sceglie di usare per la post-produzione ed usarlo a seconda dei suoi gusti ed inclinazioni.

Ci sarà comunque un’articolo con la panoramica sui migliori software.

Bene, per ora basta così. Di lavoro ne hai parecchio da fare. Riepilogando il percorso fin ora fatto questi sono i punti che devi portare a compimento:

NEL PROSSIMO ARTICOLO

Parlerò delle varie soluzioni possibili per un portfolio on-line!

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